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Premio Modigliani

Segue l’onda di successo cavalcata dalla mostra internazionale Spoleto Arte il Premio Modigliani. L’esposizione verrà inaugurata nella medesima sede, lo storico Palazzo Leti Sansi, venerdì 26 luglio e a partire dalle 17 e aprirà esattamente con il conferimento della prestigiosa targa agli artisti selezionati.

Organizzata e presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, la mostra avrà il contributo di numerosi ospiti illustri, tra cui il direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara, Gianni Marussi, già responsabile dello Speciale Mostre TgCom e di Ardirectory del TgCom24, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e di Maria Lorena Franchi, curatrice d’arte di Montecarlo.
«Il Premio Modigliani – ricorda Salvo Nugnes – nasce con l’intento di celebrare e mantenere viva la memoria dell’artista da cui prende il nome, proponendosi di diffonderne il genio e l’arte in Italia e all’estero».

L’anticonformismo che ha contraddistinto il pittore che i francesi soprannominavano Maudit (pronunciato per l’appunto come l’abbreviazione “Modì”, che significa “maledetto”) è dovuto alle sue particolari influenze e ai suoi incontri con alcuni degli artisti dell’epoca. «Il primitivismo di questo meraviglioso pittore – spiega il prof. Sgarbi – è una sintesi di tradizione italiana e della civiltà africana delle maschere nere […]. Però poi, quando uno guarda l’opera, la sente totalmente italiana, direi petrarchesca. Si percepisce questo lirismo, questo rivolgersi alla donna come destinataria della passione, dell’amore, della dolcezza».

L’artista non ha mai goduto in vita di fortuna né fama, al contrario di quanto avviene oggi. Modigliani è infatti considerato ora uno dei principali artisti della storia dell’arte e, pertanto, il premio diventa un modo per riconoscere i nuovi talenti e quelli già affermati, sostenendoli maggiormente nel loro percorso nel vasto panorama artistico italiano e internazionale.
Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

 

 

Dal 26 Luglio 2019 al 19 Agosto 2019

Spoleto | Perugia

Luogo: Palazzo Leti Sansi

Indirizzo: via Arco di Druso 37

Curatori: Vittorio Sgarbi

Telefono per informazioni: +39 0424 525190

E-Mail info: org@spoletoarte.it

Sito ufficiale: http://www.spoletoarte.it.

Verso le celebrazioni della morte di Amedeo Modigliani (1920 – 2020)

La galleria Alson Gallery di Milano aderisce alle celebrazioni del Centenario della morte di Amedeo Modigliani.

In occasione del Salone del Mobile di Milano, la galleria Alson Gallery, Via San Maurilio 11, Milano, è onorata di ospitare due produzioni dell’Istituto Amedeo Modigliani destinate alla divulgazione culturale: il format Modlight, marchio registrato dall’Istituto, una innovativa opera in cui l’arte incontra la tecnologia e diventa oggetto di design e la collezione delle fotolitografie nell’ambito di una “special edition” in cui anche le litografie diventano oggetto esclusivo e innovativo.

La galleria dunque è lieta di presentare al suo pubblico e alla stampa da mercoledì 10 Aprile 2019 al 30 Aprile 2019, dalle ore 10 alle ore 19, tali produzioni di assoluta novità e di partecipare attivamente alle celebrazioni previste per il 2020.

Dal 10 Aprile 2019 al 30 Aprile 2019

Milano

Luogo: Alson Gallery

Indirizzo: via S.Maurilio 11

Telefono per informazioni: +39 0272080187

E-Mail info: alsongallery@gmail.com

Modigliani Opera

La Reggia ospita dal 4 maggio al 31 ottobre la mostra Modigliani Opera dedicata al grande pittore livornese Amedeo Modigliani. Un percorso articolato in quattro sale, uno spettacolo multimediale ideato per rappresentare e raccontare a tutto tondo la vita  tormentata di Modì, andando a cogliere il legame profondo tra l’uomo e la sua arte con l’ausilio delle nuove tecnologie.

Parlare di spettacolo multimediale in senso etimologico, anziché di Experience, definisce più coerentemente gli obiettivi di questo percorso ideato per rappresentare Amedeo Modigliani e la sua opera: l’utilizzo di molteplici mezzi e piani di comunicazione per veicolare il racconto della sua vita, il tutto reso sinergico dall’impiego delle tecnologie, con gli effetti e le peculiarità da esse espresse. Modigliani Opera vuole quindi essere la narrazione a tutto tondo di una vita difficile, di un artista unico che ha ricercato il suo stile fino all’ultimo; vuole esplicitare il legame profondo tra la vita dell’uomo e la sua arte, per farli conoscere al grande pubblico con l’ausilio delle nuove tecnologie.

