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Temperantia di Pablo Betti

The AB Factory nel suo continuo supporto alla crescita umana e professionale degli artisti è lieta di presentare la mostra fotografica di Pablo Betti, un artista internazionale argentino. La mostra sarà possibile visitare fino al 27 maggio negli spazi di The Ab Factory, un’esposizione artistica che sarà un evento indispensabile per acquisire tutti gli strumenti adeguati per capire l’arte nel suo sistema.


Le sue opere non sono paesaggi, sono orizzonti e visioni aeree della mente, del pensiero astratto che trova forma nelle regole della mente, mentre il colore e la composizione sono intime composizioni, memorie direttamente estratte dall’infanzia dell’artista della sua terra natia. Gli echi della pittura sembrano risuonare nel racconto raffinato dell’artista, per meglio leggere tra le righe del “racconto”, per farsi trasportare dall’emozione, dalla luce dei cromatismi e dai percorsi delle forme disegnate su una superficie piana come la tela o a rilievo come la tessitura.

Pablo Betti è un artista che intende rivolgersi a un vero mercato dell’arte fatto dal pubblico e non dallo spazio espositivo. Gli attori principali dell’arte sono lo stesso pubblico, che offre oggi il mondo dell’arte e come si colloca all’interno del panorama artistico. Le sue opere sono intime memorie strappata dalla sua terrà, dove il colore riflette il suo stato d’animo, illuminato da rapide e intense pennellate calde. I colori sono una ricerca continua per ritrovare se stesso, le sue radici. La sua arte è quasi un racconto da leggere nel profondo silenzio per cogliere l’intimo dell’artista. Le sue opere spesso diventano icone del suo tempo, avvolti da quel fascino misterioso che coinvolge lo spettatore nella sua rete. Le immagini apparentamene semplici trasmettano una carica emotiva abbastanza forte da essere contemplate nel profondo silenzio.

La mostra sembra suggerire un percorso cronologico della vita dell’artista passando da tele calde a quelle fredde.

via Alagon Cagliari

fino al 27 maggio

Dalle 10,00 alle 18,00

Corpi troppo grandi, corpi troppo piccoli. Le sculture di Ron Mueck

Ron Mueck, classe 1958, è un artista australiano che lavora in Gran Bretagna il cui lavoro è spesso associato alla corrente artistica dell’Iperrealismo. Proveniente da una famiglia di artigiani impegnati nella costruzione di giocattoli, Mueck cominciò la propria carriera lavorativa realizzando modelli e balocchi destinati alla televisione per bambini, lavorò per la pubblicità e per il mondo del cinema, diventando ideatore di effetti speciali ritenuti fantastici.

Il successo arrivò nel 1997, anno in cui creò Dead Dad, una scultura rappresentante una figura maschile defunta nuda, realizzata con l’utilizzo di silicone crudo, opera attraverso la quale è ben evidente l’interesse dello scultore verso la realizzazione, in senso imitativo, della forma umana. Osservando Dead Dad è subito possibile notare come l’artista, pur riproducendo nei minimi dettagli le fattezze del corpo umano, non riproduca in scala reale le dimensioni corporee, preferendo plasmare invece delle opere d’arte aventi un corpo o troppo grande, in cui vengono esaltati i particolari della superficie corporea, o troppo piccolo.

Sono le dimensioni delle sculture a colpire il pubblico, meraviglia e stupore invadono i sensi di colui che le ammira ma subito dopo, lo stesso, viene investito da una terribile sensazione di tristezza. A cosa è dovuto questo sentimento? Esaminando le sculture con una maggiore attenzione è evidente come i soggetti plasmati da Ron Mueck appaiono in solitudine, sono vulnerabili, anche se alcuni personaggi sono stati realizzati in coppia questi rimangono isolati dal pubblico circostante, come se vivessero in un mondo proprio, dove possono essere osservati ma a loro volta non possono osservare ciò che li circonda.

L’artista ha conferito alle proprie creazioni pose intime della vita quotidiana, una scelta che conduce il fruitore dell’opera a provare imbarazzo per aver violato la privacy dei soggetti. Se si ammirano gli sguardi e i gesti dei soggetti, si pensi ad esempio alla scultura Young Couple, del 2013, è lecito chiedersi cosa sta succedendo fra la giovane coppia, si vuole quindi entrare a far parte della psicologia dei due personaggi.

Anche se la personalità di Ron Mueck è spesso associata all’Iperrealismo il pubblico non cadrà mai nella tentazione di associare le sue creazioni a vere e proprie persone grazie alla riproduzione non in scala reale dei corpi. Nascita, maternità, amore e morte sono i temi affrontati dall’artista. L’illusionismo non viene inserito da Mueck nelle sculture, motivo per cui non si avrà l’impressione di trovarsi di fronte a una persona in carne e ossa.