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Continuo infinito presente, Remo Salvadori

A Remo Salvadori BUILDING dedica la mostra inaugurale (fino al 27 gennaio 2018), una personale sui quattro piani dell’edificio, in un percorso che plasma per la prima volta lo spazio di via Monte di Pietà, con l’idea di creare una simbiosi tra lo spazio e le sue opere e un’armonia tra l’osservatore e l’oggetto.

Tramite questo intervento la percezione dell’architettura muta, così da stabilire un Continuo infinito presente, tra il contesto e i lavori, che, nell’intero suo percorso, a datare dal 1973, hanno teso ad un dialogo tra forma e materia, tempo e spazio, leggerezza e peso, azione e osservazione.

Il suo rapporto con la forza di gravità, la materia, la solidità e la fragilità dei materiali (non ossimoro o illusione, ma esito tangibile), si realizza in nuovi composizioni, aperte e equilibrate, regolari ed irregolari, che sono frutto di un sapere, di una composizione e di una disciplina matematica, da sempre praticate. A queste, l’osservatore può associare una metamorfosi alchemica: i sette metalli sono forgiati affinché cambino natura e modo di manifestarsi.

Se i concetti di metamorfosi e di alchimia possono rievocare dettami barocchi, l’esito nelle opere di Salvadori assurge a un’armonia essenziale, nelle proporzioni, nella geometria, e in una voluta e intensa rielaborazione metafisica.

La visione delle opere esposte (sintesi e summa di una meditazione che dura dal 1973 ad oggi) invita ad una riflessione sul presente e sul futuro dell’arte, in una dimensione consapevolmente atemporale e sempre attuale.

 

Fino al 27 Gennaio 2018

MILANO

LUOGO: Building

 

 

 

Sarà pioggia che scende forte. Luca Gasparro

Istituto Italiano di Fotografia, in via Caviglia 3 a Milano (MM3 Corvetto), presenta il progetto fotografico di Luca Gasparro Sarà pioggia che scende forte, in mostra visitabile presso la sede dell’istituzione dal 16 gennaio al 14 febbraio 2018 dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00. L’esposizione è inserita nel programma “WALL” che mira a valorizzare il talento dei giovani fotografi formati da Istituto Italiano di Fotografia.

La mostra sarà inaugurata martedì 16 gennaio a partire dalle 18:30.

Il giovane fotografo presenta il progetto fotografico con queste parole: «Sono nato a Milano nel 1993. Dovevo essere femmina, ma sono nato maschio, giallo e peloso. Son stato figlio unico fino all’età di 2 anni, ancora più in compagnia all’età di 4. Piangevo come un disperato, mi dicono. Ancora un altro fratellino no. Di quello che è stato mi piace dire che ricordo poco. All’asilo il mio amore è stato un odore. Nella mia mente è dolce e sa di ammorbidente. L’ho ritrovato un giorno quando ero poco più grande in una scatola. L’ho conservata sotto il calorifero per un po’, finché il profumo non è andato via. Picchiavo i miei fratelli e mi rimproveravano il fatto che mi sentissi padre. Ho dormito sempre solo, faceva caldo nel lettone. Lo spazio era poco e io non ci stavo. Solo ad affrontare il mondo. Io, comunque con le spalle protette, capace di sopravvivere. Non so più ora se qualcuno mi guarda dall’alto. Mi dicevano che lassù c’è sempre qualcuno che ti osserva. Lì in alto io non ci ho mai visto niente. Quel niente a volte mi pesa. Ho sempre voluto essere una star, ora mi ritrovo spesso in seconda fila. Alla giusta distanza dalle cose, così che non mi possano ferire. Quel che posso lo osservo e lo faccio mio. Mastico pensieri come nessun altro. Amo il mondo e sogno spesso di fuggire, forse perché in fondo mi terrorizza. La è sempre meglio che qua, e qua è sempre meglio che la. Non ho un rapporto con la mia famiglia e di questo vengo spesso accusato. So di amarli e che mi amano, ma non posso far altro che stare un passo lontano. C’è una mano e degli occhi che più che mai ora mi mancano. A volte mi fermo, ascolto. Penso di poterli percepire nella natura. Difficilmente mi raccolgo in preghiera. Un incenso ogni tanto. La mia vita sta in un tiro di sigaretta la mattina. Quel qualcosa di estraneo che ti sveglia e che ti fa sentire pronto per poter ricominciare».

