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Alek O. L’impero delle luci. La nuova personale in mostra da Frutta Gallery

Dopo la personale di Gabriele de Santis in cui graffiti e illusioni grafiche si espandevano in una sorta di moderno horror vacui, gli spazi di Frutta Gallery si rinnovano per lasciare posto a una forse più timida e meno invasiva personale dell’artista, argentina di nascita ma naturalizzata italiana, Alek O., la seconda all’intero della galleria trasteverina di James Gardner, dal titolo “L’impero delle luci”. Filo conduttore della mostra è l’elaborazione di oggetti dimenticati, leitmotiv del lavoro dell’artista.

Scopo del suo operato artistico è quello di ricostruire attivamente, attraverso materiali di riciclo o il riesumare di piccoli frammenti del quotidiano, il tempo passato. Le opere di Alek O. si dividono tra lo scultoreo e il pittorico, mettendo insieme variazioni metodiche di contrasti tra il reale, il fittizio e il costruito.

Apparentemente prive di un senso strettamente formale o estetico, i materiali utilizzati da Alek O., come il polistirolo e il collage nel caso specifico, acquistano un particolare significato per la minuziosa e laboriosa lavorazione che porta l’artista a una graduale distruzione dell’oggetto attraverso procedimenti artigianali che riducono il prodotto scelto a una regolarità che porta addosso il senso intrinseco delle memorie a cui è necessariamente legato.

Le opere di Alek O. sembrano essere invase da due grandi temi principali: le connessioni che i singoli materiali scelti dall’artista portano al loro interno e la temporalità a cui sono legati. Le geometriche costruzioni delle lastre di polistirolo, che giocano con le pareti della sala, sembrano suggerire articolate mappe cittadine che fissano un tempo che ha al suo interno aspetti del passato e la nuova percezione di cui viene invasa.

La produzione artistica di Alek O. non può non prescindere da un riuso degli oggetti attraverso elaborazioni che uniscono al loro interno i principi del ready-made duchampiano. In questo modo, ogni singolo frammento è invaso da una nuova temporalità infinita e in costante mutamento, una sorta di work in progress che ridefinisce di volta in volta le memorie e le sue infinite connessioni.

Il mondo personale di Alek O., dipinto da colori pastello e da brani del passato della propria storia o di quelle degli altri, invita alla riflessione e al gioco di contrasti che ne definisce la potenzialità astrattiva. Allo stesso modo, la sua sensibilità artistica permette di nascondere un altro tema che si fa spazio tra i suoi particolari oggetti, ossia la loro capacità conservativa. Rielaborare e riutilizzare in forme e modi differenti nuovi oggetti altresì destinati allo scarto, permette di valorizzarli e rigenerare nuove forme di vita in una metamorfosi temporale color pastello.

 

 

Alek O. L’impero delle luci

Frutta Gallery

Via dei Salumi 53, 00153 – Roma

16 marzo 2017 – 13 maggio 2017

Orari: dal martedì al sabato ore 13.00 – 19.00

Ingresso libero

Trastevere cuore romano del contemporaneo. Gabriele de Santis a Frutta Gallery e Year of the Monkey a Galerie Emanuel Layr

Doppia inaugurazione giovedì scorso nel cuore trasteverino della capitale. Due giganti dell’ambiente contemporaneo mondiale si sfidano a colpi di vernissage, creando una coalizione tra vicini e dando, ancora una volta, un ampio respiro di produttività e circolazione di idee nel (forse) più fervido quartiere che ha il suo trait d’union nella contemporaneità artistica dei giorni nostri. Da una parte la già conosciuta Frutta Gallery di James Gardner e dall’altra la recentissima Emanuel Layr Galerie, che torna sulla scena romana dopo l’esperienza temporanea in via del Vantaggio, con una vera e propria galleria che possa mettere in moto una produzione d’idee e uno scambio continuo tra Italia e il resto del mondo.

Gabriele de Santis, artista autoctono, torna a distanza di due anni dalla sua precedente mostra presso Frutta Gallery, con un’opera site specific tra arte urbana, citazioni e operazioni di straniamento e irritabilità. Truth to be told occupa come in una sorta di horror vacui tutte le pareti della galleria, trasformate dall’artista romano per accogliere lo spettatore in un ambiente di comune semplicità di visione, utilizzando propriamente aspetti dell’arte di strada per poi inserire, come di consueto, l’errore o l’intermittenza e distogliere, confondere e straniare, il fruitore attraverso dichiarazioni e statements disturbanti. Tipicamente imperniato nella sua capacità comunicativa, anche in questo caso Gabriele de Santis ha messo a portata di tutti un’arte partecipativa che obbliga chi osserva ad entrare nel processo dinamico e irriverente di continui giochi iperbolici, rimandi improbabili che sfuggono a uno sguardo veloce e incontrollato.

Mentre la sala di James Gardner ci riporta a casa, Emanuel Layr ci proietta in un mondo culturalmente “infettato” di nomi giovani e provocatori, mettendo in scena l’internazionalizzazione dell’arte. La mostra che ha inaugurato il nuovo spazio del collezionista austriaco, è Year of the Monkey. La collettiva vede inseriti in un calderone culture differenti da Vienna, New York e Berlino i nomi che si susseguono promettono un’esaltante scena artistica di livello internazionale. Juliette Blightman, Lena Henke, Benjamin Hirte, Niklas Lichti, Matthias Noggler, sono i cinque artisti scelti per inaugurare in gran stile il nuovissimo spazio che si instaura in maniera definitiva accompagnato e sostenuto dai vicini, oltre a Frutta Gallery, T293 e Gavin Brown.

Il quartiere trasteverino, sempre più affollato, si sta lentamente confermando come uno dei luoghi di maggiore interesse artistico e tra le vie ammantate di san pietrini, vecchie chiese abbandonate e vedute tradizionalmente romanesche, permette non solo di ispirare e scoprire un’aria di un vecchio passato ancora vivo, ma contemporaneamente si apre al nuovo, al diverso e al dissonante in una continuità di produzioni artistiche pulsanti e incredibilmente affascinanti.

Year of the Monkey, Galerie Emanuel Layr, exhibition view, 2017(www.artribune.com) Gabriele de Santis, Frutta Gallery, exhibition view, 2017(foto dell'autrice) Gabriele de Santis, Truth to be told, Frutta Gallery, exhibition view, 2017 (foto dell'autrice) Year of the Monkey, Galerie Emanuel Layr, exhibition view, 2017(foto dell'autrice)

 

Gabriele de Santis – Truth to be told

Frutta Gallery

Via dei Salumi 53, 00153 Roma

19/ 01/ 2017 – 04 / 03/ 2017

Orario: dal martedì al sabato dalle ore 13.00 alle ore 19.00

Ingresso gratuito

 

 

Year of the Monkey / Rome. Juliette Blightman, Lena Henke, Benjamin Hirte, Niklas Lichti, Matthias Noggler

Galerie Emanuel Layr Rome

Via dei Salumi 3, 00153 Roma

19/01/2017 – 25/ 03/ 2017

Orario: su appuntamento