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EPOS. CHAO GE. La lirica della luce racconta attraverso circa 100 lavori

Dal 27 luglio il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini ospita la mostra EPOS. CHAO GE. La lirica della luce, esaustiva antologica dedicata all’artista cinese Chao Ge.

Promossa da Segni d’Arte e organizzata in collaborazione con Arthemisia e Uniarts sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, l’esposizione ha ottenuto il patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio e dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese.

In programma fino al 26 settembre EPOS. CHAO GE. La lirica della luce racconta attraverso circa 100 lavori, suddivisi in due sezioni (dipinti e disegni), realizzati dal 1987 a oggi, la straordinaria storia creativa dell’artista che evidenzia la maestria con la quale domina le tecniche pittoriche. Cultore appassionato del Rinascimento italiano, ritrattista meticoloso e notevole paesaggista, Chao Ge è l’espressione più piena della propria terra d’origine, quella “terra del cielo blu” così definita per la spettacolare luce che tutto vivifica.

Capace di andare a indagare l’invisibile oltre le apparenze, in particolar modo quando si sofferma sugli intensi ritratti umani dove accorpa alla fisicità delle persone quella delle cose, l’artista riversa continuamente sulla tela, con una nitidezza impressionante, le proprie emozioni e lo fa ogni volta che, novello Marco Polo, diventa osservatore e testimone attento dei complessi scenari asiatici.

È tuttavia evidente che, nel momento in cui ritrae paesaggi e temi che riportano alle origini, la sua arte assume quasi la forma del poema epico.

Dal 27 Luglio 2017 al 26 Settembre 2017

Roma

Luogo: Complesso del Vittoriano – Ala Brasini

Curatori: Claudio Strinati, Nicolina Bianchi

Enti promotori:

Segni d’Arte

Patrocinio di Roma Capitale

Regione Lazio

Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Sito ufficiale: http://www.ilvittoriano.com

Lloyd: paesaggi toscani del Novecento

Venerdì 14 Luglio a Villa Bardini (Costa S. Giorgio, 2) si è inaugurata Lloyd: paesaggi toscani del Novecento, la mostra curata da Lucia Mannini e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Il paesaggio è un tema sempre presente nell’opera pittorica di Lloyd, un artista apprezzato, sia per le sue rappresentazioni dell’Isola d’Elba, sia per le vedute fiorentine.

L’esposizione raccoglie 62 opere dell’artista, provenienti, da 27 diverse collezioni private di tutta Italia (specie da Firenze e Livorno, ma anche da Roma, Milano, Viareggio e Reggio Emilia) e da collezioni pubbliche come la Galleria di Arte Moderna (Roma), la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Roma), la Pinacoteca civica del Comune di Forlì a Palazzo del Merenda, la Pinacoteca Civica “Foresiana” (Portoferraio, Isola d’Elba), la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, le Gallerie degli Uffizi Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti e la Fondazione Livorno.

Dopo la formazione a Livorno, seguendo l’ideale artistico e morale di Giovanni Fattori, Lloyd, di origini gallesi, ma livornese di nascita, giunge a Firenze alle soglie del Novecento, diventando un vero e proprio fiorentino d’adozione. Nella mostra, il cui catalogo è edito da Polistampa, si ripercorre il cammino artistico del pittore dagli inizi del Novecento, cui corrisponde la stagione divisionista, divisionismo alla piena maturità, negli anni Venti, con una piccola sezione dedicata alle vedute fiorentine degli anni Trenta.

 

 

Fino al 07 Gennaio 2018

Firenze

Luogo: Villa Bardini

Curatori: Lucia Mannini

Enti promotori:

  • Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze

Sito ufficiale: http://www.bardinipeyron.it/

Betto Lotti. Paesaggi lombardi luoghi dello spirito

La prestigiosa sede Spazio Eventi di Regione Lombardia del Grattacielo Pirelli a Milano ospita dall’11 al 29 luglio la mostra personale di Betto Lotti Paesaggi lombardi luoghi dello spirito, a cura di Daniele Lotti e Lauretta Scicchitano, con presentazione di Philippe Daverio.

Nel ricco percorso espositivo viene descritta l’attività artistica di Betto Lotti (1894 – 1977) attraverso oltre 70 lavori, opere pittoriche, acquerelli, carboncini, incisioni, datati fra il 1911 e il 1973, che evidenziano come nella sua pittura abbia privilegiato il tema del paesaggio, degli spazi aperti e descritto con una visione poetica i luoghi a lui molto cari, i paesaggi lombardi.