 

 

Marketing e comunicazione

Istituto Italiano di Fotografia

Via E. Caviglia 320139 Milano

Tel: +39  02 58107623 – 02 58107139

Fax: +39 02 58107139

web: www.istitutoitalianodifotografia.it

Bruno Biondi. Ri-vedere

Scegliere di trattare il tema della “discromatopsia” per una mostra d’arte può sembrare avventato, folle; e forse lo è, ma quando si scopre che il daltonismo – come comunemente chiamiamo questa particolare condizione della vista – è un peculiarità di un pittore, cioè dell’artista Bruno Biondi, allora ci si rende conto dell’originalità dell’evento. Lo spettro cromatico del tutto sfasato concedeva a lui la specificità distintiva di riuscire però a percepire alcuni valori minimali non visibili a monitor da altri. Biondi vive in un mondo tutto suo dal punto di vista cromatico e ciò fa di lui un artista del tutto singolare.

Ha sempre amato i colori puri come il bianco e il nero in quanto li sentiva profondamente insiti nella sua natura e molti dei suoi lavori viravano maggiormente verso tali cromie; ma, nel tempo decide di inserire nelle sue opere anche  colori  come il giallo, il blu e il rosso.

La nuova mostra in galleria STATUTO13 ci presenta infatti oltre ai toni bianchi, neri o digradanti verso il grigio, anche le nuances dei colori primari.

Osservare queste nuove tonalità nelle opere di Bruno Biondi – tra le quali anche il rosso, mai utilizzato in passato, colore pulsante e fortemente emozionale – dona una sorta di trepidazione che sa catturare l’attenzione della mia anima e che sa far vibrare le corde della spiritualità e dell’emozionalità più pura .

Spesso ri-vediamo le verticalità presenti e tipiche nelle sue tele e nelle sue tavole ma connotarle, inserirle in un mondo dove emerge il colore riesce a risvegliare i sensi nell’intimo.

Si riesce a percepire dunque un’urgenza, svelata dalle cromie scelte da Bruno Biondi per questa nuova e affascinante mostra, quella di un uomo pacato e molto sensibile che riesce ad urlare metaforicamente con l’ausilio del colore. Egli urla silenziosamente, poeticamente, la bellezza della vita, la voglia di emergere dal buio, la sincerità di chi sa generosamente donare una parte di sé creando un’opera d’arte intima e vera.

 

 

Dal 10 Gennaio 2018 al 23 Gennaio 2018

Milano

Luogo: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13

Curatori: Massimiliano Bisazza

Telefono per informazioni: +39 347 2265227

E-Mail info: info@statuto13.it

Sito ufficiale: http://www.statuto13.it

Christian Balzano. Resilienza

La sede di Banca Generali Private Banking, in Piazza Sant’Alessandro 4 a Milano, ospita dal 14 dicembre 2017 al 27 aprile 2018 la personale di Christian Balzano (Livorno, 1969), una delle personalità più interessanti del panorama artistico italiano contemporaneo.

La mostra, dal titolo Resilienza, curata da Marco Bazzini, organizzata in collaborazione con Boxart Verona, propone 30 dipinti e sculture recenti, oltre ad alcuni lavori realizzati dall’artista toscano negli ultimi dieci anni.

Il percorso espositivo inizia idealmente da piazza Sant’Alessandro che accoglie la grande scultura (320 cm di altezza) di un toro a testa in giù che duplica se stesso riverberando la sua immagine su una mappa specchiante di Milano composta dalla sovrapposizione dei continenti. Questo lavoro riassume la tematica che Christian Balzano ha sviluppato nella sua ricerca dell’ultimo decennio. Quello del toro è uno dei soggetti più volte replicato, e rappresenta una figura primordiale, di origine mitica, che Balzano utilizza per parlare e riflettere sull’uomo immerso nel tempo presente. Lo stesso titolo dell’esposizione, Resilienza, fa riferimento alla capacità di reagire e di rialzarsi più forti senza lasciarsi abbattere dalle difficoltà e dalle avversità dettate dal destino. L’arte, proprio, per la sua capacità di evocare nuove strategie e nuove ritualità, è una delle forme di resilienza più antiche.

