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La nave dei folli di Patrizia Comand

Arriva a Roma, precisamente a Palazzo Cipolla, La nave dei folli di Patrizia Comand. La mostra, visitabile fino al 12 novembre, espone la grande opera pittorica realizzata dall’artista milanese tra il 2013 e il 2014 e lunga quasi nove metri, insieme a venti disegni preparatori che ne mostrano la genesi.

Il progetto è ispirato all’omonimo poema satirico composto dall’umanista alsaziano Sebastian Brant, pubblicato a Basilea nel 1494. L’artista, colpita dalla incredibile attualità del testo, ha deciso di renderla evidente attraverso un’ironica rilettura pittorica.

L’opera, attraverso figure allegoriche e personaggi caricaturali mostruosi e in sovrappeso, rappresenta in maniera fantastica le pulsioni e i vizi dell’uomo, raccontando come questi dal XV secolo ad oggi non siano mai cambiati. In questo coloratissimo e onirico baraccone, infatti, sono presenti anche riferimenti a situazioni e personaggi reali: i “vecchi matti” descritti da Brant, ad esempio, sono rappresentati da Berlusconi, Marco Travaglio, invece, è la personificazione della vanità e dell’autocompiacimento, mentre gli “istigatori di discordia” sono interpretati come canali televisivi.

Affiancano in mostra l’imponente dipinto 20 disegni preparatori, riferiti ad altrettanti capitoli scelti dall’artista tra i 112 che compongono l’opera letteraria. Ogni disegno è presentato insieme ad un passo del capitolo da cui è tratto e all’incisione attribuita al giovane Albrecht Dürer che ne illustrava l’edizione originale. In questo modo viene mostrato sia il grande lavoro alla base del dipinto, sia il suo stretto legame con l’opera che l’ha ispirato.

La visione della mostra provoca un’immediata sollecitazione della fantasia, dovuta non solo al carattere grottesco dei personaggi e ai loro colori sgargianti, ma anche alle proiezioni in movimento e alla musica di sottofondo che riempiono la sala e contribuiscono a dare al visitatore la sensazione di stare partecipando a un grande gioco collettivo. La fruizione della mostra, nonostante le sue dimensioni modeste (occupa infatti solo due sale del museo), richiede del resto lunghe tempistiche, necessarie per poter cogliere i tantissimi dettagli e riferimenti simbolici, che si scoprono prima nei disegni preparatori e poi nel quadro, per unirsi solo alla fine in un’unica e sensata narrazione d’insieme.

 

 

Fino al 12 novembre 2017

Palazzo Cipolla

Via del Corso, 320 – Roma

 

http://www.patriziacomand.com/news.html