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Scienza, arte e cultura: in arrivo a Torino la prima edizione del Festival della Tecnologia

Il Politecnico di Torino in occasione del 160esimo anniversario dalla sua fondazione, apre alla cultura con la prima edizione del Festival della Tecnologia, una rassegna inedita – pensata e organizzata dal Politecnico di Torino con la curatela del Rettore Guido Saracco, del delegato per la Cultura e la Comunicazione Juan Carlos De Martin e del giornalista Luca De Biase – che per la prima volta si propone di esplorare la relazione tra tecnologia e società con un approccio umanistico e democratico, partendo dal presupposto che la tecnologia non sia soltanto il risultato di scienza e innovazione, ma sia prima di tutto il frutto di un’abilità squisitamente umana, la creatività.

Per quattro giorni (dal 7 al 10 di novembre 2019) l’Ateneo aprirà le porte dei propri laboratori, Dipartimenti, Centri di ricerca interdipartimentali e collezioni storiche e si allargherà alla città e all’intera Regione. Oltre 50 partner hanno aderito e contribuito a una rassegna di ampio respiro per offrire alla cittadinanza una riflessione articolata, inclusiva e accessibile su questi temi. Soggetti culturali del territorio come Polo del ‘900, Museo del Cinema insieme a Torino Film Festival e Circolo dei Lettori hanno collaborato fin da subito alla realizzazione del Festival, con iniziative organizzate e ospitate in diversi luoghi della città.

Il Politecnico di Torino con questa iniziativa, vuole fare dono alla città e alla cittadinanza di una rassegna di ampio respiro che offra gratuitamente approfondimenti e riflessioni articolate, una chiave di lettura per il mondo complesso in cui viviamo e da cui la tecnologia è inevitabilmente plasmata. Il programma, quindi, è caratterizzato da una forte interdisciplinarità e da un fitto calendario di eventi e incontri con grandi personalità del mondo della scienza e della cultura. Il Festival si apre giovedì 7 novembre con il conferimento della Laurea ad honorem in Ingegneria Gestionale al Premio Nobel Joseph Stiglitz, mentre sabato 9 novembre verrà conferita la Laura ad honorem in Ingegneria Aerospaziale a Samantha Cristoforetti.

Tra le tante iniziative, si darà spazio anche all’arte e alla cultura nelle sue declinazioni, con eventi mirati e incontri. Il Museo Nazionale del Cinema, partner del Festival della tecnologia con Torino Film Festival, proporrà una Notte da brivido: una notte al museo, fino all’alba, interamente dedicata al tema delle tecnologie, della fantascienza e dell’horror, con proiezioni – con effetti speciali dal vivo – sui maxischermi dell’Aula del Tempio.

Alessandro Baricco, si interrogherà su cosa ha guadagnato e cosa ha perso l’uomo con la rivoluzione digitale, mentre l’architetto e docente cinese Zhang Li e Antoine Picon, docente di Harvard, racconteranno come gli edifici diventino quasi creature vive, capaci di interagire tra loro e con i cittadini grazie alla tecnologia. Protagonista della giornata di domenica 10 novembre, invece, Piero Angela, che terrà una lectio dal titolo Tecnologia, cultura e informazione, dedicata all’importanza della diffusione delle conoscenze scientifiche.

Non mancherà, infine, la voce di un grande artista. In linea con lo spirito del Festival, Michelangelo Pistoletto si farà portavoce di una riflessione su come riconciliare umanità, tecnologia e natura, ovvero promuovere un nuovo umanesimo costruendo il Terzo Paradiso: una terza fase dell’umanità che viene dopo il paradiso della comunione con la natura e dopo l’attuale paradiso artificiale.

 

Festival della Tecnologia

7 – 10 novembre 2019

Politecnico di Torino (sedi varie)

 

Ingresso libero

Tutti gli eventi e gli incontri del Festival sono ad accesso gratuito e libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili in sala, ad eccezione della “Notte da brivido” al Museo del Cinema, che prevede un biglietto d’ingresso. Per alcuni incontri è richiesta la prenotazione obbligatoria sul sito www.festivaltecnologia.it

 

Programma completo e info

Il programma completo è disponibile online al sito www.festivaltecnologia.it

È disponibile sia per dispositivi Android che iOS la webapp Festival della Tecnologia.

 

Per informazioni: info.festival@polito.it

Leonardo Da Vinci – La scienza prima della scienza

A 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci le Scuderie del Quirinale di Roma, in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana presentano la mostra Leonardo Da Vinci – La scienza prima della scienza, un progetto espositivo che si focalizza sulle ricerche e le scoperte effettuate dal grande genio toscano nel campi dell’ ingegneria e della tecnica.

Non aspettatevi quindi di trovare in questa sede delle opere di pittura o uno dei suoi famosi ritratti; potrete invece ammirare più di 200 opere, articolate in 10 sezioni disposte su due piani, che includono una serie di modelli di macchine progettate ed ideate per i più svariati usi (si va dall’edilizia all’arte bellica, dall’ingegneria idraulica alle incredibili anticipazioni sulle possibilità del volo da parte degli esseri umani), oltre a rari volumi e disegni tecnici, senza dimenticare alcuni particolari progetti di edifici, come il modello in gesso del Pantheon e i grandi portelli delle chiuse del Naviglio, esposti qui al pubblico per la prima volta.

