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L’ironia kitsch della denuncia: Guan Xiao e l’arte per accostamenti

Guan Xiao giovane artista di origine cinese che vive e lavora a Beijing, è conosciuta in Europa grazie alla sua partecipazione alla Biennale di Berlino, e alle sue esposizioni all’ICA di Londra e al Jeu de Paume di Parigi. L’artista fa della tradizione cinese un presupposto che denota un forte attaccamento alla produzione di massa e all’approccio enfatico, a tratti kistch dell’oggetto. Non a caso la sua produzione è un ibrido non solo di stili, ma un incessante accostamento di immagini, suoni e aspetti della vita quotidiana che si mettono in relazione. È questa tendenza al vario, al confuso, all’immagine ripetuta, il presupposto per un’arte che spazia dal video, alla scultura, fino alla produzione di veri e propri ambienti.

L’arte di Guan Xiao mette davanti due strade la prima è quella dell’ironia, la seconda, più sottile, è quella della percezione delle cose. Con il suo video a tre canali dal titolo David esposto all’ultima Biennale di Venezia all’interno del Padiglione delle Tradizioni, chiarisce la sensazione primordiale di sarcasmo per poi spazzarla via lasciando la percezione di un disagio ossessivo, di un amore sconsiderato e di una fruibilità prêt-à-porter che inneggia all’arte, ma la distorce, la commercializza e la ridicolizza.

Il video è un miscuglio di filmati tratti da internet a cui l’artista accosta brevi frasi, accompagnate da una canzone da lei prodotta che richiama sonorità synth pop, retaggio forse di una cultura di tendenza orientale. David è una denuncia camuffata in ironia kitsch, che tramite il dilettevole, contesta la superficialità con cui è oggi considerata l’arte. Con una sottile riflessione sul riuso, ruolo e diffusione dell’immagine del David, Guan Xiao elabora una produzione artistica non immediata, ma fatta di piccoli pezzi che esprimo una riflessione oltre ogni superficialità. L’artista ci porta a compiere un passo indietro e ad affrontare la repentina necessità di riconsiderare l’arte come nucleo unico e inimitabile, ammirando e reimparando a meravigliarsi.

Guano Xiao produce accostamenti che diventando seriali. Riproponendoli all’occhio del fruitore in un circolo costante e infinito, invitano a porre l’attenzione sul singolo elemento in un paradosso di sensazioni. Ciò che percepiamo è una coralità che diventa una voce e una messa a fuoco che illumina, ingrandisce e distorce mille altri volti.

 

Disprezzare il buon gusto. Il caso della Bad Painting

Accade spesso che di fronte ad un’opera d’arte contemporanea il pubblico faccia dei confronti con gli antichi lavori dell’arte, per esempio con i dipinti del Botticelli, di Raffaello o del Tintoretto, giusto per citare alcuni celebri nomi, giungendo alla banale conclusione che nel passato si sapesse operare meglio rispetto al presente e che le opere realizzate ai giorni nostri, esposte nei musei, potrebbero essere realizzate anche da un bambino.

L’arte contemporanea non è sempre apprezzata dal pubblico, così spesso viene definita orribile, disgustosa, brutta. E’ proprio sull’ultimo termine utilizzato nella frase precedente che si vuole porre l’attenzione in questa sede, perché la maggior parte dei fruitori di un museo ignorano sicuramente l’esistenza di una tendenza pittorica americana celebrata nel 1978 dal critico Marcia Tucker, che organizzò la prima esposizione della Bad Painting.

Fra gli artisti più celebri operanti all’interno di questa tendenza artistica di annoverano James Albertson, Joan Brown, Eduardo Carrillo e Charles Garabedian, ma tanti altri continuano a portare avanti il proprio operato artistico in questo campo. L’abbandono delle modalità classiche del disegno è l’elemento che caratterizza gli artisti della Bad Painting, i quali hanno l’obbiettivo di voler trasmettere a chi osserva le loro creazioni una personale visione del mondo, con la finalità di far divertire il pubblico, quindi ironica.

L’ironia viene raggiunta attraverso la deformazione della figura, ove a far da padrone è il disprezzo per la rappresentazione accurata, una caratteristica scandalosa perché il buon gusto viene messo da parte, il che risulta essere divertente e commovente allo stesso tempo, con un contenuto che è fantastico e impertinente. Possono essere definiti “chiassosi” i colori che imbrattano le tele, pronti a catturare l’attenzione dell’osservatore, di certo non corrispondenti alla realtà, aventi una visione del mondo anti – fotografica, come nel caso dell’artista Neil Jenny, il quale nonostante attribuisca al suo stile l’appellativo di realismo, si intende che le verità narrative si trovano nei semplici rapporti esistenti fra gli oggetti.

La Bad Painting pone in ridicolo temi considerati importanti, i quali vengono sminuiti nella loro rilevanza storico artistica, attribuendo invece un notevole rilievo a frivole e banali tematiche, come accadde ad esempio con il quadro di sterco di elefante, brillantini e ritagli porno, The Holy Virgin Mary (1996), dell’artista Chris Ofili, opera che ha attirato una copiosa quantità di visitatori in occasione della mostra Sensation (1997).

 

Sandro Giordano __IN EXTREMIS (bodies with no regret)

Arriva a Torino la prima retrospettiva italiana dedicata al poliedrico artista Sandro Giordano e ai suoi lavori fotografici nella mostra __IN EXTREMIS (bodies with no regret) che sarà visitabile fino al 20 novembre (ingresso da Via Bligny n. 2 – Torino).

«Le mie foto sono racconti di un mondo in caduta afferma Giordano – i cui personaggi “toccano il fondo” di un mondo dominato dall’apparenza e dalle immagini stereotipate, reso bulimico dal consumismo di oggetti che talvolta sembrano diventare più importanti delle loro stesse vite».

Il progetto IN EXTREMIS inizia una estate di diversi anni fa, quando Sandro Giordano, romano, carriera di attore alle spalle, ha avuto un brutto incidente in bicicletta: nella caduta, l’istinto di salvare l’oggetto che teneva in mano ha prevalso su quello di parare il colpo, così ha salvato l’oggetto ma si è infortunato. Qualche settimana più tardi, un suo amico si è rotto una gamba tra gli scogli per evitare che l’iPhone cadesse in acqua. Due indizi non fanno una prova, ma la sensazione che nella nostra società qualcosa non stia forse andando per il verso giusto ha trovato in queste cadute una conferma. Dall’esigenza artistica di “immortalare” il momento del proprio capitombolo, ha iniziato a prender forma l’idea delle serie __IN EXTREMIS, a cui il fotografo si dedica da anni, e che sta riscuotendo un notevole successo in rete e nel mondo dell’arte.

I protagonisti delle 30 opere fotografiche in mostra sono figure stremate che, travolte da incidenti tra i più classici del quotidiano o da altri immaginati da una sfrenata fantasia, si lasciano andare, si schiantano sul terreno, ma salvano gli oggetti che tengono in mano, scelti dall’autore con cura quasi maniacale per raccontarci nel dettaglio le storie e le identità dei malcapitati, rigorosamente faccia a terra. La chiave del progetto è dichiaratamente ironica e guarda al lato comico della “tragedia”, puntando sull’effetto liberatore e rivelatore della risata, e intonando, al contempo, un inno all’imperfezione e alle fragilità umane.

Sandro Giordano, Io sono l'Italia, Fonte arte.it

Fino al 20 Novembre 2016

Torino

Luogo: Palazzo Saluzzo Paesana

Curatori: Enrico Debandi

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 347 0103021

Sito ufficiale: http://www.palazzosaluzzopaesana.it