Articoli

Marina Desogus. Arte nella vita

Marina Desogus, artista oristanese, è animata dal profondo coinvolgimento interiore e un profondo impatto espressivo verso un’arte sempre più ecclettica. L’artista è animata da un profondo coinvolgimento interiore come risposta per un impatto rivolto alla ricerca di nuove forme d’espressione.

Marina Desogus ha sempre attribuito al gesto pittorico un determinato valore interiore, trasferendo in esso la propria ricerca interiora. Come d’altronde dimostrano tutte le sue opere, tra spazzi geometrici ben definiti, immersi nelle calde tonalità, che si amalgamano virtuosamente per fare spazio alla linea incisiva del contorno, che segna la dimensione esistenziale del confine. Si tratta di opere plastiche che sembrano danzare in questa ricerca cromatica, da colori caldi che illuminano fino a terre cromatiche sempre più cupe, che avvolgano come un manto nero le opere, per fare spazio alla ricerca intima tra il reale e l’immaginario della vita.

L’amore per la pittura, come per la scultura ha influenzato la vena artistica della pittrice oristanese, spingendola sempre in modo spontaneo e naturale a rappresentare uno stile tutto suo, dove emerge la consistenza della materia e quindi un senso plastico visibile nelle forme.

Le sue opere sembrano quasi plasmate in argilla, mettendo in risalto la ricerca dei volumi plastici, da conferire un’armonia all’occhio dello spettatore. Tutto questo ha portato a introdurre, l’artista a una pittura sempre più gestuale, nella ricerca di forme e materia, dove l’elemento grafico si attenua nelle armoniose pennellate. Un’opera sinuosa e allo stesso tempo elegante, visibile nella coesistenza della materia.

L’importanza che attribuisce Marina Desogus alla materia e al suo aspetto concreto e tangibile, come spesso è riconoscibile la forte inclinazione a modellare i dipinti, come sa fare una ceramista. In questi anni ha sperimentato la sua vena artistica, alla ricerca della consapevolezza del suo “io” interiore.

Figure silenziose, connotate dalla suddivisione di campi cromatici ben definite e pieni di colori, talvolta accostati dolcemente in un gruppo di figure, come colti in un momento d’intimità o affettività. La linea del contorno è sempre ben marcata che accompagna, come una carezza, i profili, le sagome, attribuendo maggiore pathos al dipinto.

 

Come in una favola. I ritratti caleidoscopici di Silvia Mei

Un naso forse troppo grande, occhi troppo piccoli e capelli spettinati, ma come vediamo i volti ritratti da Silvia Mei? A primo impatto son visi palesemente bizzarri. Un’alternanza fantasmagorica di luci, colori e figure. Volti spigolosi, a momenti animaleschi dove l’espressione è data da un forte impatto gestuale, quasi violento del pastello, ma a tratti accompagnato da una morbida pennellata di colori accesi.

«In questi lavori ho dipinto di getto, partivo pensando a un autoritratto ma poi veniva fuori che avevo dipinto mia sorella». Semplice: ampio spazio alla fantasia, ad abiti colorati e a strani elementi come orecchini, corolle, insetti e macchie di colore, col fine di arricchire quanto più possibile un ritratto ancora embrionale.

Di matrice dunque neoespressionista, Silvia Mei sposa un’arte che altro non è che il risultato di una miscela super originale, Picasso, Dubuffet, Baselitz, e perché no anche Rousseau e Chagall.

La spigolosità dei cubisti, l’informale degli Otages, nei personaggi della Mei si legge quasi un horror vacui che ricorda anche le giungle di Rousseau, specialmente nelle grandi foglie verdi che attorniano i suoi ritratti.

Ma perché anche Chagall? Cosa può avere di più a cuore una sarda che vive a Milano? Le maschere della Sardegna hanno sempre avuto un certo fascino, e specialmente per un cuore sardo doc stanno al primo posto. Così, come Chagall raccontava la sua infanzia tramite la fiaba, anche nelle opere della Mei affiora la profonda nostalgia della Sardegna, creando una perfetta sintesi tra il lessico cubista, percepito nelle forme squadrate dei volti, e il linguaggio semplice e popolare del romanticismo dell’artista.

