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Geometrie dell’astrattismo. Piet Mondrian, il maestro della linea

Griglie di colori e geometrie delle forme, sono gli elementi principali che attirano l’attenzione quando ci si ritrova davanti alle opere di Piet Mondrian (1872-1944), artista che ha determinato con le sue teorie ed esemplificazioni lineari un cambio di rotta nella comprensione e nella definizione stessa dell’arte del Novecento. Banalizzate ed eccessivamente commercializzate nel design, nella pubblicità, nella moda o persino nell’arte stessa, le famose “griglie” di Mondrian nascondono molto più di una semplice scacchiera colorata, sono infatti il frutto di un’intensa presa di coscienza da parte dell’artista a favore di una nuova idea di arte. Nel 1917, Mondrian inizia a pubblicare le sue teorie sulla rivista “De Stijl”, fondata con Theo van Doesburg, tramite la quale si annuncia la nascita di un nuovo movimento artistico denominato Neoplasticismo.

Le griglie di Mondrian però, rappresentano soltanto l’apice di una ricerca trentennale profondamente radicata nella pittura figurativa di paesaggio, tipicamente olandese. Ben presto, fortemente influenzato dagli avvenimenti storico-sociali intorno a sé, Mondrian inizia a semplificare le forme e a ridurre la gamma cromatica dei colori a favore di tonalità forti e primarie. Le forme iniziano ad acquisire valore simbolico, divenendo sempre più frammentate e semplici. Alla fine della Grande Guerra, l’artista olandese abbandona definitivamente l’idea della tridimensionalità della tela a favore di uno studio strettamente legato alla bidimensionalità della superficie e inscindibilmente congiunto a un’idea di un’arte nuova, non individualista e basata sulla purezza.

L’idea di “arte astratta” teorizzata da Mondrian, nasce e si sviluppa dalla consapevolezza che le cose del mondo non possono essere rappresentate così come sono poiché sono continue variabili dotate di proprietà mutevoli. È, dunque, la denaturalizzazione della materia, il processo che per Mondrian è l’unico in grado di dare vita ad una forma libera da ogni possibile oppressione e ingiustizia. Un’arte dettata da rapporti equivalenti è ciò a cui auspica l’artista, ovvero un equilibrio di forme in cui ogni aspetto definisce nuove forme di vita libere e multiformi. A questa si accomuna la ricerca della purezza attraverso l’uso della linea e del colore primario, una purezza che esiste nell’essenza di ogni cosa, emancipata da una realtà oggettiva superflua. Mondrian ridefinisce la scala cromatica e crea un ordine geometrico emergente in poche linee, dimostrando l’esistenza indipendente di una nuova concezione artistica e spirituale.

 

[Articolo collegato alla mostra “Volcano ed altri cicli” che si è svolta a Isili (Sud Sardegna) a partire dal 28 dicembre 2017 e che ha visto l’esposizione di alcuni cicli evolutivi del percorso artistico di Antonio Mallus, formatosi nel clima neoavanguardistico degli anni Settanta ed avendo come maestri spirituali Kandinsky, Mondrian ed il primo Futurismo. Evento realizzato dall’associazione Youth Caravella con il contributo dell’Assessorato al Turismo della Regione Autonoma della Sardegna e dalla partnership con il Comune di Isili, del Comune di Serri, del Santuario Nuragico Santa Vittoria di Serri, dall’Associazione Culturale Artecrazia e del giornale Artecracy.eu].

Non solo Astrattismo. Piet Mondrian e l’arte figurativa

Uno degli artisti più conosciuti nel campo dell’arte contemporanea del Novecento è sicuramente l’olandese Piet Mondrian (1872 – 1944), un illustre personaggio il cui nome viene immediatamente associato all’arte astratta, non figurativa, in cui a far da padrone sono le celebri griglie di colore con le linee ben marcate, con i colori primari, blu, rosso e giallo, che si dispongono in modo asimmetrico sulla tela creando composizioni armoniche insieme alle superfici bianche e alle linee nere.

Non tutti sanno che Piet Mondrian ha cominciato la carriera artistica partendo dal figurativismo, infatti agli anni 1908 – 1909 risale un disegno a carboncino il cui soggetto raffigura un crisantemo, una rappresentazione attraverso la quale Mondrian dimostra un’acuta capacità nel riprodurre con precisione e buona tecnica il soggetto naturale, tanto da far pensare al pubblico che si tratti di un lavoro risalente al Rinascimento e non a un artista meglio noto per le composizioni ove non esistono aspetti riconducibili alla realtà.

