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A Roma la pittura prende corpo con l’opera di Aljoscha

Forme iper-leggere, sospese e apparentemente instabili sono le protagoniste dell’opera dell’artista di origine ucraina Aljoscha, per la prima volta in mostra a Roma con una installazione site-specific allestita presso la Sala Santa Rita, visitabile fino al 13 marzo.

La sala, ex chiesa barocca posizionata in pieno centro monumentale, è per l’occasione totalmente invasa e rivoluzionata nel segno dall’arte contemporanea. Sotto la cura di Sala 1 in collaborazione con Natalia Gershevskaya, la monumentale e immersiva installazione ideata da Aljoscha converte lo spazio espositivo in un ambiente estremamente suggestivo, capace di catturare in maniera immediata la curiosità del pubblico, in un affascinante gioco di pieni e vuoti e di luci e ombre.

L’aspetto più interessante dell’opera in mostra è l’inconsueto metodo di realizzazione. Essa è infatti generata dall’artista solidificando e modellando della vernice acrilica, in un’operazione che ricorda una evoluzione tridimensionale dell’action painting. In questa sorta di esperimento sullo studio della materia, la pittura abbandona il suo stato liquido per assumere una connotazione più corporea, si emancipa dalla tela e prende forma nello spazio.

Quello che ne viene fuori è una forma d’arte difficile da classificare. È allo stesso tempo pittura, scultura e installazione, e non va sottovalutato poi anche il suo carattere performativo, rintracciabile non solo nella modalità di realizzazione, ma soprattutto nell’interazione che mette in atto con spazio e pubblico, aspetto imprescindibile di tutta l’operazione.

L’opera, infatti, pendendo dal soffitto e occupando tutto lo spazio occupabile, interagisce sia con l’ambiente che la ospita, sia con il pubblico, in una seducente esperienza di coinvolgimento totale. Con le sue protuberanze che arrivano quasi a toccare terra, costringe lo spettatore a girarvi attorno o a passarvi attraverso, e soprattutto si offre alla visione da infiniti punti di vista, ognuno dei quali ugualmente sorprendente e suggestivo, superando l’idea di contemplazione statica in favore di un approccio attivo e dinamico.

Fondamentale per questo carattere immersivo dell’esposizione e per la riuscita del suo effetto altamente scenografico è poi anche l’illuminazione, sapientemente studiata per accendere i colori e proiettare ombre estremamente decorative sulle pareti, a creare un interessante dialogo con gli stucchi e i marmi dell’arredo seicentesco.

 

 

Aljoscha. A notion of cosmic teleology

Fino al 13 marzo 2017

Sala Santa Rita

Via Montanara (ad. Piazza Campitelli) – Roma

Ingresso libero

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19.

 

http://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW1400946