Dal 14 Dicembre 2017 al 27 Aprile 2018
MILANO
LUOGO: Banca Generali Private Banking
CURATORI: Marco Bazzini
E-MAIL INFO: receptionprivatemi@bancagenerali.it

Ghraphein. Carte da una collezione privata

Venti opere su carta di grandi maestri del Novecento, in un’affascinante mostra che ripercorre le tappe dell’innovazione artistica nella grafica e nella tecnica incisoria nella seconda metà del secolo scorso. Ghraphein. Carte da una collezione privata: è il titolo della mostra allestita dall’11 al 20 dicembre nel temporary store della Galleria Sudestasi Contemporanea, in Via dell’Annunciata 29 in zona Brera – Borgonuovo con il supporto tecnico di Delta Ligth Italia (vernissage lunedì 11, ore 18.00). Il percorso espositivo comprende opere di Afro Basaldella, Pierre Alechinsky, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Ding Yi, Lucio Fontana, Victor Pasmore, Pablo Picasso e Graham Sutherland.

I fogli esposti testimoniano la rivoluzione operata in ambito grafico nella seconda metà del secolo scorso, quando l’esigenza di rinnovare la funzione sociale dell’artista decretò la rinascita della stampa d’arte nella sua duplice valenza di genere autonomo e di processo comunicativo di massa. Un excursus multiforme e variegato di segni, colori e sperimentazioni tecniche che si snoda fra astrazione e figurazione, fra bianco e nero tradizionale e nuovi cromatismi, sulla scorta delle innovazioni artistiche introdotte in quegli anni.

Il nucleo centrale della mostra è costituito da alcuni capolavori dei massimi esponenti dell’Informale italiano, come Alberto Burri, presente con 4 serigrafie tratte dal suo alfabeto cromatico (Lettere, 1969) e un’acquaforte (Acquaforte 2, 1976/7). Accanto al grande maestro umbro spiccano una stampa a rilievo di Lucio Fontana (Nudo rosa, 1967), le forme geometriche di Afro Basaldella (La Bilancia, 1974; Galera, 1974; Vulcani II, 1974) e il primitivismo segnico di Giuseppe Capogrossi (di cui viene esposto l’unico esemplare di goffratura a rilievo da lui prodotto, tratto dalla cartella Album Marlborough, 1968). Le coeve ricerche dell’astrattismo europeo, invece, sono rappresentate dall’espressionismo onirico e calligrafico di Pierre Alechinsky, fondatore del gruppo CoBRa (Cerclitude 1 – 3, 1973) e dal virtuosismo lirico di Victor Pasmore (Two Images, 1975). Si prosegue con l’erotismo distorto dell’ultimo Picasso (Vecchio seduto con una donna e ballerina, 1968) e con le visionarie metafore esistenziali di Graham Sutherland e la sua serie sul misterioso mondo delle api (Bees, 1977). Conclude il percorso un’opera unica del maestro Ding Yi (Appearance of crosses 95-B54, 1995), considerato il più importante astrattista della Cina contemporanea, il cui segno di matrice zen proietta l’osservatore verso i più recenti orientamenti linguistici del panorama internazionale.

La maggior parte delle carte esposte escono dai torchi della celebre stamperia 2RC di Roma dove, in un clima di continua e costante evoluzione dei linguaggi grafici tradizionali, Valter ed Eleonora Rossi liberarono gli artisti dai limiti tecnici dell’incisione (formato, colore e modalità esecutive), consentendo loro di raggiungere risultati inediti e straordinari. Non a caso, oggi, talune di quelle opere sono considerate pietre miliari non solo nella produzione degli artisti ma anche nella storia della grafica contemporanea.

