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Ricordare la storia attraverso l’arte. Omaggio alla Giornata della Memoria

«Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no».

Primo Levi

 

Ogni lettore è a conoscenza del fatto che proprio a gennaio, il 27 per l’esattezza, ricorre un importante avvenimento, la Giornata della Memoria, un’occasione per commemorare le vittime dell’olocausto e per fare in modo che non venga dimenticato quanto accaduto. Anche il mondo dell’arte ha dato il proprio contributo nel far sì che la storia non venga mai dimenticata, chi non ha vissuto in prima persona la tragedia ha il diritto e il dovere di venire a conoscenza di quanto accaduto in una delle più drammatiche vicende presenti nelle pagine dei libri di storia, un avvenimento che ha raso a zero la dignità di diversi esseri umani.

Fra i pittori che hanno dato il proprio contributo a trasmettere la memoria storica si ricorda in primis Marc Chagall, autore dell’opera Crocifissione in giallo (1938 – 1942). Si tratta di una pittura sacra che si ispira alla tradizione del Christus patiens e al Cristo di Gaugin, un’opera apocalittica che pone di fronte al fruitore l’atmosfera tetra che si respirava negli anni in cui gli ebrei, ma non solo, venivano perseguitati in Europa centrale e orientale.

Orrore e realtà nuda e cruda sono i termini attribuibili al lavoro di David Olère intitolato La stanza del forno (1945). Cos’è che turba di più chi si trova ad ammirare quest’opera? E’ solo il macabro gesto compiuto dai nazisti a urtare la sensibilità del pubblico? La risposta è no, infatti ad alimentare l’angoscia è la precisione quasi fotografica adottata da Olère col suo modo di presentarsi freddo e non coinvolto in modo sentimentale alla vicenda. Che dire allora dell’opera Camera a gas dello stesso artista? Sicuramente non si può rimanere impassibili di fronte alle atrocità commesse dall’uomo verso altri uomini.

Sono tanti gli artisti che si sono impegnati a mantenere viva la memoria di quanto accaduto negli anni della Seconda Guerra Mondiale, si pensi ad esempio a Samuel Bak e Leslie Cole, tanto è lo sgomento e l’orrore provato ancora a distanza di anni, vedere le opere che si riferiscono a quanto avveniva nei campi di concentramento non fornisce solo un modo alternativo di approcciarsi alla storia, si tratta infatti di un’occasione per riflettere sul valore e sul rispetto della vita umana.