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Light Art / Black Light Art – La luce che colora il buio

Opere di arte contemporanea si sono accese a partire dal mese di dicembre a Spoleto e a Gubbio attraverso le mostre Black Light Art, La luce che colora il buio e Light Art che per la prima volta mettono in sinergia due strutture del Polo museale dell’Umbria: il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoz e il Palazzo Ducale di Gubbio.

Il progetto artistico Lightquake 2017 ospita quindici artisti italiani. Fino al 25 febbraio 2018 la mostra Black Light Art occuperà le sale interne e gli spazi esterni della Rocca di Spoleto. Fino al 25 febbraio 2018 il cortile e il passetto del Palazzo Ducale a Gubbio ospiteranno tre opere significative di Light Art.

 

 

Fino al 25 Febbraio 2018

Gubbio | Perugia

Luogo: Palazzo Ducale di Gubbio / Museo Nazionale del Ducato di Spoleto – Rocca Albornoz

Enti promotori:

  • MiBACT – Polo Museale dell’Umbria
  • Regione Umbria
  • Comune di Spoleto
  • Comune di Gubbio

Telefono per informazioni: +39 0759275872

E-Mail info: pm-umb@beniculturali.it

Sito ufficiale: http://polomusealeumbria.beniculturali.it/

Comunicato Stampa:

8208 Lighting Design Festival 2017

E’ stata presentata la seconda edizione di 8208 Lighting Design Festival in programma a Como dal 4 al 24 novembre. L’evento è dedicato all’arte contemporanea e coinvolge artisti, designer, università e professionisti internazionali con 6 installazioni luminose site-specific in diversi luoghi della città, eventi speciali, workshop e panel che affrontano il tema della luce e della light art. 

Il tema della seconda edizione del festival è il “Boundary” – il confine – parola inglese scelta per le sfumature che assume in confronto ai diversi significati univoci della rispettiva traduzione italiana. Quest’anno gli artisti chiamati a confrontarsi con il tema del Boundary attraverso il mezzo della luce, sono stati liberi di interpretarlo come meglio hanno creduto, dando un forte messaggio, a volte su quanto un limite possa essere potente,  su quanto esso sia fragile e inutile, a volte quanto possa aiutare e a volte come riesca ad includere, o a escludere.  Le 6 opere verranno inserite all’interno dei contesti più belli e significativi della città di Como per entrare in interazione con essi e amplificarne aspetti e letture spaziali. A Como, le installazioni saranno posizionate in Via Pretorio, a Porta Torre, ai Giardini del Tempio Voltiano in Viale Guglielmo Marconi e in Lungo Lario Trento e al Molo di Sant’Agostino mentre a Cernobbio ci sarà un’installazione a Villa Bernasconi.

Il pubblico sarà invitato non solo ad osservarle, ma anche a interagire e diventare anch’esso protagonista dell’installazione artistica.

8208 Lighting Design Festival (8208 è il nome dell’asteroide che è stato dedicato a Volta insieme a un cratere della luna) è promosso da Fondazione Alessandro Volta insieme al Comune di Como con il patrocinio di alcuni importanti enti, ed è inserito nelle iniziative Cult City.

Da quest’anno 8208 Lighting Design Festival ha stretto una partnership con Alberobello Light Festival, evento internazionale che trasforma i trulli pugliesi in opere d’arte luminose, e con F-Light, il festival della luce che illumina i luoghi più belli e suggestivi di Firenze con proiezioni, videomapping, installazioni, il Comune di Cernobbio e Associazione Villa del Grumello, che ospiteranno due installazioni.

Il Festival ospiterà anche una serie di eventi speciali con un’attenzione alla multidisciplinarietà e alla contaminazione dei linguaggi creativi: un workshop per lo sviluppo illuminotecnico e la creazione di scenari di luce; una giornata di panel sul rapporto tra arte e tecnologia, con il desiderio di coinvolgere professionisti provenienti da tutto il mondo per presentare scenari di riferimento, esempi di innovazione e nuove tendenze; una serata di musica e performance live che si sviluppa al confine delle arti e delle tecnologie, che nasce per inseguire l’integrazione delle arti e creare un nuovo rapporto del pubblico con gli spazi del teatro; una mostra collettiva di sedici artisti, nel corso della quale il buio tratterà la luce nera come medium espressivo in grado di coinvolgere lo spettatore in una innovativa esperienza sensoriale.

 

 

Dal 04 Novembre 2017 al 24 Novembre 2017

COMO

LUOGO: Sedi varie

ENTI PROMOTORI:

  • Fondazione Alessandro Volta
  • Comune di Como

E-MAIL INFO: info@8208.it

SITO UFFICIALE: http://www.8208.it

La magia di Field of Light

Una coperta di luci ha invaso il deserto ai piedi dell’Uluru, il più imponente massiccio roccioso del Territorio del Nord australiano. Si chiama Field of Light, è l’installazione ideata da Bruce Munro, artista britannico conosciuto in tutto il mondo per le sue numerose installazioni luminose site specific.

Protagonisti indiscussi sono oltre cinquanta mila steli collocati nella superficie del deserto, nel bel mezzo dell’ Uluru-Kata Tjuta National Park. Alla sommità degli steli sono applicate delle sfere radianti di vetro smerigliato che collegate con una fibra ottica illuminata, cavi lunghi circa 380 km, ed alimentate ad energia solare, come per magia fioriscono ogni giorno al tramonto.

