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Strings. Light and Vision alla White Noise Gallery di Roma

Tra luce e buio inizia il percorso espositivo di Strings. Light and Vision, la prima collettiva ospitata negli spazi di White Noise Gallery a Roma. La mostra a cura di Maria Abramenko parte proprio dalla luce, come elemento primordiale dello sguardo, elemento fondamentale e ancestrale che precede il tempo, la memoria e l’identità. Attraverso il lavoro di sei artisti di fama internazionale: Isabel Alonso Vega, DUSKMANN, Andrea Galvani, Sali Muller, Mareo Rodriguez, Alessandro Simonini, la teoria delle stringhe, così come la fisica quantistica celata nelle installazioni e nei lavori degli artisti, conducono verso un’astrazione psicologica che si presenta al pubblico sotto forme effimere visibili e talvolta invisibili.

Il progetto è un’interessante analisi e racconto visivo delle teorie più studiate in fisica, attraverso l’uso di un’altra scienza, quella dell’arte. Nella scelta delle opere e nella costruzione del dialogo visivo è chiara la necessità di interrogarsi e interrogare lo spettatore su più livelli, da quello meramente estetico a quello più concettuale.

In un connubio dove il buio si costituisce come oscurità da cui la luce emerge e plasma, Andrea Galvani, ad esempio, presenta un paesaggio incandescente, un’equazione cosmica, che appare in alto come un cielo stellato e si pone come guida celeste dove i numeri e la matematica si materializzano come ipotesi, quesiti legati all’universo e all’intero cosmo. Alessandro Simoni, invece, nel suo tetragramma neon si apre a duplici interpretazioni e connessioni di senso, volutamente contrapposti, in cui fa appello a una trasmutazione alchemica e spirituale. L’elettricità funge da moderno fuoco, simbolo antichissimo che racchiude una forza distruttrice e, allo stesso tempo, si costituisce come simbolo di rinascita e purificazione.

Gli artisti in mostra, seppur in modo e con mezzi differenti, indagano fenomeni puramente scientifici, ci si domanda, però, dove si collochi l’individuo e quali processi relazionali possa innescare in un’ambiente così già ricco di riflessioni. Sali Muller, sposta così l’attenzione sull’uomo partendo dall’oscurità come dimensione necessaria per veicolare un’alienazione. L’individuo, nel buio e attraverso ipotetici frammenti di luce, indaga il suo ruolo identitario in relazione alienante rispetto alla propria immagine di sé e della natura che lo circonda.

Tutti gli artisti in mostra, coinvolgono lo spettatore in una narrazione che richiede uno sforzo in più rispetto alla mera osservazione. Il pubblico deve intervenire, ma in un tempo misurato, poiché sono le opere, cariche di una dimensione quasi metafisica, a narrare di ricerche e ipotesi costruendo nella loro singola rappresentazione quesiti e ipotesi relazionali tra ciò che è visibile e ciò che non lo è.

STRINGS. LIGHT AND VISION

Isabel Alonso Vega – DUSKMANN – Andrea Galvani – Sali Muller – Mareo Rodriguez – Alessandro Simonini

a cura di Maria Abramenko

28 settembre – 26 ottobre 2019

White Noise Gallery

Via della Seggiola 9 – Roma

Orari: mar – ven, 11 – 19; sabato 16 – 20

Ingresso libero

 

La contemplazione dell’ignoto nelle sculture di Isabel Alonso Vega da White Noise Gallery

Immaginifiche, sospese ed effimere si presentano le sculture dell’artista spagnola Isabel Alonso Vega, nella sua prima mostra in Italia alla White Noise Gallery di Roma dal titolo Senza Fuoco. Racchiuse all’interno di teche, le sculture dell’artista sembrano essere precarie forme evanescenti, come pervase da un moto transitorio che invita alla contemplazione e all’abbandono. La sensazione che ne scaturisce è quella di una eterea sospensione in cui le forme senza alcun tipo di riconoscibile caratterizzazione formale, si accende di una identità tesa verso il sublime e l’inesplorato.

Partendo dalle teorizzazioni del testo tardo-medievale La nube della non-conoscenza, Isabel Alonso Vega dà vita a forme dell’essere racchiuse sotto un’ideale nube dalle cromie tra il nero e l’oro che generano un percorso interiore di meditazione. La nube dell’oblio a cui fa riferimento il testo, permette all’uomo di liberarsi da ogni realtà esteriore e proiettarsi verso ciò che è ignoto e misterioso: l’amore divino. Nel caso dell’artista spagnola, il viaggio verso la scoperta di sé e ciò che è ancora incomprensibile e inesplorato, nasce dall’atto stesso della composizione. Le nubi nere, realizzate attraverso la sovrapposizione di lastre di plexiglass dipinte con fiamme vive e i disegni a carboncino sulle pareti, attivano un dialogo esplorativo e allo stesso tempo contemplativo, dando vita a sculture che superano la bidimensionalità della superficie ma creano strutture capaci di superare la comprensione a livello semantico e spostano paradossalmente il linguaggio formale verso qualcosa di ineffabile, etero e transitorio.

Il lavoro dell’artista, parte da tecniche precise di composizione per poi attivarsi nel momento stesso della sua produzione, attraverso cui l’inaspettato e l’inesplorato si mette a disposizione di una conoscenza ultraterrena dell’uomo e dei suoi quesiti esistenziali. Le opere di Vega hanno la capacità di bloccare quel moto di transitorietà di cui sono pervase, bloccandole all’interno di costrutti formali, e allo stesso tempo ridefiniscono l’idea stessa di precarietà. Sono forme ibride in cui la frattura tra significato e significante è colmato da una ricerca tesa al sublime e alla conoscenza, la tensione che ne scaturisce volge lo sguardo a forme astratte e imprecise in cui l’uomo è necessariamente chiamato a partecipare.

Isabel Alonso Vega
Senza Fuoco
Fino al 9 marzo 2019

White Noise Gallery
Via della Seggiola 9, Roma
Orari: dal martedì al venerdì 11:00 – 19:00; il sabato 16:00 – 20:00
Ingresso libero