Il dato figurativo può essere riscontrato ancora nella rappresentazione di altri due soggetti: i mulini e gli alberi. Quando si parla dei mulini vengono poste subito a confronto due opere, ovvero Mulino di sera, un olio su tela realizzato nel 1907, e Mulino al sole, del 1908. Qual è la differenza fra le due opere aventi lo stesso soggetto figurativo? Nonostante la presentazione di una tradizionale struttura olandese in entrambe le opere, la prima presenta al pubblico un’esecuzione che ancora è legata all’idea di arte che deve basarsi sull’imitazione della natura, la seconda opera invece pone in evidenza il fatto che l’artista sia entrato in contatto con altre correnti artistiche, precisamente col Divisionismo e con l’arte dei fauves, una caratteristica piuttosto evidente se si osserva l’uso violento del colore e il segno delle pennellate.

La serie degli alberi è quella attraverso la quale Mondrian passa dal figurativismo alla dissoluzione della forma. Nell’opera L’albero rosso (1908) è possibile riscontrare come l’olandese sia ancora legato all’arte figurativa nonostante inizi a venir meno il dato reale, elemento visibile dalla scelta non naturale del colore, il quale pare ispirarsi all’operato di Van Gogh. Il figurativismo non viene del tutto abbandonato nelle altre composizioni, infatti L’albero blu (1909 – 1910), L’albero orizzontale (1911), L’albero grigio (1912) e Melo in fiore (1912) sono la dimostrazione di come Mondrian non abbia mai perso di vista il dato reale, nonostante l’influenza dell’art nouveau e del Cubismo, la scomposizione della struttura dell’immagine non ha alterato la riconoscibilità della forma, dunque l’osservatore è sempre in grado di riconoscere il soggetto.

Blossoming apple tree
*oil on canvas
*78,5 x 107,5 cm
*1912

Oostzijde windmill at night
*oil on canvas
*67,5 x 117,5 cm
*signed b.l.: Piet Mondriaan
*1907-1908

Piet Mondrian e la suggestione delle dottrine filosofiche

Piet Mondrian appare legato a stilemi simbolici, che possono essere considerati una sorta di manifesto della sua pittura.

Il primo contatto dell’artista con le dottrine teosofiche è dato dalla conoscenza delle culture neoplatoniche, attraverso quel simbolismo mistico che lo porta ad avvicinarsi sempre di più al cristianesimo.

Il suo pensiero risente dell’influenza calvinistica severa, nello specifico di suo padre, alla cui autorità forse Mondrian cerca di sottrarsi proprio attraverso lo studio della filosofia.

L’interesse dell’artista è concentrato sulla conoscenza spirituale dell’uomo attraverso la cognizione della filosofia, legata a un’astrazione più matematica che dottrinale.

Importanti sono i rapporti di Mondrian con la cultura e la filosofia del romanticismo, soprattutto tedesco, i cui principi sono a loro volta segnati dagli stessi elementi romantici.

La sua pittura è caratterizzata dall’armonia e chiarezza degli elementi, sprigionando una facoltà spirituale, non irrazionale ma nemmeno assimilabile a una conoscenza scientifica e intellettuale, chiave della sua pittura.

Mondrian è attaccato alla cultura romantica, alla quale si oppone solo osteggiando soprattutto quel sentimento che era suscitato da una spiritualità di una visione intima.

E in particolare appare legato alla tradizione del formalismo idealistico, dove l’attenzione per i fenomeni naturali porta all’eliminazione del tragico dell’arte: una pittura influenzata dal mutamento dell’umore dell’artista.

Il suo mondo pittorico è concepito come tutto unitario, basato su leggi e principi matematici, che tendono alla ricomposizione dell’armonia.

Lo spirito e la matematica, non sono altro che un’essenza dell’universo, attraverso progressivi stadi di conoscenza, di una pura realtà che rivelano un aspetto parziale dell’umanità nella sua evoluzione; la religione costituisce una parte fondamentale, giocando un ruolo importante in questo processo evolutivo dell’essere umano.

L’elemento fondamentale della pittura di Mondrian è questo gioco di colori simbolici che avvolge lo spettatore con la sua aurea, la ricerca delle figure geometriche, con pennellate di colori luminosi esprime una concezione terrena tormentata dalla malinconia e dalla gioia.

Il punto centrale è la contemplazione della figura femminile, stadio della conquista della verità suprema.

Tutti i suoi dipinti sono iscritti in uno schema regolare da alludere al ciclo vitale della natura e della bellezza.