«Cerco di esprimere l’umore e il volto è il mezzo con cui lo faccio. Prima non me ne accorgevo, ma ultimamente sono sempre più consapevole del fatto che le mie figure sono sicuramente, inconsciamente, nate dall’immaginario delle maschere sarde. I riferimenti sono tanti, e da quando mi sono trasferita a Milano, sento il legame con la Sardegna sempre più forte».

Dopo essersi diplomata al liceo artistico di Cagliari, Silvia prosegue gli studi a Sassari e a Brera. Inizia ad esporre dal 2008, sia in Sardegna che in Italia, acquistando pian piano un grandissimo successo. Nel 2015 approda nella grande mela con una prima mostra personale alla Molly Krom Gallery, facendo innamorare la gallerista Amalia Merson.

 

Si è conclusa la manifestazione “Artecracy.eu: l’arte contemporanea in Sardegna”

Si è svolta con successo, da giovedì 28  a sabato 30 dicembre, la manifestazione “Artecracy.eu: l’arte contemporanea in Sardegna”, organizzata ad Isili Serri dall’associazione Youth Caravella. Un progetto di turismo culturale che ha coniugato il fascino dell’archeologia sarda alla vitalità dell’arte contemporanea, tra pittura e fotografia, con conferenze, mostre e visite guidate nel cuore del Sarcidano, proponendo arte, archeologia e natura.

Ad Isili, dopo la conferenza di presentazione, alla quale hanno partecipato i Sindaci dei comuni coinvolti, si è inaugurata la mostra d’arte contemporanea “Volcano ed altri cicli” di Antonio Mallus, che ha ripercorso il percorso artistico del pittore, formatosi nel clima neoavanguardistico degli anni Settanta ed avendo come maestri spirituali Kandinsky, Mondrian ed il primo Futurismo. La mostra, considerata la buona affluenza di pubblico, è stata poi prorogata di due settimane. Nei giorni seguenti, le visite guidate alla Chiesa di San Sebastiano sul lago omonimo ed al nuraghe Is Paras

Al Monte Granatico di Serri si è tenuta la mostra “Sguardi” del fotografo Pier Paolo Fusciani, che con le sue fotografie, attraverso i volti, racconta il vissuto delle persone: volti senza età per cogliere il momento più intenso, lo sguardo dove si concentrano tutti i nostri sentimenti, amore, tenerezza, rabbia, meraviglia, passione e malinconia. La visita guidata è stata nel Santuario nuragico Santa Vittoria, uno dei più importanti complessi cultuali della Sardegna nuragica, situato sull’estremità occidentale della Giara di Serri, tra le regioni storiche della Marmilla e del Sarcidano.

Evento realizzato dall’associazione Youth Caravella con il contributo dell’Assessorato al Turismo della Regione Autonoma della Sardegna e dalla partnership con il Comune di Isili, del Comune di Serri, del Santuario Nuragico Santa Vittoria di Serri, dall’Associazione Culturale Artecrazia e del giornale Artecracy.eu.

Arte di coscienza. La comunicazione attraverso l’arte di Danilo Murtas

E’ possibile che il cuore di un essere umano possa battere per l’arte, per la comunicazione esistente grazie alle arti visive? E’ possibile che un artista possa andare oltre la semplice pittura coinvolgendo nelle proprie opere l’artigianato, l’attività di riciclo dei materiali, il fumetto e il muralismo? La risposta è sì, tutto ciò è confermato osservando le opere di Danilo Murtas, in arte Mastru Murtas, artista nato a Cagliari nel 1981, autodidatta, che vive e opera a Muravera, paese situato nella costa Sud Orientale della Sardegna, dove possiede il suo laboratorio.