La mostra potrà essere visitata da lunedì a sabato, dalle ore 16.30 alle 19.30 (la mattina su appuntamento) e la domenica dalle ore 10.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30. Inoltre, domenica 17 alle ore 18,00 nei locali della mostra è prevista una performance dal titolo “Qui tutto è distacco e là era fiato” con la coreografia di Francesca Siracusa (team coreografico LAAGAM), la musica di Simone Faraci e il testo di Azzurra Pitruzzella, con Marina Bertoni, Greta Cisternino, Viola Gasparotti, Flora Orciari, Erica Meucci, Cecilia Tragni e Francesca Siracusa.

Dal 11 Dicembre 2017 al 20 Dicembre 2017
MILANO
LUOGO: Galleria Sudestasi Contemporanea
CURATORI: Angelo De Grande, Ciro Salinitro
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 340 4061833
E-MAIL INFO: info@sudestasicontemporanea.com

Maristella Laricchia. Materia fra formale e informale

Un nuovo appuntamento alla Galleria degli Artisti di Milano con l’arte di Maristella Laricchia e la mostra dal titolo Materia fra formale e informale,in programma dal 6 al 22 dicembre 2017, con uno speciale dialogo con l’artista, che si terrà giovedì 14 dicembre 2017 dalle 19 alle 21.

La personale rappresenta per l’artista una nuova occasione per mostrare al pubblico i suoi ultimi lavori nelle diverse interpretazioni tra reale e immaginario, in un percorso espositivo di oltre 30 opere – olio su tela a spatola – frutto di una libertà gestuale più consapevole dell’effetto materico scaturito sulla tela, amplificato rispetto alle opere precedenti, in una sorta di dialogo nascosto tra sé e sé, e una maturità stilistica ancora più evidente. La mostra si snoda cronologicamente in due sezioni distinte attraverso il passaggio e il rinnovamento artistico, che ha portato l’artista a una mutazione della dimensione originale della sua pittura.
Una narrazione creativa che si rifà anche al cambiamento delle stagioni, in un vortice compositivo che sa catturare la luce e si impone, mettendo in relazione i diversi aspetti delle sue opere, dando modo al visitatore di scoprire meglio il contesto delle opere dal linguaggio formale all’ informale.

Tra i lavori esposti troviamo anche i paesaggi e i quattro elementi della natura che li compongono: acqua, fuoco, aria, terra, che si fanno più evidenti nelle opere dal titolo Fiume del Tempo(2017) e ancor più manifesto proprio nell’opera I quattro elementi (2017) e nella forza motrice del rilievo materico dai colori tipicamente autunnali nel Ricordo di un sogno (2017)e ancora nella tela Betulle (2017), protagoniste sospese nella solitudine della terra che le accoglie, così come sospeso sembra essere l’astratto Entitas Abstracte sempre del 2017, dove il blu intenso si fonde in un labirinto concentrico di variazioni cromatiche dal particolare effetto brillante.

L’improvvisazione dell’informale in queste ultime opere si fa gestualità forte della spatola sulla tela, che sa trasmettere scenari immaginari in una chiave interpretativa che è soprattutto vitalità artistica della pittrice, nell’evolversi di una sensibilità emotiva che da sempre la contraddistingue.

Dal 06 Dicembre 2017 al 22 Dicembre 2017
MILANO
LUOGO: Galleria degli Artisti
CURATORI: Sabrina Falzone
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 02.867841
E-MAIL INFO: info@galleriadegliartisti.net
SITO UFFICIALE: http://www.galleriadegliartisti.net

Federico Buzzi. Luoghi atemporali

Federico Buzzi dipinge con intensità e guardando con afflato alla pittura figurativa del passato novecento italiano. Ammaliato dalle atmosfere sospese di Mario Sironi, da quelle metafisiche di Giorgio De Chirico e da quelle surreali di Carlo Carrà.

Cresciuto di fronte a una collezione di dipinti del primo Rinascimento e degli anni ’20, è senza dubbio rimasto piacevolmente segnato consequenzialmente incuriosito; attratto emotivamente, da quella figurazione che reputa come l’ultima reale tradizione pittorica italiana: Il Gruppo “Novecento”.

