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Fernando Botero, l’uomo delle “figure grasse”

Fernando Botero, classe 1932, è l’artista noto al mondo dell’arte come il creatore delle cosiddette “figure grasse”, ovvero uomini e donne in carne che rendono il suo tratto immediatamente riconoscibile al pubblico.

«Non dipingo donne grasse. Nessuno ci crederà, ma è vero. Ciò che io dipingo sono volumi. Quando dipingo una natura morta dipingo sempre un volume, se dipingo un animale lo faccio in modo volumetrico, e lo stesso vale per un paesaggio. Sono interessato al volume, alla sensualità della forma. Se io dipingo una donna, un uomo, un cane o un cavallo, ho sempre quest’idea del volume, e non ho affatto un’ossessione per le donne grasse».

Come dichiarato dallo stesso Botero non si tratta di un’ossessione dell’artista, l’uomo non presenta nessuna mania rivolta alle persone sovrappeso, l’artista dilata semplicemente le figure, realizza un ampliamento dei volumi. La prima “dilatazione” di Botero non è da cercare in una figura rappresentante un essere vivente, la prima forma dilatata è un oggetto, precisamente uno strumento musicale, un mandolino, il cui foro di risonanza è stato rappresentato con dimensioni assai ridotte, originando uno strumento tozzo e allargato, un risultato che affascinò l’artista tanto da far diventare quell’aspetto “grasso” una sorta di marchio di riconoscimento.

Durante un viaggio in Italia Botero è rimasto affascinato dai pittori dei secoli passati, ha eseguito delle copie riproducenti opere di Giotto e Andrea del Castagno rimanendo fedele allo stile inerente la dilatazione delle figure. Botero è un pittore che è rimasto fedele all’arte figurativa, nonostante ciò si allontana dalla realtà creando delle forme irreali, si tratta di un artista esagerato il cui stile si concentra sulla forma e sul volume.

L’arte di Botero è un richiamo al mondo primitivo, ove le forme generose evocavano vita, abbondanza, energia e sensualità.

 

 

 

Antonio Carbone e Salvatore Giunta. Forme e scritture mutanti

L’esposizione, curata da Laura Turco Liveri, è composta da venti opere sul tema della percezione di equilibri instabili nella identificazione della realtà, individuata in nuove forme-spazio e cripto-scritture, immaginando un presente in perenne dinamica evoluzione.

I due artisti, di formazione differente sviluppano, con modalità diverse, una personale ricerca sui concetti di scrittura e sovrascrittura, di spazio, forma e luce. Ad accomunarli vi è l’ individuazione di una continua armonizzazione dei linguaggi estetici e formali, espressa con essenzialità cromatica. Comuni sono anche i materiali: carte lavorate, incise graficamente, collage e cartoni dipinti. La carta materiale povero, a forte impatto simbolico e concettuale, si presta a svolgere una funzione evocativa, in grado di esprime finalità simili, che per Giunta si sviluppano  mediante un rapporto diretto con i problemi del reale, mentre per Carbone, in maniera più criptica, si realizzano nella ricerca di una nuova espressività estetica e linguistica.

Le opere proposte compongono un insieme espositivo intenso e minimalista, con un impatto concettuale.

Al vernissage, con gli artisti, dopo i saluti del presidente del Circolo La Scaletta, Ivan Franco Focaccia, interverranno Francesco Mollica, presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Tortorelli, presidente del Consiglio comunale di Matera e Nicola Cicoria, amministratore unico EGRIB.

Fino al 01 Aprile 2017

Matera

Luogo: Circolo La Scaletta

Curatori: Laura Turco Liveri

Enti promotori:

  • Regione Basilicata
  • Circolo La Scaletta
  • Matera 2019

Costo del biglietto: ingresso gratuito

E-Mail info: circololascaletta@gmail.com
Orari: lunedì-venerdì 10-13 / 17- 20.