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I think I’m dumb…But I have some glue

Spazio Ferramenta presenta, fino al 7 aprile 2019, un nuovo progetto nell’ambito di COLLA, il circuito torinese di gallerie e spazi indipendenti. Per questa edizione, insieme a Spazio Ferramenta, presenteranno i propri artisti: Galleria Moitre, Burning Giraffe Art Gallery e Fusion Art Gallery – Inaudita.

Il titolo della mostra è formato da due versi estrapolati da un brano dei Nirvana, I think I’m dumb…But I have some glue, tradotto: “Penso di esser stupido…ma ho della colla”. ln un periodo storico dove viene elogiata l’ignoranza e la stoltezza a fini propagandistici, gli artisti possono essere una voce fuori dal coro, un aiuto alla ragione, e attraverso le loro creazioni stimolare il pensiero e la curiosità di molti.

Le opere di Alessandro Fara, Otto D’Ambra, Lavinia Raccanello, Niccolò Calmistro, nell’ambito di produzioni eterogenee, raccontano ricerche differenti e sono state scelte per dialogare con gli spazi dell’infernotto del ‘400, sede di Spazio Ferramenta.

Spazio Ferramenta espone il lavoro del giovane artista Niccolò Calmistro, classe 1993, scultore di spazio, tempo, luce e calore. Nelle sue opere arte e metodo scientifico sono la base di surreali e poetiche installazioni scultoree che giocano con gli elementi e rielaborano la cultura ciber punk. Il pubblico diventa parte di un esperimento a tratti divertente e irriverente che porta alla scoperta di eventi quantistici. L’opera indaga la trasformazione della luce attraverso le temperature compiendo un salto dimensionale tra il visibile e l’invisibile tra l’immateriale e il materiale.

Fusion Art Gallery propone l’opera di Alessandro Fara, un progetto in continua fase di realizzazione che tenta di indagare il rapporto tra naturale ed artificiale, tra spirituale e razionale, individuando l’elettricità come elemento fondamentale e punto di contatto tra questi concetti. Se agli albori dell’umanità i fenomeni elettrici dati da fulmini e temporali erano visti come qualcosa di affascinante, spaventoso, incontrollabile e in qualche modo divino, con il passare dei secoli e con l’evoluzione della tecnica l’uomo ha potuto sempre più dominare questo elemento naturale trasformandolo a seconda dei propri bisogni in luce, movimento, calore e in generale energia.

Burning Giraffe Art Gallery presenta il lavoro di Otto D’Ambra, artista che attraverso incisioni a laser su plexiglas tratta temi che spaziano dalla tecnologia alla religione, portando a riflettere sul rovescio della medaglia, su quello che c’è dietro la facciata della realtà, attraverso composizioni tecnicamente minuziose e dall’atmosfera surreale. Un percorso che inizia dallo studio della percezione sensoriale, dalla registrazione ed elaborazione delle informazioni come uno degli elementi chiave da comprendere per arrivare a capire meglio la forma delle cose.

Galleria Moitre propone il lavoro di Lavinia Raccanello, qui arte e attivismo sociale sono dichiaratamente espresse, l’artista presenta un’ opera creata durante i vari mesi passati presso il Faslane Peace Camp, punto di riferimento per chiunque si opponga alla guerra, al militarismo e alle armi di distruzione di massa, ed occupato in maniera continuativa dal 1982. Riproduzione di un HMS Astute, sottomarino d’attacco della Royal Navy alimentato da un reattore nucleare, l’opera si regge in equilibrio su un pezzo della rete di difesa della base militare, tagliato dai peace campers in occasione di una delle varie azioni di protesta.

I Think I’m Dumb… But I Have Some Glue
Fino al 7 aprile 2019
Opening: martedì 19 marzo, ore 18:30
Spazio Ferramenta, Via Bellezia, 8/g, Torino
Info e contatti: collacontemporary@outlook.com
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Otto D’Ambra – Ecce Animal. Dismorfofobie zoologiche

L’mmaginario di Otto D’Ambra è composto da razze fluide, transgender animali-umani, bipolarismi anatomici, fervida immaginazione e tecnica accurata.

Composta da circa venti opere, alcune delle quali realizzate appositamente per l’occasione, la mostra offre l’opportunità di entrare in contatto con l’estro tecnico e il talento creativo di uno degli artisti emergenti più versatili e apprezzati del vasto panorama londinese. Illustratore, stampatore e tattoo artist tra i più in voga a Londra, Otto D’Ambra apre, nel 2013, il White Elephant Studio, dopo numerose esperienze in diversi ambiti creativi e la laurea presso l’Accademia di Brera.

I lavori in mostra offrono un’efficace esemplificazione della varietà di tecniche che l’artista padroneggia con estremo talento (dall’acquaforte alla serigrafica, passando per la lineografia e i disegni a inchiostro su carta), immergendo lo spettatore in un’atmosfera surreale, in cui nulla è come appare a un primo sguardo. Dietro al dettagliato e minuzioso realismo grafico  che contraddistingue i lavori di Otto D’Ambra, si nasconde un’affascinante capacità di scovare e ricreare relazioni inaspettate tra gli esseri viventi, utilizzando la potenza simbolica degli animali per costruire delle metafore morali, tanto efficaci quanto sintetiche, capaci di mettere a nudo le contraddizioni della società umana evolutasi (o involutasi) nel suo stadio digitale.

La mostra, a cura di Giuseppe Savoca, è un invito a osservare la realtà attraverso lo sguardo attento e critico dell’artista, e il suo filtro creativo in grado di creare potenti icone, figure emblematiche che si specchiano in se stesse dando vita a una collezione di postmoderni stemmi araldici, surreali e simbolici al contempo, capaci di rapire immediatamente lo sguardo con la loro estrema raffinatezza tecnica e di trattenerlo offrendogli un nuovo punto di vista, arguto e ironico, su di una società in cui ogni animale è in relazione simbiotica ed evolutiva con gli altri e di cui l’artista stila i nuovi orizzonti ibridi.

Fino all’ 11 Giugno 2016

link: Burning Giraffe Art Gallery

dal martedì al sabato, 14:30 – 19:30
ingresso libero

Via Eusebio Bava 8/a, Torino