Edward Hopper, Salvador Dalì, Pablo Picasso, Vincent Van Gogh, Diego Rivera, Eugenio Tavolara, Costantino Nivola e Francesco Ciusa sono alcuni degli artisti che hanno influenzato Danilo Murtas nella passione per l’arte, ma come si può ben capire quando ci si trova di fronte a una sua opera è evidente che l’artista abbia subito sia il fascino della Lowbrow Art californiana, nota anche con il nome di Pop Surrealismo, in particolare di Ed “big daddy” Roth e Robert Williams, un movimento culturale delle arti visive caratterizzato da toni che sono spesso umoristici, come si evince anche dalle opere di Murtas, il quale riprende dal movimento americano una gamma di colori accesi e brillanti che attirano immediatamente lo sguardo curioso dell’osservatore, sia il fascino dell’arte del fumetto, in modo particolare di Benito Jacovitti e Robert Crumb.

Due grandi temi caratterizzano l’operato dell’artista, la musica e la cultura della propria terra, la Sardegna, ove quest’ultima tematica è fortemente influenzata dal muralismo di Orgosolo e da quello messicano, argomenti che conferiscono un dato autobiografico alle sue creazioni. La cultura sarda che emerge dalle opere d’arte viene chiamata dallo stesso artista s’arti de sa cuscienzia, ovvero arte di coscienza, che fa capire alla persona in questione chi è e da dove proviene, emerge la cultura, la tradizione popolare che affascina il pubblico, infatti con Danilo Murtas vengono portate in auge le storie della Sardegna, spesso poco conosciute, attuando in questo modo un processo di promozione della terra d’origine.

In virtù di ciò che si è scritto finora, l’operato dell’artista dovrebbe far riflettere il pubblico su quanto sia importante la presa di coscienza della propria identità, sapere chi siamo, quali sono le nostre origini e la nostra storia, anche attraverso il recupero di materiali e oggetti riconducibili al contesto territoriale inseribili nelle opere, dovrebbe essere d’aiuto alla formazione della persona, in quanto sapere chi siamo è il migliore strumento per aiutarci a capire chi vogliamo essere.

Per l’artista in questione l’arte rappresenta un’esigenza, una modalità grazie alla quale è possibile evadere dalla realtà, l’arte è un mezzo di comunicazione universale, a volte diretto, altre volte più complicato, grazie alla quale è possibile viaggiare con la fantasia, l’arte è un universo in cui l’artista rappresenta ciò che è di proprio gradimento come vorrebbe che fosse effettivamente.

MAN. Sardegna contemporanea – Spazi Archivi Produzioni

Una nuova ondata di contemporaneo invade la Sardegna. Il Man di Nuoro arriva alla terza tappa del programma pluriennale La costante resistenziale, lo studio delle ricerche più innovative che, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, hanno caratterizzato il panorama artistico regionale. Con il termine Costante Resistenziale, l’archeologo Giovanni Lilliu intendeva esprimere la storica lotta condotta dal popolo sardo contro le potenze coloniali che di volta in volta si sono affacciate sulle coste dell’isola.

In Sardegna contemporanea. Spazi Archivi Produzioni il pubblico può ammirare due livelli di indagine: una mostra e la creazione di un archivio multimediale.

La mostra, curata da Micaela Deiana, propone una ricostruzione della produzione artistica nell’isola ampliata rispetto alla ricerca di singoli artisti. Vediamo un progetto che include realtà diverse tra loro che hanno animato il dibattito culturale locale degli ultimi vent’anni, evidenziando relazioni e collaborazioni: artisti, curatori, critici, galleristi, collezionisti e mecenati. Sono stati invitati a partecipare diciassette realtà, libere nella scelta delle modalità espositive attraverso cui raccontare la propria esperienza, organizzando una propria sezione espositiva. Prende vita così un processo di autodeterminazione, specchio dell’eterogeneità delle proposte e delle visioni portate avanti in Sardegna negli anni Duemila.

La project room del museo accoglie invece l’archivio-biblioteca: una sala studio per chiunque voglia approfondire la propria conoscenza. Un archivio aperto, un primo fondo implementabile che avvia una esplorazione sulle ricerche dei singoli artisti attivi in questo arco temporale. L’archivio vuole costituirsi come un progetto in continuo sviluppo, studio e ricerca, capace di fotografare nel tempo l’evoluzione della realtà artistica.