La mostra si apre con un nucleo di opere realizzate fra il 1911 e 1914, prevalentemente a carboncino, oltre a Le anime (1913) unico dipinto a olio rimasto del suddetto periodo. Sono questi gli anni in cui l’artista nel corso dell’Accademia, stringe una forte amicizia con Ottone Rosai, con il quale al termine degli studi realizza diverse esposizioni. Lo spazio successivo è incentrato sull’attività incisoria, a cui Lotti si dedica per molto tempo, e che vede l’artista soffermarsi su temi e soggetti differenti, sia su scene di vita quotidiana legata al lavoro come Nel cantiere (1918) o LaGrande Fornace (1913), sia su situazioni disimpegnate come La Taverna (1913). Che si tratti di acqueforti o di litografie, il segno è netto, secco, molto preciso e nitido, i volumi sono robusti, le linee eleganti e l’uso del chiaroscuro estremamente armonico. Accanto a questi lavori sono inoltre esposti alcuni bozzetti disegnati in trincea e durante la reclusione nel campo di concentramento austriaco di Sigmundsheberg, nel corso della prima guerra mondiale. La sezione seguente è riservata agli anni ’20 e ’30, in questo lasso di tempo emerge la forte vena di illustratore e cartellonista, che vede Lotti coinvolto in collaborazioni in Italia e all’estero.

Con rimandi al simbolismo e all’espressionismo, molto originali e di impatto, anche grazie alle cromie vivaci oltre al tratto ben definito sono La dame poussé par le vent (1925), l’illustrazione per la casa musicale Saporetti e Cappelli (1925) e Lotti Clown (1925) il poster che gli ha conferito notorietà internazionale.  Il percorso prosegue con un avvenimento importante nella vita dell’artista, il trasferimento di cattedra in Lombardia, inizialmente a Stradella e poi a Como, con le prime testimonianze legate a soggetti della realtà regionale fra cui si ricordano gli acquerelli In risaia (1934), Lago di Como(1940) e Barche sul lago di Garda (1957); temi che ritornano anche nei disegni e nelle chine di quegli anni come in Cantieri a Milano (1952) e in La Portatrice (1961).  Queste opere preannunciano il cuore dell’esposizione, ovvero la sala dedicata alle tele dei paesaggi lombardi tutte realizzate ad olio.

Caratterizzati da una forte legame con la natura, con la realtà che lo circonda e in stretta connessione con il movimento del Novecento, che prediligeva purezza delle forme e armonia nella composizione, questi lavori sono anche carichi di spiritualità e pervasi da un’atmosfera malinconica, legata al ricordo di un passato vissuto in Liguria e in Toscana. Dell’area lombarda vengono descritti i luoghi nelle differenti sfaccettature, ma anche i colori, il mutare della luce nelle varie ore del giorno, le persone, i lavori e le abitudini e ne emerge un racconto completo ed esaustivo. Nelle sue vedute, in cui si scorge un costante equilibrio compositivo, emergono, immersi in un’atmosfera silenziosa e solenne, gli elementi essenziali del paesaggio, raffigurati con colori tenui e luci soffuse. Pennellate morbide e sfumate, toni delicati descrivono una scena di vita quotidiana, legata alla vita semplice e rurale nella tela Le Mondine (1952), dove quattro donne sono chine nella naturale gestualità del loro lavoro nelle risaie. L’essenzialità delle rappresentazioni, degli elementi architettonici e naturalistici come si può osservare in Rustici al sole (1957), Autunno (1962), Brianza (1963) e Periferia (1967) mettono in luce gli stretti legami di Lotti con i maestri Carrà, Soffici, Rosai, De Pisis. Tuttavia la sua opera si contraddistingue per un timbro personale, con una grande attenzione volta a scandire gli spazi, a studiare i volumi e alla stesura del colore. I suoi paesaggi, pregni di lirismo romantico, descritti in maniera nitida e reale traducono sulla tela bellezze e vibrazioni naturali celate e svelano inoltre il vissuto dell’artista, l’aspetto emotivo, mentale e la forte spiritualità.  Conclude la mostra una sezione legata ai lavori degli anni ’70, caratterizzati da una pittura più asciutta ed essenziale, influenzata dai canoni dell’astrattismo geometrico e dall’amicizia con il gruppo degli astrattisti comaschi e milanesi.

