Articoli

Dopo Leonardo. Francesco Salviati e il disegno nella Firenze del Cinquecento

La Fondazione Accorsi-Ometto di Torino, in occasione delle celebrazioni leonardiane del 2019, esporrà, per la prima volta al pubblico, un disegno recentemente entrato nelle proprie collezioni: l’Allegoria dell’Arno di Francesco Salviati.

La morte di Leonardo, avvenuta nel 1519, segnò l’inizio del periodo storico detto “Manierismo”. La creatività e la capacità tecnica del maestro toscano passarono in eredità ai più importanti artisti del Cinquecento fiorentino, i quali seppero coltivare l’arte del disegno, facendone uno strumento di autopromozione sociale.

Tra i più famosi, vi fu sicuramente Francesco de’ Rossi, detto Il Salviati (Firenze 1509 circa – Roma 1563) che, tra il 1543 e il 1545, dipinse, su committenza di Cosimo I de Medici, la Sala delle Udienze di Palazzo Vecchio, con le Storie di Furio Camillo. Un ciclo la cui complessità iconografica è testimoniata dai molti disegni preparatori, tra i quali proprio quello per l’Allegoria dell’Arno.

Questo evento diventa così un’occasione speciale per capire lo stretto legame esistente tra disegno e decorazione, tra idea ed esecuzione in un periodo magico della storica italiana quale fu il Rinascimento.

 

 

DAL 31/10/2019 AL 12/01/2020

Torino

LUOGO: Torino – Via Po 55 | Museo Fondazione Accorsi-Ometto

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 011 837688

SITO UFFICIALE: www.fondazioneaccorsi-ometto.it

ARTISTI: Francesco Salviati

Leonardo e Vitruvio. Alla ricerca dell’armonia

La mostra a Fano racconta al pubblico, per la prima volta, il multiforme rapporto fra Leonardo da Vinci e il testo di Vitruvio, il celebre trattato latino di architettura che costituì le fondamenta teoriche della nuova maniera del costruire nel Rinascimento.

Nel 2019 ricorrono cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, definito dalla storia “genio assoluto”. Sono centinaia le manifestazioni ed eventi di respiro internazionale in tutta Europa, Italia e Francia in testa. Anche Fano ha scelto fortemente di partecipare alle celebrazioni con un grande evento. È stata presentata in anteprima alla stampa la mostra “Leonardo e Vitruvio. Alla ricerca dell’armonia. I leggendari disegni del Codice Atlantico”. Sono intervenuti in conferenza stampa Stefano Marchegiani Assessore Cultura e Turismo del Comune di Fano, Renato Claudio Minardi Vice Presidente del Consiglio Regione Marche, Guido Beltramini Direttore Centro internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza, Paolo Clini Coordinatore scientifico Centro Studi Vitruviani e Antonio Ravalli, architetto incaricato dell’allestimento. La mostra si terrà dall’11 luglio al 10 ottobre 2019 presso il Museo del Palazzo Malatestiano ospiterà, nella Sala Morganti. È promossa da Comune di Fano, Regione Marche, Centro Studi Vitruviani di Fano, Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci del MIBAC, in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza. La segreteria organizzativa è curata da Sistema Museo.

La mostra a Fano racconta al pubblico, per la prima volta, la storia di Leonardo e Vitruvio. Lo fa nella città del grande architetto romano, luogo della leggendaria basilica, un topos che le indagini archeologiche stanno indagando e su cui si sono misurate generazioni di architetti dal Rinascimento in avanti, tra cui lo stesso Andrea Palladio. I curatori della mostra Guido Beltramini, Francesca Borgo e Paolo Clini hanno affrontato sistematicamente una lettura a tutto campo dell’incontro-scontro fra due protagonisti del Rinascimento – uno in carne ed ossa, l’altro di carta e inchiostro. La mostra affronta il multiforme rapporto fra Leonardo (1452-1519) e il testo di Vitruvio (I secolo a.C.), il celebre trattato latino di architettura che costituì le fondamenta teoriche della nuova maniera del costruire nel Rinascimento. È ben noto che la ricerca di Leonardo si sostanzia in una dialettica fra esperienza e autorità, fra la verifica sperimentale di fatti e fenomeni e il sapere codificato tramandato dai testi della tradizione: una dialettica che viene risolta tutta a favore dell’empirismo della prima. Tuttavia il trattato di Vitruvio è, per Leonardo, un referente molto più presente di quanto si fosse immaginato sino ad ora, e va ben oltre il noto Uomo vitruviano, vale a dire la teoria delle proporzioni. Leonardo, infatti, si misura con l’autorità di Vitruvio anche su problemi di idraulica e meteorologia, di geometria e ottica, di materiali e tecniche antiche.