Alla mostra seguirà la pubblicazione del volume Arte Contemporanea in Sardegna (1957-2017), a cura di Lorenzo Giusti, Micaela Deiana ed Emanuela Manca, raccoglie una ricca selezione di testi critici sulla produzione artistica in Sardegna a partire dalla fine degli anni Cinquanta. Dodici gli autori coinvolti nel volume: Sonia Borsato, Antonella Camarda, Simona Campus, Antonello Cuccu, Micaela Deiana, Rita Pamela Ladogana, Emanuela Manca, Emanuele Mureddu, Giangavino Pazzola, Marta Pettinau, Roberto Sirigu, Luca Vargiu.

Partecipano al laboratorio di Sardegna Contemporanea: Askosarte, blublauerspazioarte, Casa Falconieri, Centro culturale Man Ray, Cherimus, Fondazione per l’arte Bartoli Felter, Galleria Capitol, Giuseppefraugallery, Little Room Gallery, LEM – Laboratorio Estetica Moderna, Madriche, MEME | Arte contemporanea prossima / Progetto Contemporaneo, Seuna Lab, S’Umbra Percorsi Visivi, Su Palatu Fotografia, Spazio (In)visibile, Spazio P.

 

 

INFORMAZIONI

Museo MAN. Nuoro

Dal 13.10 – al 19.11.2017

Inaugurazione: Venerdì 13 ottobre ore 19.00

 

 

ARTECRACY.EU: L’ARTE CONTEMPORANEA IN SARDEGNA

Si tratta di una manifestazione di carattere culturale che mira, per la prima volta in Sardegna, ad essere un richiamo per turisti nazionali ed internazionali grazie all’arte contemporanea. La manifestazione, che si terrà al di là della stagione turistica classica, consta in una serie di convegni, mostre e visite guidate presso il cuore del Sarcidano.

Quando ci si appresta a visitare una mostra d’arte contemporanea non si è più certi di cosa effettivamente si andrà a vedere, di quale sia l’intento dell’artista, né di quale possa essere il significato delle opere. Non si può quindi prescindere dalla conoscenza dell’evoluzione e della trasformazione che le forme dell’arte hanno subito nel secolo scorso per potersi formare un’opinione autonoma. Il nostro obiettivo è quello di attrarre un nuovo tipo di turismo, un turismo culturale formato dalla gente di tutti i giorni, da persone che non necessariamente “mastichino” arte, ma che siano semplicemente attratte dal bello e dalla tradizione della terra sarda: capace di offrire archeologia, natura selvaggia, enogastronomia e, grazie al nostro progetto, anche modernità.

Il progetto consta in una sapiente continuità tra un passato nuragico glorioso ed un futuro ancora tutto da scrivere. Si terrà una conferenza di apertura della manifestazione a Isili, che proporrà ai presenti il pacchetto turistico che offriremo nel progetto. In seguito verrà inaugurata la mostra “Volcano ed altri cicli” di Antonio Mallus . La conferenza a Serri, invece, tratterà dei “I problemi della figurazione nella fotografia”, il tutto all’interno del Santuario Nuragico Santa Vittoria di Serri, dove il passato preistorico possa dialogare con il presente. La mostra, invece, coinvolgerà fotografi emergenti e l’esposizione delle opere verrà posta in essere presso i locali comunali. Verranno, inoltre, vero motore della manifestazione, organizzate delle visite guidate gratuite presso diversi siti: la chiesa di San Sebastiano di Isili posta al centro del lago omonimo; presso le stesse mostre sopracitate ed i siti nuragici dei due paesi.

 

Evento realizzato con il contributo dell’Assessorato al Turismo della Regione Autonoma della Sardegna e dal partnership con il Comune di Isili, del Comune di Serri, del Santuario Nuragico Santa Vittoria di Serri e dall’Associazione Culturale Artecrazia.

