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Fernando Botero, l’uomo delle “figure grasse”

Fernando Botero, classe 1932, è l’artista noto al mondo dell’arte come il creatore delle cosiddette “figure grasse”, ovvero uomini e donne in carne che rendono il suo tratto immediatamente riconoscibile al pubblico.

«Non dipingo donne grasse. Nessuno ci crederà, ma è vero. Ciò che io dipingo sono volumi. Quando dipingo una natura morta dipingo sempre un volume, se dipingo un animale lo faccio in modo volumetrico, e lo stesso vale per un paesaggio. Sono interessato al volume, alla sensualità della forma. Se io dipingo una donna, un uomo, un cane o un cavallo, ho sempre quest’idea del volume, e non ho affatto un’ossessione per le donne grasse».

Come dichiarato dallo stesso Botero non si tratta di un’ossessione dell’artista, l’uomo non presenta nessuna mania rivolta alle persone sovrappeso, l’artista dilata semplicemente le figure, realizza un ampliamento dei volumi. La prima “dilatazione” di Botero non è da cercare in una figura rappresentante un essere vivente, la prima forma dilatata è un oggetto, precisamente uno strumento musicale, un mandolino, il cui foro di risonanza è stato rappresentato con dimensioni assai ridotte, originando uno strumento tozzo e allargato, un risultato che affascinò l’artista tanto da far diventare quell’aspetto “grasso” una sorta di marchio di riconoscimento.

Durante un viaggio in Italia Botero è rimasto affascinato dai pittori dei secoli passati, ha eseguito delle copie riproducenti opere di Giotto e Andrea del Castagno rimanendo fedele allo stile inerente la dilatazione delle figure. Botero è un pittore che è rimasto fedele all’arte figurativa, nonostante ciò si allontana dalla realtà creando delle forme irreali, si tratta di un artista esagerato il cui stile si concentra sulla forma e sul volume.

L’arte di Botero è un richiamo al mondo primitivo, ove le forme generose evocavano vita, abbondanza, energia e sensualità.

 

 

 

Botero. Dipinti 1959-2015

Una dimensione onirica, fantastica e fiabesca dove si percepisce forte l’eco della nostalgia e di un mondo che non c’è più o in via di dissoluzione. Uomini, animali, vegetazione i cui tratti e colori brillanti riportano immediatamente alla memoria l’America Latina dove tutto è più vero del vero, dove non c’è posto per la sfumatura e che anzi favorisce l’esuberanza di forme e racconto.

Questa è la cifra stilistica di Fernando Botero, origini colombiane, famoso e popolare in tutto il mondo per il suo inconfondibile linguaggio pittorico, immediatamente riconoscibile. Alla sua arte, nel suo 85mo genetliaco, si rende omaggio con un’esposizione che ripercorrerà attraverso circa 50 dei suoi capolavori, molti dei quali in prestito da tutto il mondo, oltre 50 anni di carriera del Maestro dal 1958 al 2016.

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio della Regione Lazio. Organizzata e co-prodotta da Gruppo Arthemisia e MondoMostreSkira, è curata da Rudy Chiappini in stretta collaborazione con l’artista.

Botero ha guadagnato fama internazionale, catturando la fantasia della vita dipingendo figure corpulente e talvolta comiche. Caratteristica della sua pittura è l’insolita dilatazione che subiscono i suoi soggetti, che acquistano forme insolite, quasi irreali, astratte e, a volte persino grottesche; figure monumentali che possono essere sensuali, ma anche piene di dolore e tristezza.

Nato a Medellin in Colombia, nel 1932, Botero è certamente uno degli artisti più famosi e popolari al mondo. Apolide, eppure legato alla cultura della sua terra, Botero ha anticipato di diversi decenni l’attuale visione globale dell’arte; la sua opera infatti rappresenta una commistione straordinaria tra la tradizione latino-americana e la pittura europea.

Suddivisa in sezioni tematiche (Antichi maestri; Natura morta; Corrida; Religione; Politica; Società; Famiglia; Festa; Nudo; Ritratti; Violenza in Colombia; Circo; Abu Grahib), questa monografia presenta i dipinti realizzati dall’artista negli ultimi trent’anni, affiancati dai capolavori degli anni precedenti, risalenti agli anni ’60, quali le straordinarie nature morte o le tele che si rifanno agli antichi maestri, da Leonardo a Goya, da Piero della Francesca a Raffaello.

Dal 05 Maggio 2017 al 27 Agosto 2017

Roma

Luogo: Complesso del Vittoriano

Curatori: Rudy Chiappini

Enti promotori:

  • Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale
  • Con il patrocinio della Regione Lazio

Telefono per informazioni: +39 06 87 15 111

Sito ufficiale: http://www.ilvittoriano.com