La mostra si svolgerà nella sala Morganti del Museo del Palazzo Malatestiano. Il percorso sarà arricchito da strumenti multimediali e proiezioni in grande formato dei suoi capolavori grafici e pittorici, per offrire ai visitatori l’occasione di vivere un’esperienza immersiva nell’opera di Leonardo da Vinci. Con il video “Leonardo ed io” i visitatori potranno “riflettere disegnando”: la proiezione consentirà di “entrare” per zoom successivi in alcuni dei fogli più spettacolari di Leonardo, provenienti dalle collezioni reali inglesi, che rappresentano macrocosmi – cieli tempestosi, mari in burrasca, scontri di eserciti – o, al contrario, microcosmi – il corpo umano, insetti, fiori. Un altro video racconterà le radici vitruviane della città di Fano, per poi tracciare la rete di interessi sviluppati da Leonardo a partire dal testo di Vitruvio, con un fuoco particolare sull’Uomo vitruviano. Una sorta di viaggio nel tempo che, a partire dal foglio bianco, farà apparire in sequenza i segni con cui ogni parte del corpo dell’uomo, delle figure geometriche e ogni parola del testo furono tracciati. In questo modo sarà possibile comprendere come Leonardo abbia concepito il disegno rinascimentale più noto al mondo. I visitatori avranno, in particolare, la rara opportunità di un incontro diretto e personale con i cinque disegni originali di Leonardo provenienti dal leggendario Codice Atlantico, conservato alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. Si tratta della prima volta nella storia recente che preziosi fogli autografi di Leonardo vengono esposti sulla sponda centro-adriatica d’Italia. Altra significativa esperienza immersiva in mostra sarà “Il Mirroring” dell’Uomo vitruviano di Leonardo. In un’edizione aggiornata rispetto alla versione della mostra «Perfecto e virtuale. L’Uomo vitruviano di Leonardo» (2014-2015), questa proiezione interattiva permetterà ai visitatori di ogni età, grandi e bambini, di sovrapporre il proprio corpo al celeberrimo modello e di confrontarsi con le sue proporzioni. L’immagine dell’esito sarà, quindi, trasferita su una pagina social dedicata, dove le persone potranno partecipare ad una divertente sfida a chi otterrà il punteggio più vicino alle proporzioni di Leonardo.

Massimo Seri, Sindaco del Comune di Fano: “Sono particolarmente felice che la mia città, la città di Vitruvio, possa proporre una mostra di questo livello. Celebriamo il genio assoluto di Leonardo, raccontando quanto lo stesso sia debitore al nostro Vitruvio, il Leonardo dell’antichità. Una lettura nuova ed originale, che colloca Fano al centro delle celebrazioni leonardiane, in Italia e nel mondo”.

Stefano Marchegiani, Assessore Cultura e Turismo del Comune di Fano: “Nell’ambito delle celebrazioni relative al cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, la mostra “Leonardo e Vitruvio. Alla ricerca dell’armonia” intende spiegare le relazioni esistenti tra l’opera del genio toscano e Vitruvio Pollione, indagando in particolare quei punti del De architectura che maggiormente attrassero l’attenzione di Leonardo, oltre al celeberrimo studio di proporzioni del corpo umano. Occasione straordinaria per aggiungere un interessante capitolo alla conoscenza del pensiero di Leonardo che si misura con l’autorità di Vitruvio. Notevoli i documenti storici presentati assieme ai preziosi disegni originali del Codice Atlantico (per la prima volta nella nostra Regione), in un racconto che si avvale di inedite ricostruzioni digitali e suggestivi effetti immersivi, capaci di coinvolge un ampio pubblico”.