I suoi lavori, mai esposti sino ad ora, sono presenti in collezioni private, conosciuti nei circoli intellettuali, tra amici e conoscenti. E’ con Galleria STATUTO13 che si presenta l’effettiva possibilità, coadiuvata da una volontà dell’artista stesso, di esporli pubblicamente appannaggio del fruitore.

Come si evince nella citazione dell’incipit i luoghi rappresentati nei suoi dipinti sono spesso legati all’attualità di una società malinconica, dove talvolta la solitudine emerge con connotazioni di timore, altre invece con velate introspezioni surreali, atemporali.

Le copie dal vero inserite tra contesti urbani e metafisici ci ricordano i corpi dei manichini di De Chirico o le statue greche ed evidenziano quello sguardo volto a stilemi del passato, convincendoci che sia necessario un ritorno a tali ambientazioni, trovandoci in una società contemporanea dove valori e principi morali sono ormai troppo spesso desueti e dimenticati.

Secondo Federico Buzzi difatti l’Arte tradizionale occidentale non è legata a un progresso lineare nel tempo e tanto meno a un fine. Ci troviamo di fronte a cicli, corsi e ricorsi storici dove epigoni e anacronismo fanno da catalizzatori artistici. Un ritorno al passato dunque è auspicabile e quantomeno desiderabile.

Dal 06 Dicembre 2017 al 19 Dicembre 2017
MILANO
LUOGO: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13
CURATORI: Massimiliano Bisazza
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 347 2265227
E-MAIL INFO: info@statuto13.it
SITO UFFICIALE: http://www.statuto13.it

Deodato Arte apre un nuovo spazio a Milano

La galleria Deodato Arte aprirà al pubblico un nuovo spazio in via Nerino 2, nel cuore di Milano, a pochi metri dalla storica sede collocata in via Santa Marta 6. Martedì 21 novembre alle ore 18.30 si svolgerà l’inaugurazione, ove sarà prevista la performance di Tomoko Nagao, artista che collabora con la galleria da anni, un’occasione in cui interverrà in versione Japan Pop sulla superficie di un pianoforte.

La sede di via Nerino dona la possibilità di ammirare dal vivo i lavori della vasta collezione della galleria Deodato Arte, nella sua completezza, dalle opere pittoriche alle sculture, dalle fotografie ai lavori grafici e oggetti di design, già visibili online.

Artisti come Marc Chagall, Christo, Keith Haring, Damien Hirst, Joan Miró, Takashi Murakami, Pablo Picasso, Mimmo Rotella, Andy Warhol, sono accompagnati da altri artisti contemporanei come Arman, Mr. Brainwash, Giovanna Fra, Maurizio Galimberti, Marco Lodola, José Molina, Tomoko Nagao e da molti altri. La galleria, grazie a questa scelta, propone al pubblico il concetto di accessibilità, intesa sia come possibilità di acquisto per tutti i budget, sia come attenzione alle esigenze del cliente.

Deodato Arte, una realtà in continua evoluzione, nata nel 2010, crea sinergie con musei,  partecipa a fiere nazionali e internazionali e realizza tirature d’arte, focalizzando l’attenzione verso il mondo della Japan Pop e della Urban Art. La galleria opera nel mondo attraverso differenti canali, dall’ideazione alla diffusione della rivista dal titolo Deodato Art Magazine, dedicata ai propri collezionisti, a una capillare presenza in ambito multimediale.

 

Dal 21 Novembre 2017 al 21 Novembre 2017

MILANO

LUOGO: Deodato Arte

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 02 80886294

E-MAIL INFO: galleria@deodato-arte.it

SITO UFFICIALE: http://www.deodato.com

Bruno Botella. Personale

Dal 14 novembre al 20 dicembre 2017, la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano ospita la prima personale in Italia dell’artista francese Bruno Botella. L’iniziativa chiude il ciclo delle tre Project Room 2017, il cui progetto scientifico è curato da Simone Menegoi. Per l’occasione, Bruno Botella (1976, vive a Parigi) presenterà una selezione di opere realizzate tra il 2012 e il 2017.