L’intento è quindi quello di realizzare uno spettacolo multimediale che unisca la comunicazione cinematografica e teatrale con originali animazioni 2D e 3D con riproduzioni a 360°, proiezioni in 4k, motion graphics, videomapping, sound design, luci, in un mix di linguaggi diversi amalgamati da un trattamento graficostilistico unitario e originale.

 

 

Dal 04 Maggio 2018 al 31 Ottobre 2018

Caserta

Luogo: Reggia di Caserta

Telefono per informazioni: +39 06 32 11 771

E-Mail info: info@fondazioneamedeomodigliani.org

Sito ufficiale: http://www.fondazioneamedeomodigliani.org

Matisse e il suo tempo

La mostra Matisse e il suo tempo promossa dal Comune di Torino — Assessorato alla Cultura dal Segretariato Regionale per il Piemonte e dal Polo Reale di Torino è organizzata dal Centre Pompidou di Parigi, 24 ORE Cultura — Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group e curata da Cécile Debray, conservatore Centre Pompidou

Con 50 opere di Matisse e 47 di artisti a lui contemporanei quali Picasso, Renoir, Bonnard, Modigliani, Mirò, Derain, Braque, Marquet, Léger — tutte provenienti dal Centre Pompidou — la mostra Matisse e il suo tempo_ ospitata a Palazzo Chiablese di Torino sino al 15 maggio 2016 racconta la poetica del grande “maestro dei colori”_ le influenze nella produzione e l’esatto contesto delle amicizie e degli scambi artistici.

Grazie ai confronti l’esposizione permette di cogliere non solo le sottili influenze e le fonti comuni d’ispirazione, ma anche una sorta di “spirito del tempo” che unisce Matisse agli altri artisti durante il modernismo degli anni Quaranta e Cinquanta.
Opere di Matisse quali Icaro (della serie Jazz del 1947), Grande interno rosso (1948). Ragazza vestita di bianco, su fondo rosso (1946) sono messe a confronto con i quadri di Picasso, come Nudo con berretto turco (1955), di Braque_ Toeletta davanti alla finestra (1942), e di Léger, come 1l tempo libero — Omaggio a Louis David (1948-1949).

Dieci sezioni in mostra illustrano, secondo un percorso cronologico intercalato da approfondimenti tematici, le figure matissiane delle odalische — come in Odalisca con pantaloni rossi del 1921 -; la raffigurazione dell’atelier, soggetto ricorrente nell’opera di Matisse e in quadri stupefacenti a firma di Braque (L’Atelier IX, 1952-56) e Picasso. (Lo studio, 1955): l’opera e il percorso di Matisse dai suoi esordi con Gustave Moreau (1897-99) fino alla sua scomparsa negli anni Sessanta e alle ultime carte dipinte e ritagliate.

Matisse e il suo tempo

Sesso, droga e il clichè dell’artista maledetto

All’immagine dell’artista è sempre associato un modo di essere bizzarro, composto da una vita movimentata e atteggiamenti sopra le righe. Un clichè che oggi gli artisti cercano sempre più spesso di cucirsi addosso, quasi come se la creatività dovesse obbligatoriamente accompagnarsi a uno stile di vita smoderato, a tratti anche autolesionista. È noto che la storia dell’arte sia piena di artisti la cui biografia è già di per se un’opera d’arte: dalle avventure di Caravaggio, agli eccessi di Modigliani, passando per il nano malefico Toulouse-Loutrec e moltissimi altri. Ma è con Andy Warhol e la sua Factory che l’esagerazione diventa mainstream. Guardando soprattutto all’Ottocento, alcuni dei migliori risultati in campo artistico e letterario, sono stati raggiunti grazie alle esperienze di vita di autentici artisti maledetti. Lo stile bohèmien nato in quel secolo, fatto di alcool, sesso e droga, diventa lo stereotipo dell’artista tutto genio e sregolatezza. Nella seconda metà del Novecento, quello stile si traduce negli eccessi “Rock”, che diventano benzina con cui alimentare la propria vita di esperienze nuove, da tramutare in arte, musica, libri e film. Si esagera quasi perché ci si sente in dovere di farlo, perché quella è la vita da artista. Poi si arriva a un ultimo periodo, in cui l’aspetto stravagante non è più simbolo di distinzione, ma di appartenenza. Sei un creativo se ti vesti e ti comporti da persona strana. Questo è dovuto al fatto che non ci si esprime più perché si vuole dire qualcosa, ma solo perché gli altri vogliono che l’artista dica qualcosa. E poiché non sempre si ha qualcosa da dire, ci si costruisce un’immagine di comodo, in modo che qualunque parola proferita risulti frutto di una mente creativa e mai banale. La creazione di un personaggio da interpretare, sembra una priorità sempre più sentita dagli artisti strettamente contemporanei, i quali ritengono necessario ostentare delle stravaganze ai fini di vendere meglio i loro lavori. Si potrebbe dire che più si va avanti nel tempo, più si cerca di produrre artisti ancor prima delle opere d’arte.