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Antonietta Raphaël Mafai. Carte

In esposizione una selezione di circa 50 carte dell’artista, la maggior parte delle quali inedite, atte a ripercorrere la lunga attività di Antonietta Raphaël Mafai, dagli anni Venti fino al 1975, anno della sua scomparsa.

Il percorso espositivo si apre nella sala principale al primo piano per poi proseguire nelle tre piccole stanze adiacenti, una delle quali dedicata alla documentazione con filmati, pubblicazioni e materiali che spiegano il percorso e la carriera dell’artista, protagonista dell’arte italiana del Novecento nonché promotrice o fondatrice con Mafai e Scipione della Scuola romana degli anni Trenta.

Le opere, fra cui anche dipinti e sculture, rivelano i suoi temi prediletti: il nudo (prevalentemente femminile), il volto, la maternità e la fertilità.

Temi questi che rispondono ad una ispirazione fatta di richiami alla vita famigliare, alla realtà quotidiana, ma anche alla sua radice ebraica che si afferma come un’articolata questione privata. Così l’opera grafica si palesa come strumento espressivo ricco, complesso e indipendente alla pari della pittura e della scultura stessa.

 

 

Dal 23 Novembre 2017 al 21 Gennaio 2018

ROMA

LUOGO: Museo Carlo Bilotti

CURATORI: Giorgia Calò

ENTI PROMOTORI:

  • Roma Capitale
  • Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 060608

SITO UFFICIALE: http://www.museocarlobilotti.it/

Maman. L’omaggio di Louise Bourgeois alla maternità

«Il ragno è un’ode a mia madre. Lei era la mia migliore amica. Come un ragno, mia madre era una tessitrice. La mia famiglia era nel settore del restauro di arazzi e mia madre si occupava del laboratorio. Come i ragni, mia madre era molto brava. I ragni sono presenze amichevoli che mangiano le zanzare. Sappiamo che le zanzare diffondono malattie e per questo sono indesiderati. Così, i ragni sono protettivi e pronti, proprio come mia madre».

La citazione sopra riportata appartiene a Louise Bourgeois, una celebre artista contemporanea nata a Parigi nel 1911, la quale avviò la propria carriera artistica nel 1938 dopo il trasferimento a New York.

Ma perché un’artista del calibro della Bourgeois dovrebbe interessarsi a un piccolo animaletto che spesso suscita il terrore delle persone? Chi già conosce i lavori dell’artista potrebbe sorridere alle parole “piccolo animaletto”, infatti i ragni realizzati dalla donna sono tutt’altro che piccoli e di certo non sono un bello spettacolo per chi soffre di aracnofobia.

Louise Bourgeois è colei che ha plasmato Maman (1999), il ragno gigantesco che comprende un sacchetto contenente delle uova di marmo, un omaggio alla maternità, al mondo femminile. Maman è emblema di tutte le madri protettive verso i propri figli, simbolo della donna lavoratrice, in grado di rievocare nella mente dell’osservatore gli antichi mestieri femminili legati al settore della tessitura, i quali, secondo il pensiero di Freud, rappresenterebbero “l’invidia del pene” da parte delle donne, in quanto i risultati ottenuti dal lavoro dell’arte tessile sarebbero associabili ai peli presenti in prossimità degli organi maschili. Maman fa pensare a chi è intento a contemplarla alla forza della donna, rievoca le lotte portate avanti dai movimenti femministi contro le società maschiliste per portare in auge l’emancipazione della donna.

In virtù delle grandi dimensioni con cui è stata realizzata, Maman è come la madre che accoglie i propri figli con un abbraccio, i fruitori, se non sono terrorizzati dalla vista dei ragni, possono infatti sostare sotto di essa avvertendo la sensazione di essere protetti dalla creatura gigantesca e possono meglio percepire quella sensazione di leggerezza conferita alla scultura grazie alle sottili zampe che si innalzano nell’aria.