 

Per info e contatti:

3406140256

youthcaravella@gmail.com

artecracy@gmail.com

 

Per le visite guidate:

associazione.artecrazia@gmail.com

Per i pacchetti turistici:
https://sardegnamagica.wixsite.com/artecontemporanea

 

Chiara e il filo di luce. La trasmissione orale dell’arte del tessere il bisso

Chiara Vigo mantiene viva una tradizione familiare millenaria, unica in tutto il mondo, combatte con tutte le sue forze affinché le si venga data la giusta pregevolezza.

Nata a Calasetta (CI) nel 1955, stiamo parlando del Maestro della seta del mare. La nonna Leonilde è stata l’ultima maestra della scuola del bisso, e Chiara fin da bambina percepiva insieme a lei un’attrazione per questa preziosissima materia, scoprendo con gli anni come il legame affettivo unito alla passione, poteva far nascere qualcosa di magico. Le fece un giuramento «Tesserò il bisso finché sarà possibile».

Il bisso è una materia che secerne la Pinna Nobilis, un mollusco grande quasi 2 metri che si presenta come un incrocio tra una cozza e un’ostrica. Madreperla dentro e ruvida fuori, nasconde una ghiandola setacea che, stimolata dal continuo movimento delle due valve, genera una sostanza formata da cheratina che a contatto con l’acqua si solidifica e produce una sorta di ciuffo dal color marrone chiamato bioccolo. Come una sorta di radice, con il bioccolo il mollusco si ancora al fondale e si difende. Una volta lavorata, lavata, e sbiondata diventa bisso, splendente come l’oro e soffice come la seta.

Dal 1992 la Pinna Nobilis è dichiarata specie protetta, e così Chiara armata di tenacia studia il suo habitat e cerca un nuovo modo per lavorare il bisso senza danneggiarla. Si immerge fino a 20 metri di profondità, inizia a capire che nei mesi con clima mite i fondali son più molli e si può togliere il mollusco, tagliare una parte della seta con un bisturi e ripiantarlo nel fondo, senza farlo morire.

Per il lavoro la Vigo utilizza solo 5 centimetri dei circa 40 di bioccolo che ciascun esemplare produce: 300 grammi di fibra grezza si riducono a 30 grammi che danno 12 metri di bisso. Il processo di lavorazione è piuttosto lungo: il bioccolo una volta raccolto viene pulito, dissalato e poi pettinato per togliere le impurità, la cosiddetta cardatura. Rimane poi per 25 giorni in acqua dolce, cambiando l’acqua ogni 3 ore, poi si bagna con succo di limone per sbiondarlo, infine lo si passa in un mix segreto di 15 alghe che lo rende elastico e si ritorce con un fuso. La torsione deve essere a S per il ricamo, a Z per la tessitura con le unghie nel lino, creando manufatti di rara bellezza e di grande valore.

Il direttore del Polo Museale della Sardegna, Giovanna Damiani, Venerdì 22 Settembre alle ore 18:00, presenterà la mostra temporanea di Chiara Vigo presso gli spazi di San Pancrazio in Cittadella dei Musei, alla vigilia delle due giornate europee dedicate al Patrimonio Culturale promosse dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Presenzierà l’evento la direttrice della Pinacoteca Nazionale, Marcella Serreli, ospiti d’onore Pierantonio Addis e Claudio D’Alessandro dell’Università degli Studi di Cagliari.

 

 

INAUGURAZIONE

Venerdì 22 Settembre ore 18:00

Spazio San Pancrazio, Piazza Arsenale 1, Cittadella dei Musei, Cagliari

La mostra sarà visitabile, dal martedì al sabato, dalle 9.00 alle 13.00, fino al 28 settembre 2017.

