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Art with a view | A Miami Beach la nuova personale di Paola Pivi

Enigmatiche ed eclettiche, sono le opere con cui Paola Pivi ha inaugurato la sua nuova mostra personale Art with a view, nella straordinaria cornice di art deco del The Bass, museo di arte contemporanea di Miami Beach. Con la vista rivolta verso l’oceano, Pivi ha presentato un corpus di opere, alcune delle quali proposte al pubblico per la prima volta, in cui il filo conduttore si snoda sotto stratificazioni visive kitsch e giocose. Ciò che accomuna sotto molteplici aspetti le opere di Pivi, è la libertà. Le sue sculture, virano verso un’emancipazione estetica e formale che, come readymade duchampiani, stravolgono il loro principale senso e significato a favore di un cambio di rotta innovativo e ironico.

Le stanze del Bass fanno da cornice a nuove forme visive colorate che si muovono tra simboli antropomorfi, sculture improbabili e video in cui il gioco del non-sense crea situazioni paradossali. Paola Pivi, si distingue ancora una volta per una visione della scena fredda e distaccata, in cui non c’è un’attenzione emozionale ma puramente formale in cui l’artista presenta delle situazioni che sconfinano nella performance. La fotografia, così come la scultura, è per Pivi un’icona meditativa attraverso cui mettere in atto non solo scene paradossali e realmente accadute ma diventa il mezzo attraverso cui la realtà può essere rievocata e fissata a livello visivo nel tempo.

Se, dunque, gli spaventosi orsi ricoperti di piume di tacchino dai colori fluo lasciano il posto a figure antropomorfe, divertenti a causa delle situazioni paradossali in cui l’artista li inserisce, allo stesso modo le fotografie o i video ridefiniscono e manipolano la realtà. Installazioni o video che siano, la dimensione scultorea è una costante nell’elaborazione estetica delle opere di Paola Pivi. Questa tendenza è essenziale nel lavoro dell’artista poiché dirige lo sguardo e porta l’attenzione su una relazione fisica che si crea tra lo sguardo, il corpo e il tempo.

La mostra a cura di Justine Ludwig (ex capo curatore del Dallas Contemporary),fruibile per tutto il periodo di Art Basel e fino al 10 marzo 2019, è un ottimo esercizio visivo di connessioni stratificate. Le opere ci inducono a una ricerca tattile e ludica coinvolgente in cui l’attenzione per il paradosso e l’assurdo si uniscono per determinare situazioni altrettanto irriverenti. Ancora una volta il pubblico diventa un partecipante indispensabile che ridefinisce, ogni volta che si accosta a un’opera, l’idea stessa di arte fatta per interagire e manipolare la realtà in una commistione di ironia e sfida come lati di una stessa medaglia, in cui nessuno dei due ha mai il sopravvento sull’altro.

 

 

Paola Pivi: Art with a view

fino al 10 marzo 2019

The Bass

2100 Collins Ave, Miami Beach

Orari: dal mercoledì alla domenica, h 10:00 – 17:00

Ingresso: $10, ragazzi e studenti $5, bambini under 12 gratis

 

Le installazioni “impossibili” di Paola Pivi, tra utopia e assurdo

Nella visione utopica dell’arte, l’assurdo si unisce spesso a un sentimento ancestrale di visioni che inducono il dubbio della percezione del reale. Paola Pivi, classe ‘71, ha definito questa concezione di valore artistico attraverso una produzione fatta da mezzi differenti, stimolata da un’urgente riflessione sul rapporto tra l’uomo e la natura circostante.

Animali in mezzo al mare, orsi dai colori sgargianti, gigantesche scale multi cromatiche, scatti fotografici privi di un ritocco digitale, accompagnano l’itinerante produzione artistica e visiva dell’artista che con il suo spirito nomade ha ridefinito il concetto di “impossibile”.

Quelle realizzate da Pivi sono installazioni che mirano a un’improbabilità di successo, una sfida che attraversa trasversalmente tutta la sua produzione e che è il motore portante di un intento che mira a ridefinire l’oggetto, astraendolo, mutandolo e dandogli nuovi significati. Le opere, che virano verso una linea duchampiana, sembrano assumere i connotati d’immagini mentali e visioni fantastiche, precedute da una componente puramente ludica. L’uso della performance permette all’artista di interagire, manipolare e giocare attivamente con la realtà. Spesso la performance sconfina nel video, annullando qualsiasi tipo di suddivisione pratica e spiazzando il fruitore che si ritrova così senza alcuna certezza e si domanda dove sia il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è.

Paola Pivi riflette su tematiche politiche e ambientali attraverso l’ironia, il non-sense e l’assurdo. Le sue costruzioni si caratterizzano anche per dimensioni molto grandi che permettono ai suoi personaggi di interagire con lo spazio circostante e, contemporaneamente, ridefinirne lo status statico e primordiale a favore di una visione nuova e ribelle. L’artista rivisita e giustappone elementi allo stesso tempo familiari e archetipi in un mondo iconografico utopico. Questi elementi si rivelano attraverso una luce onirica e surreale che permette al fruitore non solo di esserne spiazzato, ma anche di ritrovarsi di fronte ad aspetti del reale, parte della vita quotidiana, analizzati da un punto di vista lontano e vagabondo.

Paola Pivi crea immagini mentali che sotto forma di narrazione disorientano e, allo stesso tempo, invadono lo spazio e la relazione con il fruitore, attraverso un’aurea poetica e suggestiva. Grazie al suo lavoro, Pivi riporta l’attenzione su una dimensione ludica dell’arte che anche usufruendo di elementi visibilmente fantastici, ha la capacità di raccontare la potenza di un’interazione contingente che si fonda sull’idea che non esistono limiti formali, ma anzi l’impossibile, a volte, può diventare possibile.