“LEONARDO e VITRUVIO. Alla ricerca dell’armonia. I leggendari disegni del Codice Atlantico”, nel 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci, sarà una grande mostra e al contempo una opportunità straordinaria per la città di Fano e per l’intero territorio regionale, che abbiamo inserito tra i grandi eventi culturali della Regione Marche, insieme a quelli dedicati ai marchigiani illustri: Rossini, Leopardi e Raffaello. Per la grande qualità espositiva, la mostra di Vitruvio si colloca nel circuito celebrativo leonardesco delle più importanti città italiane, Firenze, Milano, Vinci e internazionali, Parigi, e prevede migliaia di visitatori da tutto il mondo. La Regione Marche crede nella proposta culturale della città di Fano di altissimo profilo scientifico, pertanto la sostiene con un finanziamento di 150 mila euro. Ringrazio il Presidente Ceriscioli e l’assessore alla Cultura, Pieroni, per aver condiviso la strategicità dell’evento fanese.

 

 

Dal 11 Luglio 2019 al 08 Settembre 2019

Fano | Pesaro e Urbino

Luogo: Museo del Palazzo Malatestiano

Indirizzo: piazza XX Settembre 5

Orari: tutti i giorni 10.30-13 / 17-23; 9 settembre – 10 ottobre tutti i giorni 10.30-13 / 17-20

Telefono per informazioni: +39 0721 887400

E-Mail info: cultura@comune.fano.pu.it

Sito ufficiale: http://www.centrostudivitruviani.org

Leonardo. La Madonna Benois, dalle collezioni dell’Ermitage

Nell’anno dell’anniversario dei 500 anni dalla sua morte, il capolavoro giovanile del Maestro toscano torna in Italia, dopo 35 anni dalla sua unica esposizionein occasione della XIII Unesco Creative Cities Network Annual Conference di Fabriano.
L’Ermitage sceglie dunque, a differenza di altri, di celebrare il genio del grande artista italiano proprio nel suo Paese natale, con prestiti eccezionali a cominciare da quello della Madonna Benois a Fabriano, ove la preziosa opera sarà in mostra presso la Pinacoteca comunale della città marchigiana dal 1° al 30 giugno 2019.

A Fabriano, l’esposizione di quest’opera straordinaria costituisce il principale evento del programma culturale della XIII UNESCO Creative Cities Conference, il più importante appuntamento internazionale del network che riunisce i comuni che hanno identificato nella creatività un fattore strategico di sviluppo.

Il meeting, ospitato nella città marchigiana dal 10 al 15 giugno 2019, darà vita a un ampio dibattito sulle sfide delle città nel XXI secolo e rappresenterà un’occasione unica per mostrare al mondo il meglio del sistema italiano della creatività.

La Madonna Benois icona conosciuta nel mondo, è un’opera chiave del giovane Leonardo da Vinci. Realizzata probabilmente tra il 1478 e il 1480, segna la sua indipendenza dallo stile e dalla formazione di Verrocchio, nella cui bottega il Maestro era entrato circa 10 anni prima: un manifesto di quella “maniera moderna” di cui Leonardo fu iniziatore.

Al suo secondo impegno su uno dei temi religiosi più diffusi, all’età di ventisei anni, l’artista rompe con la tradizione e inventa una nuova figura di Maria: non più l’imperturbabile Regina dei cieli ma una semplice madre che gioca con il proprio figlio.

