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Arman 1954-2005

A Roma fino al 23 luglio la retrospettiva a cura di Germano Celant dedicata ad Arman, massimo esponente del Nouveau Réalisme francese e tra i maggiori artisti del secondo Novecento a livello mondiale.

La mostra, sviluppata negli spazi di Palazzo Cipolla secondo uno strano percorso a ritroso, ricostruisce, a dodici anni dalla sua morte, il mezzo secolo di attività dell’artista partendo dalle ultime monumentali opere degli anni Duemila fino ad arrivare a quelle che ne avevano sancito l’esordio nei primi anni Cinquanta. Alle circa settanta opere in mostra si aggiunge poi una sezione documentaria (con inviti, cataloghi e fotografie) e un grande numero di citazioni disposte a caratteri giganti sulle pareti, quasi a voler spiegare opere e poetica dell’artista tramite la sua stessa voce.

Ad essere esposte sono opere appartenenti alle diverse sperimentazioni messe in atto negli anni dall’artista, come le cosiddette Poubelles e le Accumulations, le Inclusions e i Cachets, le Coléres e le Sandwich Combo, a testimoniare la sua grande curiosità per i più diversi mezzi di espressione. Fondamentale soprattutto il discorso dell’accumulazione e della collezione di oggetti di uso quotidiano e di rifiuti industriali, ordinati o reinterpretati nei modi più disparati, a riprendere non solo le poetiche dada e surrealista, ma anche la contemporanea Pop Art, e a volte anche alcune opere cubiste. Tutti i materiali di reimpiego, seppur rivisitati dall’artista e privati delle loro funzioni (essendo ad esempio incastonati in teche o scatole, fatti esplodere o tagliati a metà, distrutti o ammassati secondo forme evocative), mantengono sempre e comunque una loro riconoscibilità e specificità, con il chiaro scopo di farne emergere anche il valore intrinseco. Se è vero che ogni artista riflette lo spirito della sua epoca, poi, anche le opere di Arman possono essere lette in questo modo. L’attenzione per gli scarti e per i materiali industriali, infatti, non sono altro che un riflesso della nuova società basata sul consumo e sulla produzione di massa emersa nel secondo dopoguerra. L’artista, sentendosi in dovere di salvare qualcosa dalla distruzione e dal consumismo spietato di quegli anni, si fece carico di estrarre alcuni oggetti dal loro ciclo vitale, di salvarli come un “archeologo del futuro” (come lui stesso si definiva) dall’inesorabile azione del tempo, anche perché del resto, come diceva Andy Warhol, altro grande esempio in quegli anni di strategia artistica basata sulla ricontestualizzazione di oggetti e immagini ordinarie e sulla seduzione della banalità, «gli scarti sono probabilmente brutte cose, ma se riesci a lavorarci un po’ sopra e renderle belle o almeno interessanti, c’è molto meno spreco».

Fino al 23 luglio 2017

Palazzo Cipolla

Roma

http://www.fondazioneterzopilastro.it/

Mimmo Rotella e i protagonisti del Nouveau Réalisme

Una grande mostra dedicata alla figura Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 – Milano, 2006), protagonista di primo piano del fermento che, tra Milano e Parigi, rivoluzionò la scena dell’arte degli anni Sessanta del Novecento.
Le ampie sale del Piano Nobile del settecentesco Palazzo Sanseverino-Falcone, sede del museo alle pendici della Sila Greca, faranno da scenario a circa cinquanta opere di Rotella e di altri nomi di primo piano che, come lui, hanno fatto parte del movimento del Nouveau Réalisme, fondato dal critico francese Pierre Restany, il quale lo definiva come «un modo piuttosto diretto di mettere i piedi per terra, ma a quaranta gradi sopra lo zero dada e a quel livello in cui l’uomo, se giunge a reintegrarsi nel reale, lo identifica con la sua trascendenza che è emozione, sentimento e infine poesia».

A una collezione di circa trenta opere di Rotella, che ripercorrono l’intera carriera dell’artista e fungono da cuore dell’intera mostra, si affiancano testimonianze artistiche di rilievo di alcuni dei suoi compagni di viaggio in seno al Nouveau Réalisme (Yves Klein, Arman, Daniel Spoerri, Jean Tinguely, César, Raymond Hains e Christo, tra gli altri), che, oltre a contestualizzare efficacemente l’operato dell’inventore della tecnica del décollage, forniscono uno sguardo d’insieme su uno dei movimenti avanguardistici più rappresentativi e significativi della seconda metà del secolo scorso, la cui influenza è tutt’oggi attuale e tangibile.

I celebri décollage di Rotella, di cui in mostra sono presenti vari importanti esemplari, erano, per Pierre Restany «la conseguenza logica di un totale inserimento nella cultura urbana del suo tempo. Una cultura urbana che lo sguardo, il Radar Mentale dell’artista, ha seguito nei momenti successivi della sua progressiva globalizzazione. Mimmo Rotella è stato un “nouveau réaliste” ante litteram a Roma negli anni Cinquanta, pre-pop a Parigi negli anni Sessanta, graffitaro e graffitista a Milano negli anni in cui lo era Basquiat a New York. Oggi come oggi Mimmo Rotella è l’uomo del momento: ecco la storia di una perenne modernità».

Nelle parole del curatore della mostra, Francesco Poli, critico e storico dell’arte di fama internazionale, con le sue opere, Rotella «compie uno strappo nei confronti della pittura tradizionale inventando un modo di distruggere e ferire l’immagine, ma in realtà la esalta e la rende unica, la sottrae alla ripetizione mediale che ne ruba l’anima, e distruggendo i manifesti (cinematografici, politici, pubblicitari) li fa entrare nella storia dell’arte contemporanea».

La mostra, realizzata dall’associazione Oesum Led Icima, che organizza e promuove l’attività espositiva del MACA, in collaborazione con l’associazione De Arte, cade nel decimo anniversario dalla nascita del museo, otre a essere una celebrazione di Mimmo Rotella, il più importante artista contemporaneo di origine calabrese, a dieci anni dalla sua morte.

Informazioni Evento:

Data Fine: 16 ottobre 2016
Luogo: Acri, MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)
Indirizzo: Piazza Falcone, 1
Città: Acri
Provincia: CS
Regione: Calabria
Orario: dal martedì al sabato, 9.00-13.00 e 16.00-20.00 la domenica, 10.00-13.00 e 16.00-20.00
Telefono: 0119422568
E-mail: info@museomaca.it
Sito web: http://www.museomaca.it

[fonte beniculturali.it]

Fonte beniculturali.it

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