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Paul Klee. Alle origini dell’arte

Dal 31 ottobre 2018 sarà visibile a Milano presso ilMUDEC – Museo delle Culture  la mostra intitolata Paul Klee. Alle origini dell’arte. Si intende offrire al pubblico la visione di un’ampia selezione di opere di Klee sul tema del primitivismo, un’argomentazione che in Klee include sia epoche preclassiche dell’arte occidentale (come l’Egitto faraonico), sia epoche sino ad allora considerate “barbariche” o di decadenza, quale l’arte tardo-antica, quella paleocristiana e copta, l’Alto Medioevo, sia infine l’arte africana, oceanica e amerindiana.

Il primitivismo assume nell’arte di Klee connotazioni differenti rispetto a quelle comunemente utilizzate a proposito delle avanguardie storiche. L’interesse verso il “selvaggio” e il “primitivo” nasce in coincidenza con il primo viaggio dell’artista in Italia e la scoperta dell’arte paleocristiana a Roma nei primissimi anni del Novecento.

Klee conosce la storia dell’arte occidentale in tutta la sua ampiezza e varietà, istituisce rapporti nuovi e inattesi con questa o quella componente della tradizione e si nutre di memorie figurative, in modo non nostalgico. Per necessità insieme storica e di temperamento, l’omaggio all’arte occidentale si intreccia in lui intimamente alla parodia. Klee non solo mostra interesse verso la caricatura,  la sua attenzione si volge anche verso altre direzioni, come ad esempio per il rinnovamento dell’arte sacra, sviluppatosi in particolare a partire dagli anni in cui Klee collabora alle iniziative del Blaue Reiter con Kandinskij e soprattutto con Franz Marc.

Egli  ritiene opportuno il superamento delle iconografie tradizionali. A partire dal 1912-1913 Klee dissemina le proprie immagini di ideogrammi, rune o elementi “alfabetici” di invenzione. Si sforza di rinviare l’osservatore al processo che sta dietro l’immagine, vuole sollecitarne domande attorno al senso di ciò che vede e indurlo a leggere e decifrare con attenzione. Guarda all’arte bizantina, all’arte celtica, ovviamente all’illustrazione primo-rinascimentale tedesca per trovare precedenti di un’arte intimamente congiunta alla parola e alla “rivelazione”. E’ negli anni Venti e Trenta che il suo interesse per l’epigrafia si nutre di riferimenti agli antichi alfabeti cuneiformi medio-orientali e alla geroglifica egizia.

Le sezioni in cui verrà suddivisa la mostra racconteranno questo processo di formazione artistica. Una sezione sarà dedicata al teatrino di marionette che Klee aveva costruito per il figlio Felix, testimonianza del suo interesse per l’espressività infantile. Insieme a esemplari di marionette verrà presentata una selezione delle opere etnografiche del MUDEC. Infine sarà visibile la sezione dedicata a “policromie e astrazione” che designa un diverso insieme di opere, caratterizzate dal disegno geometrico per lo più associato a motivi architettonici, dalla trasparenza di differenti velature di colore.

 

 

Dal 31 Ottobre 2018 al 03 Marzo 2019

Milano

Luogo: MUDEC – Museo delle Culture

Curatori: Michele Dantini, Raffaella Resch