Tatiana Kustodieva spiega in catalogo (edizione congiunta Il Cigno/Skira): “in Verrocchio era assente ciò che in Leonardo rappresenta l’elemento principale e cioè la parentela spirituale, l’unità esistente tra una madre e il suo bambino”.
“Leonardo – scrive Carlo Bertelli – non ha creato un’immagine statica e devozionale, ha solo fermato un momento”; “non ha dipinto una scena di genere, ma ha immesso nella quotidianità significati profondi” come quello cui rimanda la piantina  che Maria fa roteare tra le dita, incuriosendo il figlio: una comune – ma premonitrice – crucifera.

Anche la semioscurità in cui egli immette le due figure sacre – un luogo chiuso e semibuio, privatissimo – al contrario dello spazio aperto e pieno di sole della tradizione fiorentina, accresce gli interrogativi, introducendo secondo alcuni attesa e mistero, e distingue questa “primizia leonardesca, tanto carica di sviluppi futuri”.
Sono pochissime le opere pittoriche di Leonardo: l’interesse e impegno del Da Vinci anche in campo scientifico e tecnico, la sua convinzione che il pittore per comprendere la natura debba avere diverse cognizioni – dalla prospettiva ai principi dell’ottica, fino all’anatomia – fanno sì che egli alla fine realizzi pochi dipinti, preso da mille speculazioni, spesso lasciando allo stadio embrionale le sue innovative idee figurative.

I motivi riconducibili ad un’invenzione del maestro sono dunque ben più numerosi delle poche opere autografe giunte fino a noi. La Madonna Benois entrò nelle collezioni dell’Ermitage nel 1914 e fu certamente la più importante acquisizione del Museo di San Pietroburgo negli anni immediatamente precedenti la Rivoluzione.
Un evento “nazionale”, nato dal coraggio dell’allora Conservatore della pittura dell’Ermitage, grande esperto dell’arte italiana Ernest Karlovič von Liphart, e dall’amore di patria della proprietaria Marija Aleksandrovna Benois (Benua, nata Sapožnikova), moglie del celebre architetto pietroburghese Leontij Nikolaevič Benua (Benois).

Marija Aleksandrovna nel 1880 aveva ricevuto dal padre la Madonna con il fiore come regalo di nozze, già parte dei beni del nonno paterno, tale Aleksandr Petrovič Sapožnikov, mercante in Astrachan.
Nel novembre del 1913 la rivista Starye gody scriveva: “Tutti gli amanti dell’arte e tutti gli interessati possono congratularsi per un evento felice della nostra vita artistica: la Madonna Benois è stata acquistata dall’Ermitage Imperiale… Impossibile non ricordare qui con gratitudine i sentimenti della proprietaria, Marija Aleksandrovna Benois, per aver voluto rinunciare a una parte del prezzo di vendita per poter conservare il dipinto in Russia.

Nonostante le leggenda sulla provenienza dell’opera, che per molto tempo si ritenne fosse stata acquistata dal nonno di Marija Aleksandrovna da una compagnia di attori girovaghi, il prezioso, piccolo dipinto (37 x 48 cm), come fu chiarito alla fine degli anni Settanta, apparteneva in realtà alla splendida collezione del generale Korsakov, il più antico proprietario finora conosciuto del capolavoro leonardesco.

L’opera fu messa all’asta dal collezionista nel 1822; Sapožnikov attese pazientemente che i prezzi scendessero e tra il 1823 e il 1824 comprò il dipinto, già allora indicato come di Leonardo.
Nel registro dei quadri del nuovo proprietario compilato nel 1827, si legge “Al n. 1 dell’elenco troviamo una Madre di Dio con l’Eterno Infante sul braccio sinistro. Originariamente dipinta su tavola a causa della sua vetustà, nel 1824 era stata trasportata su tela dall’accademico Korotkov. La parte alta è centinata: Autore, Leonardo da Vinci. Il trasporto su tela ha rivelato un disegno a inchiostro, e anche un Bambino con tre mani, da cui fu ricavato un disegno litografico. Dalla collezione del generale Korsakov”.