Accompagna l’esposizione un catalogo in italiano e inglese con testo critico di Philippe Daverio.

 

 

Dal 11 Luglio 2017 al 29 Luglio 2017

Milano

Luogo: Spazio Eventi di Regione Lombardia – Grattacielo Pirelli

Curatori: Daniele Lotti, Lauretta Scicchitano

Enti promotori:

  • Regione Lombardia

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 338 7276041

E-Mail info: info@lottiart.it

Wolfgang Balk. Terra Acqua Aria. Impressioni Toscane

Per Wolfgang Balk il paesaggio italiano, in particolare quello toscano, è una sorgente inesauribile di ispirazione: la luce, i colori, le montagne, i fiumi, i laghi ma specialmente il cielo, le nuvole e il vento. La terra ed il cielo sono un invito alla meditazione: il gioco delle nuvole, l’arrivo del temporale, la pioggia e la nebbia, il tramonto e l’alba. Balk cerca di catturare l’atmosfera e rendere evidenti le emozioni che vive. La tecnica che usa e predilige è la pittura a olio: in parte l’artista crea da sé i colori e in parte utilizza pigmenti locali toscani con olio di lino e papavero. A lui interessano maggiormente i procedimenti interiori rispetto alla realtà: i suoi paesaggi tendono all’astrazione e spingono l’osservatore a scavare e riportare alla memoria le proprie esperienze visive ed emotive. Le opere in mostra, tutte realizzate negli ultimi tre anni, mostrano evidenti i riferimenti ad artisti quali William Turner dell’ultimo periodo, Alfred Sisley, Giorgio Morandi, Mark Rothko e alla pittura Zen, e riflettono le atmosfere della Val d’orcia che offre spettacoli naturali sempre diversi ed emozionanti nelle varie stagioni dell’anno.

Wolfgang Balk è nato nel 1949 a Monaco di Baviera. Ha studiato letteratura, Filosofia e Storia dell’Arte. Ha lavorato per diverse case editrici che si occupano di arte e letteratura. Negli ultimi vent’anni è stato direttore della casa editrice dtv. Vive a Montalcino e Monaco di Baviera.

 

 

Fino al 18 Luglio 2017

Montalcino | Siena

Luogo: OCRA Officina Creativa dell’Abitare

Enti promotori:

  • Scuola Permanente dell’Abitare
  • OCRA Officina Creativa dell’Abitare
  • Comune di Montalcino
  • Azienda Agricola LA PIEVE

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Ruggero Innocente. Il cromatismo nel paesaggio

Si conclude la prima rassegna d’arte a cadenza mensile presso lo Spazio Espositivo della Farmacia Meltias di Conselve (Padova) con Il cromatismo nel paesaggio, mostra personale dell’artista padovano Ruggero Innocente a cura di Sonia Strukul, la cui apertura sarà fino al 24 giugno con orario 8.30-12.45 e 15.30-19.45. Ingresso libero.

Ruggero Innocente dipinge esclusivamente paesaggi, vedute di luoghi conosciuti che fanno parte del suo vissuto. Tradizione tutta Veneta che ha origine nel 1700 con i Vedutisti e che si sviluppa a Venezia grazie a maestri come Canaletto e Francesco Guardi. «Ruggero Innocente si fonde con la propria materia, con ciò che rappresenta, con il mondo che lo circonda – spiega la curatrice Sonia Strukul – Sia il contadino che coltiva il grano o il pittore che dipinge un quadro, in ogni tipo di lavoro creativo l’artefice e il suo soggetto diventano un’unica cosa, l’uomo si unisce con il mondo nel processo di creazione». I paesaggi di Ruggero Innocente sono delle estemporanee veloci, istintive, hanno tutto l’insegnamento degli impressionisti, realizzati con una tecnica molto originale fatta di pennellate leggere con colori dai toni improbabili, surreali, tramonti dai rossi accesi o virati sull’azzurro, lagune, barene con barche e uccelli di passo, boschi, vegetazione lussureggiante con cieli solcati da nubi rosse. Tutto questo in un’armonia compositiva e cromatica suggestiva e personalissima che contraddistingue i suoi dipinti rendendoli unici. Il paesaggio non è semplicemente un oggetto, uno dei tanti della realtà visuale che ci circonda, ma è un modo per organizzare le molte realtà complesse possono essere trattate come paesaggi.