«Field of Light è un progetto che ho coltivato per molto tempo».

Munro racconta di aver concepito l’idea già dal 1992, quando insieme alla moglie si era recato in viaggio ad Ayers Rock, ed è lì che ha iniziato ad immaginare un paesaggio di fiori illuminati, per usare le sue parole «semi addormentati nel deserto prima che scenda il buio, pronti a fiorire con i ritmi dolci della luce, sotto una coperta sfolgorante di stelle».

La popolazione locale ha ribattezzato l’opera Tili Wiru Tjuta Nyakutjaku, che significa “Guardando tante belle luci”. Da soli, con amici, col proprio partner, si può contemplare questo magico campo di luci in diversi modi, a piedi, in cammello, al tramonto e all’alba, l’emozione che genera è a dir poco commovente. Seguendo alcuni sentieri di sabbia si può entrare nel campo, così da vivere l’opera quasi a tu per tu, restando avvolti dai colori protagonisti di questa performance, che assieme alla volta stellata rende ancora più magica e romantica la scena.

L’installazione prima di tornare nel luogo dove è stata ideata, ha scaturito un enorme successo per la prima volta nel 2004 al Victoria and Albert Museum di Londra, negli Stati Uniti e infine in Messico, catturando sempre l’attenzione di migliaia di visitatori che si recavano spinti dal desiderio di immergersi in questo cielo capovolto di luci. «Ho l’onore e il privilegio di ricreare questa opera proprio nel luogo che l’ha ispirata. Un lavoro concepito nel deserto rosso che ritorna nel suo luogo di nascita scaturendo dal terreno stesso».

Visibile fino al 31 Marzo 2017, Field of Light è un simbolo personale che rappresenta le cose belle della vita.

 

 

Luci e suoni nella culla del Rinascimento

Dopo i meravigliosi successi degli anni precedenti, la magia dell’illuminotecnica è tornata a Firenze dall’8 Dicembre all’8 Gennaio, per il quarto anno consecutivo. Luci, suoni, colori, movimento: un evento artistico super coinvolgente che per un mese intero ha preso forma nelle piazze principali della città e non solo, con lo scopo di riconquistare il centro storico.

Un percorso che, contando circa diciotto punti, crea un vero e proprio racconto luminoso, per far riscoprire il potere della luce nell’arte, la metamorfosi della materia, il concetto di tempo nell’universo. Da via Ghibellina a Piazza della Signoria con la Loggia de’ Lanzi e la Fontana del Nettuno, dalle Murate a piazza Santo Spirito, corso Tintori, via Nathan Cassuto, via Burchiello, piazza Beccaria, Palazzo Borghese, via del Ponte Sospeso, il palazzo della Rinascente.

Nel Ponte Vecchio si è potuto ammirare un videomapping straordinario intitolato Lightness, proiettato da nord-est, dedicato alla rappresentazione e significato del potere della luce nella storia dell’arte, in pittura, nei metalli, nei gioielli, nelle vetrate. Da Taddeo Gaddi a Raffaello, da Caravaggio a Van Gogh, da Giacomo Balla a Emile Nolde, da Andy Warhol a Dan Flavin. Una carrellata di immagini in ordine sparso per sentire sempre più familiare la storia dell’arte.

In piazza Santo Spirito, proprio sulla facciata della basilica agostiniana, sono state proiettate le opere dei partecipanti alla open call lanciata dallo IED, Istituto Europeo di Design, dedicate al tema del fiume, in particolare dell’Arno, per celebrare il cinquantesimo anniversario dell’Alluvione di Firenze.

Nella Loggia del Porcellino, in pieno centro storico, è stato il tema del Fanciullino a dominare l’area. Nel pavimento sono state proiettate installazioni multimediali progettate da Giancarlo Cauteruccio Stefano Fomasi e Sergio Risaliti. Ciò che anima questo luogo è dunque il tema dell’infanzia, della fanciullezza come stagione dello stupore e della rivelazione, l’infante come re del mondo e dio in terra, ma anche l’infanzia tradita. Uno studio del bambino, associato al fanciullino Pascoliano e al dio-bambino di Hilmann.

In piazza Santa Croce una stupenda proiezione chiamata Tunable White, ha animato la facciata della basilica, grazie alla quale le pietre e i marmi sembrano muoversi grazie al sistema che varia la resa cromatica della superficie architettonica, creando giochi sulle tonalità del bianco, di chiaro-scuro, caldo-freddo.

«Ogni anno con F-Light rendiamo la città più bella e accogliente, dando una nuova immagine della Firenze notturna. L’amministrazione prosegue la collaborazione tra pubblico e privato in un settore di grande fascino e potenzialità, sempre più protagonista dell’innovazione tecnologica. Con la collaborazione ed il coordinamento tecnico di Silfi, anche quest’anno portiamo a Firenze il meglio dell’illuminotecnica, con un programma che coinvolgerà sia i cittadini che gli addetti ai lavori; inoltre abbiamo avuto un prezioso e significativo incremento del contributo del mondo universitario, che ringrazio per la collaborazione», così si esprime fiduciosa e soddisfatta dei risultati, l’assessore allo Sviluppo economico Sara Biagiotti.