Tutti i proprietari dell’opera hanno sempre creduto nella paternità leonardesca ma il mondo accademico non si era ancora espresso. Bisognerà attendere un’esposizione del 1908 curata dalla rivista Starye gody la tenacia di Liphart, che nell’occasione approfittò di un suo articolo dedicato alla sezione italiana per affermare: “Sul lato opposto del palco c’è una piccola Madonna che io attribuisco con decisione a Leonardo da Vinci (1452-1519), nonostante tutto il clamore che sarà provocato da questa mia affermazione…”

Di fatto le reazioni non mancarono, ma una volta superata una serie di dubbi e incertezze,
gli studiosi riconobbero la paternità di Leonardo che oggi risulta indiscutibile.Come ricorda Tatiana Kustiodieva nel suo bellissimo saggio, Adolfo Venturi al tempo scrisse: “Io sottoscritto con ciò confermo che il quadro della famiglia Benois raffigurante una Madonna col Bambino e attribuita a Leonardo è inconfutabilmente una sua opera giovanile. L’ho studiata attentamente in occasione del mio ultimo viaggio in Russia. Il volto della Vergine col suo aspetto puro e infantile, così come la ricerca dell’essenza delle forme, sono una dimostrazione chiarissima di questo genere di caratterizzazione. Il Gesù Bambino, ancora di tipo verrocchiesco, per le sue grandi proporzioni non corrisponde a una madre così giovane e così particolare: tutto questo parla di una data precoce della creazione di quest’opera. Qui si può riscontrare la confluenza tra antiche forme preconfezionate e una ricerca nuova, che con grande vivacità e freschezza si incontrano nell’originale volto della madre-bambina. Tutto questo insieme fa sì che io, sottoscritto, affermi che questo lavoro debba essere considerato tra le rare opere di un genio agli inizi. Anche i disegni giovanili di Leonardo, se paragonati alla Madonna Benois, mi obbligano a considerare questo meraviglioso dipinto un suo lavoro, e ammetto che meriti un posto in un qualunque museo d’Europa”.

Quando nel 1913 Marija Nikolaevna Benois decise di mettere in vendita il dipinto le fu offerta da un antiquario parigino una somma maggiore di quella che era in grado di pagare il governo russo; la proprietaria voleva però che il quadro di Leonardo rimanesse in Russia e concordò di cederlo, anche a rate, per il prezzo relativamente modesto di 15.000 rubli (rinunciando in questo modo a circa 37.000 rubli). L’opinione pubblica svolse un’ampia campagna a favore dell’acquisizione del quadro da parte dell’Ermitage e finalmente nel 1914 l’opera varcò le soglie del museo imperiale.

Anche La Madonna Benois, come pure altre opere leonardesche, è il risultato di una lunga ricerca, come dimostrano alcuni disegni riconducibili al dipinto. In essi l’artista cerca, sulla base di un oggetto unificante, la relazione più convincente tra le figure, relazione che può essere un vaso di frutta, oppure un gatto che il bambino allontana o stringe a sé.
Ancora oggi, più si osserva il quadro, più risulta affascinante la spontaneità e il fascino della madre bambina.
“La Madonna è scesa dal trono su cui gli artisti di Quattrocento l’avevano posta – scrive Kustodieva – e si è andata a sedere su una panca, in una stanza di una casa abitata. È rimasta la tradizionale tenda che scende dietro la schiena di Maria, che da segno di un cerimoniale, oppure simbolo delle alte sfere, è diventato un tessuto ricoprente lo schienale di una sedia. La stanza è descritta con grande parsimonia, ma Leonardo rende omaggio al suo tempo considerando con l’attenzione di un quattrocentista dettagli come i riccioli di Maria, la spilla, i fragili petali del fiore, le testine dei chiodi nella cornice della finestra. Ciascun oggetto non esiste per se stesso e grazie alla luce partecipa di un unico ambiente.”
A differenza dei suoi contemporanei Leonardo concentra l’attenzione su ciò che è fondamentale, poiché: “Un buon pittore – annota Leonardo nel Trattato della Pittura – deve dipingere due cose principali: l’uomo e la rappresentazione della sua anima. Il primo è facile, il secondo è difficile, poiché deve essere rappresentato da gesti e movimenti delle membra del corpo”.