Ruggero Innocente si diploma Maestro d’Arte all’Istituto Pietro Selvatico di Padova. Numerose sono le esperienze lavorative nell’ambito dell’artigianato artistico: è stato disegnatore tecnico negli anni ’70 alla Jolly Ceramica; negli anni ‘80 apre un’attività in proprio per la realizzazione di bambole in porcellana e viene chiamato ad avviarne una fabbrica in Romania. Realizza innumerevoli lavori in tutta la Provincia di Padova anche con commissioni per importanti Comuni e alberghi del bacino termale di Abano e Montegrotto. Ha lavorato in Austria e a Lione in Francia su espresso invito delle massime autorità. È stato docente di scuola media superiore, ha tenuto corsi per insegnanti di Educazione Tecnica e Artistica, chiamato più volte in qualità di insegnante per corsi all’avviamento professionale della Provincia di Padova. In tutto questo avvicendarsi di impegni lavorativi e relativi riconoscimenti nell’ambito della ceramica non tralascia la pittura che negli anni diventerà la sua prima attività.

Il ciclo di mostre a cura di Sonia Strukul, dopo la pausa estiva, riprenderà ad ottobre 2017. Un’opportunità per far conoscere e promuovere non solo artisti, ma anche artigiani, designer e orafi del territorio. L’artigianalità e l’inventiva italiana sono un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo che va riconosciuta e preservata.

Grazie alla lungimiranza di imprenditori come i due fondatori del gruppo Meltias, ildott. Lucio Merlo e del dott. Roberto Sannito, dal 2014 è stato creato uno spazio dedicato ad eventi culturali e formativi, mirati alla divulgazione delle varie sfaccettature del mondo artistico e culturale. Un nuovo concetto di Farmacia come luogo di benessere sia fisico che emotivo; un insieme di spazi, professionisti, servizi e prodotti d’eccellenza che propongono un approccio olistico al benessere dei propri clienti. Arte come conforto dell’anima, messaggio salvifico per la cura del corpo e della mente.

Fino al 24 Giugno 2017

CONSELVE | PADOVA

LUOGO: Spazio Espositivo Farmacia Meltias

CURATORI: Sonia Strukul

ENTI PROMOTORI:

  • Comune di Conselve

COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 049 5384165

E-MAIL INFO: conselve@farmaciemeltias.it

SITO UFFICIALE: http://www.farmaciemeltias.it

Alì Nassereddine. Naturae

Ali Nassereddine, artista libanese che vanta numerose mostre a livello internazionale,  ci regala attimi intensi con i suoi paesaggi delicati – con possibili riferimenti ai moti dell’anima – e sublimi in cui la sua vena lirica ha modo di manifestarsi con accenti delicati e sorprendenti.

Compostezza nelle forme e lirismo poetico accompagnano le opere di questo artista che sembra volerci svelare un codice del tutto personale, contemplativo, fatto di ricordi che vanno al di là dell’intento naturalistico.

Acrilici materici su tela si stagliano sulle pareti e ci raccontano storie di umanità contemporanee che si legano al vissuto e alle percezioni dell’artista ma che si insinuano dolcemente nella mente del fruitore; facendolo sognare e attingendo  alla propria memoria.

Naturae è una mostra molto intimista e dipinta con maestria e delicatezza dall’artista Nassereddine  nonostante riveli al contempo, grazie all’effetto materico della pasta pittorica e dei segni grafici apposti volutamente dalla mano del pittore, una tangibile introspezione che vira all’osservazione dell’anima e del sentire umano.

Cromatismi mai troppo accesi e sempre lavorati col  pennello in modo sapiente sono alla base della tecnica artistica e dell’espressività creativa nella mostra meneghina: Milano di fatto è un  luogo dove peraltro l’artista vanta numerose esposizioni di successo anche a livello istituzionale.

Il lavoro artistico dell’artista Nassereddine esprime la propria poetica tramite la sua arte  pittorica con l’ausilio di delicate trame di colori spesso tenui e volutamente pieni di leggiadria cromatica che si affacciano sulle tele con grande garbo; mostrando al fruitore la profonda sensibilità di cui quest’artista è capace, evitando spontaneamente frizioni concettuali e lasciandosi librare dalle sensazioni che avverte a pelle, con “morbidezza”  pittorica, con grande carattere e notevole compostezza.