Tel. 070.662496

pm-sar.pinacoteca.cagliari@beniculturali.it

Francesco Zizola “Sale, Sudore, Sangue”. Un racconto fotografico tra phatos e tradizione

Fino al 17 Settembre 2017 sarà possibile visitare presso la Sala Volta dell’EXMA di Cagliari la mostra del fotografo, pluripremiato a livello internazionale, Francesco Zizola dal titolo Sale, Sudore, Sangue che mette in scena scatti in bianco e nero realizzati negli ultimi cinque anni nelle tonnare sarde del sud Sardegna, tra Portoscuso e Porto Paglia. La mostra fa parte di un più ampio progetto Hybris che indaga e analizza i limiti dell’uomo rispetto agli elementi naturali e all’ambiente che lo circonda.

Ecco perché Zizola sceglie di fotografare uno spaccato della Sardegna differente dai soliti clichè ma incentrato su un rituale di pesca antico e inusuale ai giorni d’oggi, la mattanza, che seppur cruento rispetta in tutto e per tutto la vita e l’ecosistema marino. Una pesca selettiva e concentrata in un breve periodo di tempo, un’antica pratica che rischia di scomparire a causa della pesca intensiva di tipo industriale.

Negli scatti di Francesco Zizola emerge in modo evidente quel forte legame di sangue, quella forte relazione simbiotica tra i pescatori ed il mare. Foto in bianco e nero che riescono a farci entrare nella scena e vivere appieno le fasi di questo “rito”, regalandoci emozioni, intensità e phatos.

Un racconto fotografico che si concentra sulla forza del gesto e dello sguardo, riuscendo a valorizzare appieno un mestiere duro e sempre più in estinzione come quello del pescatore, ma che allo stesso tempo permette di inabissarsi nell’infinito del mare.

Francesco Zizola è nato a Roma nel 1962, si è laureato in antropologia e ha cominciato a occuparsi di fotografia in modo professionistico nel 1981. Oggi è tra i fotografi italiani più famosi e apprezzati a livello internazionale: negli anni le sue fotografie sono apparse su riviste e giornali di tutto il mondo ed è stato premiato World Press Photo– tra cui nel 1997 per la miglior foto dell’anno – e sei volte al Picture of the Year Internation. Ha pubblicato diversi libri e le sue fotografie sono state esposte in molte città d’Europa. Zizola è tra i fondatori dell’agenzia fotografica Noor e ha aperto il centro per la fotografia 10b Photography, a Roma.

 

Sardegna. 18 giugno 2016.
Un tonnaroto comincia a eviscerare un grande esemplare di tonno rosso appena pescato. Le interiora del tonno saranno distribuite nel mercato alimentare mondiale.
© Francesco Zizola

Tonnara di Porto Paglia, Sardegna, 3 giugno 2016. I tonnaroti tirano la leva mentre i tonni iniziano la loro ultima danza nella camera della morte.
Tonnara of Porto Paglia, Sardinia, 3 June 2016
Tonnaroti pull the nets while the tuna start their last dance in the chamber of death.

Tonnara di Porto Paglia, Sardegna, 18 maggio 2017. Dopo una giornata di duro lavoro i tonnaroti si apprestano a tornare al porto.
© Francesco Zizola

 

Cagliari

Fino al 17 settembre 2017

EXMA, Sala delle Volte

Andy Warhol. Vip Society

Andy Warhol sbarca in Sardegna.

Fondazione Mazzoleni insieme alla Galleria d’arte di Eugenio Falcioni, grande collezionista dell’artista, presentano la mostra Andy Warhol Vip Society, una curiosa raccolta di circa duecento opere del genio della Pop art Andy Warhol.

Opere selezionate per risaltare uno spaccato concreto della vita di Warhol, interamente racchiusa nelle sue icone e ritratti: dalla serigrafia iconografica di Marilyn al ritratto di Mick Jagger, dalla ormai celebre e assoluta Campbell’s al partenopeo Vesuvius, dalla serie dei ritratti di drag queen Ladies and Gentlemen alle fiabe dello scrittore Christian Andersen, fino alle polaroid di celebrità come Ron Wood, Silvester Stallone, Grace Jones, oltre ai ricercati self portraits.