DAL 01/06/2019 AL 30/06/2019

Fabriano

LUOGO: Fabriano – Piazza Giovanni Paolo II | Museo Pinacoteca Bruno Molajoli

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 0732 250658

ARTISTI: Leonardo da Vinci

You Are Leo

In occasione delle celebrazioni per i 500 anni della morte di Leonardo da Vinci (1452-1519) verrà presentato a Milano in esclusiva mondiale “You Are Leo”, il primo virtual reality guide street tour dedicato a Leonardo da Vinci “Maestro Lombardo, fiorentino in Milano” nel suo lungo soggiorno milanese.

You are Leo è dunque una passeggiata nel centro di Milano e al contempo un viaggio nel tempo, possibile grazie ad avanzate tecnologie immersive che permetteranno al visitatore di ripercorrere i passi di Leonardo. Partendo dalla Fabbrica del Duomo passando poi per Palazzo Reale – Corte Vecchia dove Leonardo aveva la sua bottega – fino alla Pinacoteca Ambrosiana, proseguendo verso Porta Vercellina per arrivare infine al complesso di Santa Maria delle Grazie.   Il progetto nasce dalla collaborazione tra Way – We Augment You, start up innovativa milanese che opera in ambito culturale e turistico utilizzando la tecnologia della realtà aumentata e virtuale per offrire esperienze immersive in ambienti a 360° e Ad Artem, attiva e conosciuta da venticinque anni nella didattica e nella divulgazione dell’arte.

Un viaggio turistico reale attraverso la città e virtuale attraverso il tempo: “Leonardo da Vinci ci ha donato i suoi occhi per mostrarci la sua Milano, mettendo le persone al centro di un’esperienza totalmente immersiva nella Milano di allora”. Verrà compiuto concretamente un percorso a piedi di circa un miglio lombardo (1,8 km) della durata di 1 ora e 40 minuti, durante la quale il visitatore vedrà ricostruirsi e animarsi l’area intorno a sé, così come le opere d’arte connesse alla narrazione, che verranno visualizzate e raccontate in ambienti limbo a 360°. Ciascun partecipante verrà munito di un avanzatissimo visore VR, all’interno del quale si attiveranno le esperienze virtuali. Ad accompagnare il viaggio sarà un esperto storico dell’arte, che accoglierà e guiderà il visitatore nel percorso e gestirà l’attivazione delle esperienze VR. A quel punto la guida reale lascerà il posto a quella virtuale che offrirà gli occhi di Leonardo per immergersi nei suoi luoghi e vedere ciò che lui stesso vedeva. Lo spettatore diverrà Leonardo: “You are Leo”.

IL PERCORSO
Duomo
Leonardo e Milano alla fine del Quattrocento. Ricostruzione della fabbrica del Duomo e della situazione urbanistica.
Palazzo Reale Leonardo e il monumento equestre a Francesco Sforza – il “cavallo”. Ricostruzione della Corte Vecchia ovvero Palazzo Ducale – ora Palazzo Reale.
Pinacoteca Ambrosiana La mappa di Milano “a volo d’uccello”. Il Musico di Leonardo. Il Codice Atlantico.
Porta Vercellina Gli studi di Leonardo sull’acqua. Ricostruzione della Porta Vercellina medioevale, con vista del Naviglio di San Gerolamo e della campagna. Ricostruzione del cantiere bramantesco del tiburio delle Grazie.
Santa Maria delle Grazie Leonardo dipinge l’Ultima Cena nel refettorio del monastero di Santa Maria delle Grazie – il Cenacolo.