Dal 10 Maggio 2017 al 23 Maggio 2017

Milano

Opening: 10 maggio 2017 dalle 18,30 alle 21

Luogo: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13

Curatori: Massimiliano Bisazza

Telefono per informazioni: +39 347 2265227

E-Mail info: info@statuto13.it

Sito ufficiale: http://www.statuto13.it

Angelo Brancato. Quale Arte?

Dal 10 al 24 febbraio lo spazio curatoriale Simultanea Spazi d’Arte, ideato e diretto da Roberta Fiorini e Daniela Pronestì, presenta la mostra dell’artista Angelo Brancato (1974) a cura di Gaetano Terrana.

Di origini siciliane, da anni ormai Brancato vive ed opera a Firenze. Talento precoce, inizia a disegnare fin da bambino, riuscendo a mantere intatta negli anni la stessa immediatezza espressiva dell’infanzia. Una spontaneità a tratti selvaggia e certamente priva di un rigore logico; una pulsione interiore che invade lo spazio con un gesto deciso, instintivo, per niente interessato alle tendenze dell’arte attuale. Brancato è alla continua ricerca di un’espressione assoluta: i suoi paesaggi tracciano un movimento continuo, un vortice di colori che, con la loro intensità quasi allucinata, risucchiano lo sguardo dell’osservatore e spingono l’idea stessa di paesaggio ai limiti dell’astrazione. I ritratti raccontano invece di una società prigioniera del pensiero individuale, dispersa, disorientata, sempre alla ricerca del proprio equilibrio.

«Nonostante il mondo sia convinto di correre velocemente ed essere all’avanguardia – afferma l’artista – non sa che in questo preciso istante si trova agli antipodi del tempo».  Parole da cui si evince una visione lucida e implacabile dell’uomo contemporaneo, del suo delirio di onnipotenza destinato a tradursi – sembra dirci Brancato – in amara disillusione (Gaetano Terrana).

Fino al 24 Febbraio 2017

Firenze

Luogo: Simultanea Spazi d’Arte

Curatori: Gaetano Terrana

E-Mail info: simultaneaspazidarte@gmail.com

Sito ufficiale: http://simultaneaspazidarte.blogspot.it

Giungla urbana al neon. Joseph Klibansky

Joseph Klibansky è un prolifico artista olandese dotato di un grande seguito a livello globale, la cui pratica artistica intreccia i confini tra fotografia digitale, pittura e scultura. Il suo lavoro può essere considerato di tradizione post-concettuale, arricchito da una potente estetica visiva e da un approccio ironico.

Diverse tipologie di opere possono essere identificate all’interno della sua pratica artistica che, di solito, segue due sentieri differenti, come: paesaggi urbani digitali concepiti attraverso un immaginario onirico, e le sculture, che rappresentano dei soggetti presi in prestito dal mondo contemporaneo e cosmopolita. Klibansky utilizza il suo lavoro per far riflettere le persone sulla società e le loro vite.

Alcuni temi ricorrenti sono: la vita quotidiana nelle metropoli contemporanee, la stratificazione ricorsiva tra dimensione reale e digitale, il conflitto tra passato e futuro. Vicino per vocazione alla New Media Art, si serve di tecniche innovative che combinano fotografie manipolate digitalmente e interventi pittorici. A dispetto della sua giovane età si è già guadagnato una spiccata riconoscibilità nel sistema dell’arte, con esposizioni nelle maggiori fiere internazionali, passaggi in asta dai risultati sorprendenti, committenze da parte di importanti collezioni aziendali.

La mostra sarà caratterizzata dalla presenza sia di dipinti digitali sia di sculture, che verranno disposti in modo da creare una narrazione attraverso i muri della galleria.

La Bonnet Van Der Sluis è una galleria d’arte contemporanea fondata da Immechien Bonnet e Susanna Van Der Sluis, che espone una varietà di opere d’arte originali nel campo della scultura, pittura e tecniche miste. La galleria è una combinazione dinamica di artisti giovani ed emergenti in congiunzione a nomi noti e affermati nel mondo dell’arte internazionale.

link: ​BONNET / VANDER SLUIS GALLERY

Fino al 3 Luglio 2016
dal Martedì al Sabato 11.00-19.00

San Marco 2950, Campo Santo Stefano, Venezia