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Mimmo Rotella Manifesto

La Galleria nazionale d’arte moderna di Roma celebra il centenario della nascita di Mimmo Rotella con la più completa retrospettiva a lui mai dedicata dal titolo Mimmo Rotella Manifesto, a cura di Germano Celant e Antonella Soldaini, inaugurata lo scorso 30 ottobre. La mostra si inserisce all’interno delle iniziative promosse dalla Fondazione Mimmo Rotella, nata nel 2002 per volere dell’artista stesso, e dal Mimmo Rotella Institute, con il supporto della Regione Calabria.

Il salone centrale della galleria è stato allestito con l’intento di ricreare una “piazza” urbana, tappezzata lungo i suoi muri da grandi “billboards”, cartelloni pubblicitari di 3 x 10 metri, composti posizionando uno accanto all’altra diverse opere dell’artista, dai décollages e i retro d’affiches degli anni ’50 e ’60, passando per gli artypos degli anni ’60 e ’70, i blanks e le sovrapitture degli anni ’80, fino all’ultima fase, quella dei décollages monumentali degli anni ’90 e 2000.

Simmetricamente alla zona centrale sono state allestite due piccole piazzette, contenenti i lavori performativi e scultorei di Rotella, oltre che filmati dagli anni Cinquanta e la serie dei Replicanti eseguita nel 1990, dieci porcellane rappresentanti la progressiva perdita dei sentimenti dell’umanità, specialmente in conseguenza delle guerre nel mondo. Integrano il percorso espositivo documenti, disegni, piccole opere pittoriche su tela e su carta, oltre a un ricco apparato documentale, come il Manifesto dell’Epistaltismo del 1949 o le confessioni contenute nei diari del 1993- 1994, fino all’assegnazione della Medaglia d’Oro alla Carriera da parte di Carlo Azeglio Ciampi nel 2002.

Il visitatore è guidato non dalle solite didascalie ma da una “mappa”, sulla quale sono indicate le singole opere che fanno parte delle grandi pareti-quadro, inserite anche nel catalogo di mostra edito da Silvana Editoriale, che include testi inediti di studiosi nazionali e internazionali.

Si ricompone quindi negli spazi della galleria il mondo di frammenti che Rotella “saccheggiava” dalle mura cittadine, estrapolando pezzi di manifesti pubblicitari, mode del momento, divi e messaggi politici, un vera e proprio affresco frammentato di 50 anni di storia italiana, oltre che un excursus completo della produzione artistica di tuta la sua carriera. Ed è giusto che ciò avvenga tra le sale di questo museo, la cui più nota direttrice del passato, Palma Bucarelli, tanta importanza ebbe nella diffusione della conoscenza dell’opera di Mimmo Rotella, presente nella collezione con vari lavori, tra cui ricordiamo i retro d’affiches Composizione astratta (1955-1957), Spirito di Dharma (1960) e i décollages Mitologia 3 (1962) e Senza titolo (1962).

 

 

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Viale delle Belle Arti 131 – Roma

Dal 30 ottobre 2018 al 10 febbraio 2019

dal martedì alla domenica: 8.30 — 19.30

www.lagallerianazionale.com

 

ROMA CITTA’ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto

Una carrellata di immagini e di stili lunga un secolo, per ricordare attraverso le sue molteplici sfumature il XX secolo, con un occhio di riguardo alla città di Roma, fucina artistica e scena privilegiata dai protagonisti di questa lunga compagine culturale. 

La mostra, allestita presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma fino al prossimo 28 ottobre, presenta un corpus di 180 opere (dipinte, sculture, fotografie) provenienti da collezioni di arte contemporanea capitoline, alcune mai esposte prima.

Il 900 fu un secolo che vide un susseguirsi di correnti artistiche eterogenee, tra le quali spiccano sia la nascita di alcune avanguardie, come quella Futurista, sia un recupero dell’antico, come accadde negli anni Venti e Trenta.

In tal senso il tracciato espositivo è veramente ricco e completo: si parte dal Simbolismo decandennte di fine 800, (con opere di Duilio Cambellotti  e Adolf Wildt solo per citarne alcune), per arrivare poi alle innovazioni del secondo Futursrmo e degli esponenti dell’aereopittura (tra cui ricordiamo Benedetta Cappa Marinetti ed Enrico Prampolini).

Un periodo così intenso e complesso a livello storico e sociale non può che essere visto in una molteplicità di varianti dagli artisti che lo hanno vissuto.

Le atmosfere surreali  e smaltate del Realismo Magico si affiancano alle piazze solitarie e agli interni onirici della Metafisica di Giorgio De Chirico, la ripresa dei moduli classici di Mario Sironi si interfaccia con gli sviluppi della Scuola Romana di Mario Mafai, Scipione e Afro; la figuratività, che in questa fase ha una presenza preponderante, verrà poi soppiantata negli anni ’40 e ’50 da una nuova attenzione verso il segno, come si evince dalle opere di Gastone Novelli e Giulio Turcato, per poi approdare agli esperimenti della Pop art degli anni ’60, che vedono Roma confrontarsi con le istanze artistiche d’oltreoceano (con Mario Schifano e Franco Angeli), senza dimenticare le sperimentazioni di Pino Pascali e i décollage di Mimmo Rotella.

La mostra, coaudiuvata da un apparato multimediale e didattico molto ampio, sarà affiancata da una seri di iniziative culturali volte all’approfondimento del periodo, particolarmente florido, vissuto dalla città capitolina in questo lungo secolo  di storia.

 

 

ROMA CITTA’ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto

Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma

Via Francesco Crispi 131, Roma

dal 29 marzo al 28 ottobre 2018

dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.30

www.galleriaartemodernaroma.it