LA RICERCA SCIENTIFICA Molteplici sono le fonti utilizzate per la ricerca scientifica: da quelle iconografiche alla letteratura sul Rinascimento milanese legata al Ducato di Ludovico il Moro, fino agli ultimi aggiornamenti presentati nella mostra dedicata a Leonardo da Vinci allestita a Palazzo Reale nel 2015. Si è guardato all’architettura del Quattrocento ancora visibile a Milano: l’Ospedale Maggiore, il Castello di Porta Giovia, i resti dell’antico Palazzo Ducale, come pure alle miniature di Cristoforo de Predis. Molte anche le fonti scritte, sia contemporanee che successive agli anni del primo soggiorno milanese di Leonardo, nonché le parole stesse di Leonardo sulla sua visione del mondo, della natura, dell’uomo.

 

 

Dal 23 Maggio 2019 al 23 Maggio 2020

Milano

Luogo: Fonderia Napoleonica Eugenia

Indirizzo: via Thaon di Revel 21

Orari: Il tour è disponibile tutti i giorni in fasce orarie differenti in base alla lingua prescelta. Tour lingua italiana ore 11.00 | ore16.30 | ore 18.30 Tour lingua inglese ore 10.00 | ore 15.30. Durata: 1 ora e 30 minuti Il tour prevede una passeggiata nel centro storico di Milano, si percorreranno a piedi circa 1,8 km

Costo del biglietto: Biglietti in vendita online: Intero € 25, Ridotto € 20 over 65 e under 18, Famiglia adulto € 15, Famiglia bambino € 15. Gratuito fino a 6 anni Turisti stranieri € 30 (visita in inglese)

Sito ufficiale: http://www.youareleo.com

Museo Virtuale della Milano di Leonardo

Nella Sala delle Armi del Castello Sforzesco, dal 16 maggio 2019 al 12 gennaio 2020, un percorso multimediale progettato da Cultura nuova con la collaborazione scientifica di Edoardo Rossetti e Ilaria De Palma, dal titolo Il museo virtuale della Milano di Leonardo, condurrà il visitatore alla scoperta della città di Milano così come doveva apparire agli occhi del maestro durante i suoi soggiorni milanesi (in diversi momenti tra il 1482 e il 1512). Nel percorso sarà inserita una mappatura visiva georeferenziata di quanto ancora si conserva di quei luoghi, sia in città che all’interno di musei, chiese ed edifici del territorio: spazi urbani, residenze aristocratiche ed edifici sacri, quali la Chiesa di San Francesco Grande, il Borgo delle Grazie, il Castello Sforzesco, l’antica Porta Vercellina, corso Nirone e l’asse dell’attuale Corso Magenta-contrada dei Meravigli-Cordusio.
Il tour nella città virtuale farà riemergere, a distanza di cinque secoli, la peculiare composizione sociale di questi quartieri, ma anche il loro aspetto, caratterizzato da sontuosi palazzi le cui facciate erano affrescate con episodi di storia romana narrata attraverso arditi scorci prospettici. Si passerà poi a visitare i vasti giardini interni agli isolati, utilizzati per ospitate magnifiche feste e tornei cavallereschi.
Al percorso virtuale in città, si aggiungono 8 itinerari nel territorio lombardo – promossi dalla Regione Lombardia in collaborazione con Explora, in occasione del cinquecentenario – che permettono di ritrovare ancora oggi nell’arte, nel paesaggio e nella stessa cultura enogastronomica gli elementi naturali tipici della terra lombarda più volte rappresentati da Leonardo nelle sue opere.
Gli itinerari accompagneranno il pubblico a riscoprire non solo i legami storici della Lombardia con Leonardo e la corte degli Sforza, ma soprattutto a ritrovare con gli occhi del genio di Vinci le stesse suggestioni naturalistiche che caratterizzano la sua grande opera artistica e scientifica.
Uscendo dal Castello Sforzesco dopo la visita delle mostre, il visitatore potrà passeggiare per Milano e viaggiare in Lombardia alla ricerca dei luoghi in cui Leonardo è vissuto, dove ha lasciato un segno del suo genio.

DAL 16/05/2019 AL 12/01/2020

Milano

LUOGO: Milano – Piazza Castello | Museo Castello Sforzesco

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 02 8846 3700

SITO UFFICIALE: www.milanocastello.it