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Riqualificare attraverso l’arte: le Soweto Towers

L’arte contemporanea non ha mai lo stesso effetto in luoghi diversi. Avevamo accennato a questo nell’articolo sul Big Clay di Urs Fischer a Firenze, dove è abbastanza evidente l’attrito fra il contesto e l’opera posta al centro di Piazza della Signoria. Questo attrito riduce l’opera di un valido artista a un fastidiosissimo inquinamento dell’armonia di un centro storico tra i più belli d’Italia e del mondo.

Trasferiamoci invece in Sudafrica, a Johannesburg e più precisamente nel sobborgo di Soweto. Un luogo senza particolari bellezze architettoniche e paesaggistiche, dominato da baraccopoli e case modestissime. Nel 1942 ci si accorse che la popolazione stava aumentando e insieme ad essa il fabbisogno di energia della città. Gli ingegneri inglesi decisero quindi di costruire una centrare elettrica proprio a Soweto, la cosiddetta Orlando Power Station. Per più di cinquant’anni la centrale procurò energia a tutta Johannesburg, fino alla dismissione nel 1998.

Cosa fare con quel gigantesco impianto? La fabbrica era composta da un corpo centrale (crollato nel 2014) e da due gigantesche torri grige alte 100 metri.  All’inizio del nuovo millennio la First National Bank commissionò alla graphic designer Janine Kleinschmidt il restyling delle due torri, lasciandole piena libertà creativa a patto che venisse inserito il logo della banca in bella vista. La pittura delle due gigantesche costruzioni richiese sei mesi e 250 litri di vernice, ma il risultato fu eccellente. La Kleinschmidt prese l’ispirazione per i soggetti da dipingere semplicemente girando per Soweto e captando le icone più “pop” del sobborgo.

Fu così che la prima torre venne dipinta da una parte con il logo della banca e la catchphrase  How can we help you?, dall’altra con la scritta Proudly South African. La seconda torre invece fu completamente disegnata avendo come soggetti i luoghi più caratteristici di Soweto, scene di vita quotidiana e personaggi importanti legati alla città come Nelson Mandela e la cantante Yvonne Chaka Chaka. La grafica di queste torri nel corso degli anni ha subìto qualche modifica anche su iniziativa di sponsor privati, attirati dalla grande notorietà raggiunta presso i turisti di tutto il mondo.

Oggi le due coloratissime torri sono la parte più caratteristica del paesaggio di Soweto e dal 2009 sono anche sede di uno dei più famosi centri di bungee jumping del Sudafrica. La città di Johannesburg è stata quindi capace di riqualificare una vecchia centrale elettrica trasformandola da una potenziale carcassa in un inserto moderno e pieno di vita. Una lezione su come ci sia modo e modo di usare l’arte contemporanea, ma soprattutto c’è luogo e luogo.