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Hiroshige. Visioni dal Giappone

Le Scuderie del Quirinale celebrano l’arte del grande maestro giapponese Utagawa Hiroshige con una grande mostra di circa 230 opere, provenienti da Italia, Giappone e Stati Uniti, curata da Rossella Menegazzo e da Sara E. Thompson.

Dopo l’antologica dedicata ad Hokusai al Museo dell’Ara Pacis nei mesi scorsi, il mondo nipponico torna ad essere protagonista del panorama museale romano.

Hiroshige, pseudonimo di Ando Tokutaro, visse e lavorò a cavallo tra il XVIII e il XX secolo. Scelse la carriera artistica, malgrado il padre fosse un samurai, e divenne un fine interprete dell’ambiente naturale e un fedele fotografo pittorico del paesaggio, diventando uno dei maggiori esponenti del genere ukiyo, il cosiddetto “mondo fluttuante”, stile che si focalizzava sulla rappresentazione di questi due temi, oltre che su scene di vita quotidiana. Uno stile poetico e raffinato il suo, capace di catturare in profondità lo spirito del mondo atmosferico, tanto da fargli guadagnare in patria l’appellativo di “Maestro della pioggia e della neve”.

Allievo di Utagawa Toyohiro dal 1811, deve al maestro la creazione del suo nome d’arte. La sua prima produzione si focalizza sulla rappresentazione di geishe e samurai, ma è dagli anni ’30 che inizia l’avventura artistica più matura di Hiroshige, che inizia a dedicarsi alla descrizione del paesaggio. Solo in seguito figure umane fecero la loro comparsa lungo i fiumi, sui prati, tra la neve, passaggio questo che donò al maestro ulteriore visibilità e popolarità.

Nella seconda metà del XIX secolo la fine dello Shogunato Tokugawa e l’apertura dei porti commerciali del Giappone all’occidente fece si che questo straordinario artista venne conosciuto anche in Europa, influenzando in maniera massiccia la pittura del tempo. Molti furono gli artisti Impressionisti e Post-impressionisti che risentirono dell’ influsso della grafica e dell’arte nipponica, primo fa tutti Vincent Van Gogh. Ma anche il mondo dei fumetti e del design moderno ha subito una chiara ispirazione dalla produzione nipponica, connotata da una forte linearità bidimensionale e da cromie quasi smaltate

Un percorso espositivo ricchissimo, che va dai lavori giovanili alle silografie, fino ad arrivare agli splendidi dipinti inchiostro su seta, che include alcuni inediti che per la prima volta escono dal Museum of Fine Arts di Boston, contribuendo a far immergere lo spettatore in un universo di personaggi e brani naturali appartenenti a un mondo lontano, quasi di fiaba.

 


Scuderie del Quirinale

Via Ventiquattro Maggio, 16, Roma

Dal 1° marzo al 29 luglio 2018

https://www.scuderiequirinale.it/