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Dem. Eternal Little Goddess

Eternal Little Goddess è il titolo della mostra personale di Dem, alla galleria Varsi di Roma fino al 15 aprile.

Dem è un artista che ha sviluppato un linguaggio particolare, che parte dal mondo dei graffiti per approdare a quello simbolico, antico di millenni, che si focalizza in questa sede sul tema della Dea Madre.

Non a caso co-curatrice della mostra assieme a Chiara Pietropaoli è Chiara Orlandini, direttrice della casa editrice indipendente Venexia, specializzata proprio nel campo antropologico.

Dem centra la sua attenzione sul dato antropologico di radice ancestrale, cercando le risposte e la verità in uno strato più profondo di quello superficiale, associabile alla dimensione della natura e della divinità, intesa in senso lato e sfaccettato, vista come emblema di purezza originaria da cui attingere.

Il mito o la figura della Dea Madre si è sviluppato nel corso dei millenni ed ha radici antichissime, che partono addirittura dall’era del Paleolitico; si è sviluppato contemporaneamente in più parti del mondo, lontanissime tra loro, cambiando nome e a volte fattezze della divinità, ma mantenendo intatto l’aggancio con il concetto di energia creatrice e femminile, dalla civiltà Sumera fino alla Cristianità della Vergine Maria.

Dem vuole portarci a conoscere e a riscoprire la figura senza tempo e senza fine della Dea Madre, indagandone le fattezze e la portata attraverso vari medium, come la pittura o la scultura in ceramica, rappresentandola con le sue fattezze consuete o trasmutata in simboli animali e vegetali, comunque appartenenti al mondo naturale.

Al potere del Femminino Sacro Dem contrappone inoltre l’energia maschile, esemplificata dal simbolo della maschera (tipico della produzione di questo artista), che viene qui realizzata con materiali tessili ed organici; il corretto equilibrio tra energia maschile e femminile sta infatti alla base del flusso vitale della Terra e dei suoi abitanti, assicurandone il corretto funzionamento e garantendo così la dinamicità del ciclo stesso dell’Esistenza.

 

 

GALLERIA VARSI

dal 17 marzo al 15 aprile 2018

Via di Grotta Pinta 38 – Roma

www.varsi.com

Dal martedì al sabato, dalle ore 12.00 alle 20.00

Domenica 15.00-20.00

Ciredz: residui e frammentazione in mostra alla Galleria Varsi

Ciredz, artista poliedrico di origine sarda, è il protagonista della recente mostra Residui a cura di Chiara Pietropaoli, inaugurata il 24 novembre presso lo spazio della Galleria Varsi. L’artista conosciuto per lo più per la sua produzione di opere di street art, è anche scultore e pittore. Il paesaggio è per lui l’elemento principale in cui si genera ed evolve la sua produzione artistica. Nel caso specifico, Ciredz porta in scena un nuovo aspetto legato in modo inscindibile al paesaggio, che fa del suo lavoro degli ultimi anni una ricerca minuziosa e precisa: i residui.

Lo scrittore e paesaggista Gilles Clément, in un suo saggio sul paesaggio, definisce “residui” delle zone ben precise dove l’intervento dell’uomo non ha intaccato la natura. Anzi, il residuo ridefinisce il concetto di paesaggio, divenendo esso stesso una riappropriazione di un luogo. Da questo concetto Ciredz elabora delle visioni composte di residui reali come della terra, cemento o dell’erba artificiale e li fa vibrare davanti l’occhio umano, cercando di indagare attraverso prospettive diverse la relazione tra l’uomo e la natura, incontaminata e libera. A questi lavori, si affiancano disegni e serigrafie che legano e spiegano in maniera grafica e visivamente impattante, la metodologia di produzione che caratterizza il lavoro dell’artista.

Ciredz intende sottolineare un concetto ben preciso, quello del “Terzo Paesaggio”, termine coniato nel 2013 dallo stesso Gilles Clément, ovvero degli spazi abbandonati in cui la tradizione e la completezza vengono sostituiti dalla celebrazione dell’incompletezza che cela dietro di sé la purezza dello sguardo e la costanza nell’osservare e nel vivere determinati spazi e luoghi. L’uomo non esiste in quanto fattezza fisica, ma vive come entità che si compenetra nel non – finito, nella diversità e si fa il presupposto di un agire umano che non può essere slegato dal frammento residuale di un paesaggio comune.

Un ultimo aspetto che si denota dalla sua produzione precedente e odierna, è il tentativo e l’attenzione che l’artista ripone nel creare immagini che richiamano aspetti del quotidiano, che si legano a delle memorie di un passato comune o identitario. Attraverso l’apparente assenza figurativa, Ciredz lascia spazio alle geometrie e riesce, con pochi e umili mezzi, a raccontare un’immagine in continuo divenire, sempre diversa da persona a persona. Quest’ultimo, ma importante, aspetto dell’arte di Ciredz dà un ulteriore spinta verso la riflessione sulla relazione contrastata tra uomo e natura, che l’artista riscontrata nel frammento, nel residuo o nella presenza di un’assenza. Il residuo, nella memoria di qualcosa che non è più visibile, diventa testimone silenzioso di un intero mondo di archivi dimenticati, ritrovati e immaginati.

Residui
24 novembre 2017 – 05 gennaio 2018
Galleria Varsi
Via di Grotta Pinta 38, Roma
Dal martedì al sabato dalle ore 12.00 alle ore 20.00. La domenica dalle ore 15.00 alle ore 20.00
Ingresso Libero