L’evento si terrà nell’incantevole località di Porto Cervo, rinomato luogo estivo di Vip, vacanze e divertimento, ma un’affascinante posizione per accogliere anche un pizzico di cultura, proprio come era lo Studio 54 di New York negli anni Settanta, punto di ritrovo per  divi del cinema,  artisti, musicisti, imprenditori della moda, non che soggetti ispiratori per le opere del celebre ma allo stesso tempo timido Andy.

 

 

Andy Warhol. Vip Society

Conference Centre presso l’Hotel Cervo, Costa Smeralda, 07020, Porto Cervo, OT

Dall’11 Giugno al 17 Settembre 2017

Dalle ore 18:30 alle ore 23:30

Aperto tutti i giorni

Vernissage: Domenica 11 Giugno ore 18:30

Biglietto: 10 €

Arte e Design nella Produzione della MITA. 1926 – 1976

Una nuova mostra animerà le sale del MURATS, Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda di Samugheo, Arte e Design nella Produzione della MITA. 1926-1976. Il progetto fa parte di un più ampio programma espositivo dedicato all’indagine del complesso rapporto tra arte e manifattura tessile, avviato proprio dal MURATS nel 2013 con la mostra InTESSERE e proseguito tra il 2014 e il 2015 con TAVOLARA e DEPERO. Ora, grazie alla collaborazione ed al coinvolgimento del Comune di Samugheo, del Museo MURATS, di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova, della Wolfsoniana e del Banco di Sardegna, la terza tappa di questo percorso è dedicata alla produzione della MITA, acronimo di Manifattura Italiana Tessuti Artistici, fondata a Genova Nervi da Mario Alberto Ponis nel 1926 ed attiva fino ai primi anni Settanta.

L’inaugurazione si terrà Domenica 30 Aprile, ospite d’onore: Mitchell Wolfson Jr., il collezionista d’arte statunitense fondatore del Wolfsonian Museum di Miami Beach (Florida), della Wolfsoniana di Genova Nervi e membro del Consiglio direttivo di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova.

Le proficue collaborazioni con gli artisti e gli architetti più rilevanti del Novecento, l’alta qualità della manifattura e l’ideazione di temi stilistici e iconografici originali, hanno consentito alla MITA di dar forma ad una ricca e poliedrica produzione e di affermarsi nel circuito dell’arte e del design internazionale: la mostra al MURATS ne ripercorre e omaggia la storia. Il percorso espositivo è vario e avvincente. Depero, Luzzati, Scanavino, Pomodoro, Paulucci, Gio Ponti, Sottsass, sono alcuni dei nomi che hanno firmato i circa cento pezzi in mostra, tra tappeti annodati, arazzi, foulard, tessuti stampati. Un interessante nucleo è rappresentato dai bozzetti e dai disegni preparatori, realizzati dagli autori che hanno collaborato con la MITA cimentandosi con passione nell’impresa progettuale e di sperimentazione ideata dell’imprenditore genovese; comprende inoltre alcune lettere della corrispondenza intercorsa tra Ponis e Fortunato Depero e il celebre Libro Imbullonato del 1927, capolavoro della grafica del Novecento e manifesto del movimento Futurista.

 

 

ARTE E DESIGN NELLA PRODUZIONE DELLA MITA. 1926 – 1976

Dal 30 Aprile al 26 Giugno 2017 Sala convegni Museo MURATS – Via Bologna sn, Samugheo (OR)

Vernissage 30.04 ore 19:00

 

Informazioni e siti ufficiali:

http://www.palazzoducale.genova.it/la-trama-dellarte/

http://murats.it

Email: museomurats@gmail.com

Telefono:  0783 631052

 

Apertura dal martedì alla domenica, festivi inclusi:

Orario legale: 9:30 – 13:00 (martedì 10-13) / 17:00 – 20:00

Orario solare: 9:30 – 13:00 (martedì 10-13) / 16:00 – 19:00

Prezzi per l’ingresso:

intero: € 2,50 – ridotto: € 1,00 – Il prezzo ridotto si applica alle scolaresche ed ai gruppi di almeno venti persone. Le visite guidate sono comprese nel prezzo del biglietto