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“La bellezza antimoderna”. Novità editoriale

Nella nostra società la bellezza va cancellata, giacché presuppone qualità, impegno. Per non parlare del fatto che i nostri musei sono un esempio incontestabile del primato italiano in ogni settore, o quasi, della conoscenza. Inoltre, sembra sempre di più che una certa mentalità incoraggi a non far conoscere l’Italia e i suoi tanti tesori; sia quelli meno noti, sia quelli celebri, a partire dai suoi musei. In primis, nel negare la netta superiorità dei Musei Vaticani sul Louvre, per proseguire col divulgare il messaggio corruttore che questi non siano Italia, che non facciano quindi parte della nostra storia e ricchezza. Con questo libro Riccardo Rosati intende difendere la bellezza, la quale, nella prospettiva dell’autore, per essere vera non può che essere antimoderna, perciò in contrasto col nichilismo spirituale tipico della era attuale; nonché rettificare le solite generalizzazioni giornalistiche di chi commenta senza avere una adeguata competenza specifica. Nel fornire vari spunti di riflessione sui musei e i beni culturali, ci si augura che il lettore si persuada definitivamente di vivere nel più bel paese del mondo, e non a mo’ di slogan, come avviene puntualmente nel dibattito politico-culturale italiano.

La metafora dell’ignoto di Arnaldo Pomodoro

«Nel mio lavoro vedo le crepe, le pareti erose, il potenziale distruttivo che emerge dal nostro tempo di disillusione».

Sono queste le parole di Arnaldo Pomodoro, scultore e orafo italiano operante nell’ambito dell’arte non figurativa, creatore delle Sfere di bronzo che si scompongono davanti allo sguardo degli spettatori tramite frastagliate e lacerate sezioni. Le Sfere di Pomodoro pongono in evidenza il contrasto tra la perfezione della levigatezza della sfera e la complessità celata all’interno dell’opera, come se si trattasse di una sorta di metafora inerente la complessità dell’ignoto. E’ l’interno delle Sfere, l’anima vera e propria, ad essere mostrato al pubblico, con lo scopo di erudirlo circa la non esistenza dello spazio esterno in quanto tutto ciò che accade si svolge all’interno  in quelle che sono le viscere racchiuse dalle pareti lucenti e lisce, dai volumi nitidi e perfettamente delineati. Pomodoro ha il potere di rendere visibile il reale attraverso forme nuove, l’artista utilizza configurazioni che superano l’ovvietà di ciò che appare, di ciò che è già conosciuto, pone in evidenza ciò che viene nascosto, raggiungendo nuovi accenti di vita e poesia.

Per capire la complessità delle opere di questo artista italiano si ritiene opportuno prendere in esame la Sfera collocata nel Cortile della Pigna presso i Musei Vaticani (1990), la quale assume un significato simbolico caricato dal luogo di collocazione sulla scultura contemporanea: l’installazione di Pomodoro è stata realizzata con l’aspetto di una sfera dentro la sfera, la quale ruota lentamente mossa dal vento, ciò è emblema della Chiesa, in quanto il Vaticano conserva sotto una superficie apparentemente perfetta dei complessi meccanismi che durano da secoli, i quali sono messi in moto da modelli misteriosi della natura della materia e dal Mistero della Fede.

E’ il contrasto tra interno ed esterno il centro della poetica espressa nell’arte di Pomodoro: il mondo in cui vive l’essere umano è un mondo potenzialmente distruttivo, ove la violenza e la minaccia dello sconosciuto, di ciò che è ignoto, si cela sotto una superficie che si presenta all’uomo apparentemente perfetta, ma attraverso una introspezione che si serve delle fratture che denunciano l’inimmaginabile fragilità della materia, è possibile far venire alla luce il lato oscuro e l’interiorità dell’animo e del mondo.