Caratterizzato da uno spirito fortemente sperimentale – sia per l’utilizzo di materiali e tecniche inediti, sia per l’attenzione spesso dedicata più al processo che al risultato – il lavoro di Botella è uno dei più originali emersi sulla scena francese negli ultimi anni. Focalizzato sulla scultura, Botella ne sovverte e reinventa i processi tradizionali, con risultati in cui entrano in egual misura provocazione, humour e una sottile vena di crudeltà.

Fra le opere esposte, si segnalano Qotrob (2012), una plastilina mescolata a sostanze psicotrope, in grado di dare allucinazioni a chi tentasse di plasmarla; Prognosticator (2017), una scultura immersa in un acquario pieno di sanguisughe, che Botella ha modellato nutrendo al tempo stesso gli animali con il proprio sangue; Oborot (2012), ovveroun calco in silicone della testa dell’artista a cui sono rimasti attaccati i suoi stessi capelli, sorta di bizzarro e incruento “scalpo”.

Bruno Botella (1976) vive e lavora a Parigi. Fra le mostre recenti, si ricordano Scénario fantôme, Frac Normandie Caen (2017); Your memories are our future, Palais de Tokyo hors-les-murs, Zurigo; En haine nue débâchée (et si cons mes deux lits huent ce jet) e le personali Dormir à l’envers (chugging along with a funnel of steam), Galerie Samy Abraham, Parigi (2017); Bruno Botella, CAN, Neuchâtel (2017); Palais de Tokyo, Parigi (2015).

 

 

Dal 14 Novembre 2017 al 20 Dicembre 2017

MILANO

LUOGO: Fondazione Arnaldo Pomodoro

COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito

Inaugurazione: martedì 14 novembre dalle ore 18

Christian Megert. Riflessioni. Il potere dello specchio

Dal 13 novembre al 23 dicembre 2017 la Galleria San Fedele presenterà al pubblico la mostra intitolata Riflessioni, di Christian Megert, a cura di Andrea Dall’Asta SJ e Marco Meneguzzo.

Membro storico del celebre Gruppo Zero, Megert pone al centro della sua ricerca artistica lo specchio quale mezzo artistico primario. Lo specchio non è da considerare come un puro dato tecnico, come un semplice strumento, ma ha una valenza simbolica, come quando ci si specchia e si ha la sensazione di uno sdoppiamento. Qual è l’immagine a cui si viene rimandati? A quale spazio viene conferita origine?

Le opere di Megert sono composte da specchi capaci di creare dimensioni inedite, fatte di movimenti e riflessi. Parlare di specchi significa portare avanti un’indagine, significa scoprire come la luce agisce sulla superficie. Nel momento in cui l’artista accosta gli specchi gli uni vicino agli altri, la visione del mondo esterno risulta frammentata in una molteplicità di sfaccettature, secondo diversi punti di vista.

Potrebbe trattarsi di un invito a considerare la realtà in tutte le sue complessità? Quali sono i punti di riferimento, se il reale si moltiplica all’infinito e se lo spazio si decompone indefinitamente? Grazie agli specchi è possibile ammirare un mondo continuamente nuovo che emerge alla vista dello spettatore. L’artista non lascia colui che osserva nell’indeterminato, diventa una guida in vista di una ricomposizione del reale attraverso la combinazione di elementi geometrici, come il quadrato, il cerchio, forme pure altamente simboliche, capaci di ridare unità e coerenza.

In tal senso Megert si pone come un interprete dell’Occidente, distrugge per ricostruire, pone in discussione le certezze dell’uomo per riconoscere significati nuovi, per far vivere nuove esperienze.

 

 

Dal 13 Novembre 2017 al 23 Dicembre 2017

MILANO

LUOGO: Galleria San Fedele

CURATORI: Andrea Dall’Asta SJ, Marco Meneguzzo

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 02 86 352 233

E-MAIL INFO: sanfedelearte@sanfedele.net