Oltre ai modelli, la mostra presenta un ricchissimo corpus di disegni e manoscritti: si parte dalle 10 illustrazioni del Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci, in prestito dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano, fino al trattato di Francesco Di Giorgio, proveniente dalla Biblioteca Laurenziana, volume appartenuto al grande artista, come si evince dalla serie di annotazioni scritte di suo pugno all’interno; e ancora da Ginevra uno dei due manoscritti della Divina Proportione di Luca Pacioli, che contiene la rappresentazione di sessanta solidi basati sui disegni preparatori eseguiti da Leonardo stesso.

La mostra, curata da Claudio Giorgione, è parte centrale del ricco calendario di celebrazioni che si svolgeranno dal 13 marzo al 30 giugno presso le Scuderie del Quirinale, e si pone l’obiettivo di raggiungere un pubblico vasto e variegato: le audio guide infatti offriranno due percorsi, uno riservato agli adulti, l’altro studiato per i bambini. E non è finita: per i giovani visitatori infatti, saranno previsti nei weekend anche dei laboratori educativi per le scuole.

Scuderie del Quirinale
dal 13 marzo al 30 giugno 2019
Via XXIV Maggio 16 – Roma
Dalla domenica al giovedì dalle 10.00 alle 20.00 -Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30
www.scuderiequirinale.it

ArtFutura: strane “creature digitali” popolano l’Ex Dogana di Roma

Arriva finalmente in Italia ArtFutura, la mostra dedicata alla sempre più feconda zona di confine tra arte e scienza. Sculture luminose e ambienti immersivi, campi magnetici che generano forme dinamiche e installazioni audiovisive che interagiscono con lo spettatore sono alcune delle “creature digitali” in mostra per questa occasione all’interno dei nuovi spazi espositivi dell’Ex Dogana di Roma. Per l’evento, il curatore Montxo Algora (fondatore e direttore dell’omonimo festival internazionale ArtFutura, che da ben 26 anni celebra e diffonde l’arte multimediale nel mondo) ha riunito un gruppo di artisti provenienti da nazioni, generazioni e discipline diverse, accomunati però dalla stessa passione per la sperimentazione di nuovi orizzonti della creatività.

La mostra si apre con la sala dedicata Paul Friedlander, scienziato e artista statunitense che da più di vent’anni si dedica a una ricerca tecnologica che ha lo scopo di trasformare la luce in un materiale malleabile e capace di assumere qualsiasi forma. Entrando nella sua Spinning Cosmos, installazione site-specific prodotta appositamente per la mostra, ci si trova completamente immersi in un buio da cui emergono solo una serie di colorate “sculture luminose cinetiche”, che si riflettono però all’infinito grazie ad un gioco di specchi convessi. Il visitatore si trova così in un ambiente totalmente disorientante e immersivo, definito una sorta di “macchina spaziale” attraverso cui meditare sui misteri dell’universo che ci circonda.

Si passa poi alle installazioni dell’artista di origine turca Can Buyukberber, ipnotiche proiezioni basate sullo studio delle percezioni visive e sull’interattività con il pubblico attraverso il movimento o l’utilizzo dello smartphone.

Successivamente si entra nella sala dedicata al collettivo Amorphic Robot Works, diretto da Chico Mac Murtrie e composto da artisti, ingegneri, musicisti e scienziati. L’opera esposta a Roma dal collettivo è una scultura dinamica e interattiva, composta da un progressione di archi gonfiabili che subiscono diverse metamorfosi durante l’arco della giornata, avvolgendosi improvvisamente su se stesse fino a formare delle spirali esteticamente assimilabili a strutture molecolari.

Proseguendo si entra poi addirittura all’interno di un campo magnetico, generato da Sachiko Kodama, artista e professoressa all’università di Tokyo che da anni mescola creatività artistica e rigore scientifico per realizzare progetti basati sullo studio e la manipolazione di particolari sostanze magnetiche: i ferrofluidi. Si tratta di metalli liquidi che in prossimità di campi magnetici reagiscono vibrando e cambiando forma a seconda dell’intensità della forza applicata, che l’artista controlla attraverso un computer, ottenendo così sculture vive e dinamiche.

Lo spazio successivo è dedicato all’argentino Esteban Diacono, che in Uncanny, un’installazione video a più schermi, raccoglie quaranta animazioni “ispirate all’assurdo, al surreale e alla paura del futuro”.

Screens of the future è invece la serie di video che il collettivo inglese Universal Everything dedica alla relazione dell’uomo con la tecnologia e ai suoi possibili sviluppi nel prossimo futuro.

A concludere la mostra, infine, uno spazio dedicato alla documentazione delle varie edizioni di ArtFutura e una grande proiezione che presenta il meglio delle nuove creazioni digitali elaborate in tutto il mondo nell’ultimo anno.

 

 

ArtFutura. Creature Digitali

Fino al 10 settembre 2017

Ex Dogana

Viale dello Scalo San Lorenzo, 10 – Roma

 

http://www.artfuturaroma.it/

 

Progresso scientifico nell’arte. Le creature ibride di Patricia Piccinini

Quanto può influenzare la vita dell’essere vivente lo sviluppo della tecnologia? Può provocare mutazioni fisiche? E’ possibile che l’arte possa mostrare alla società contemporanea l’impatto che ha sul fisico lo sviluppo tecnologico?

L’interesse verso le più innovative terapie genetiche e gli esperimenti condotti sul genoma umano è il frutto del lavoro creativo di Patricia Piccinini, artista australiana nata a Freetown, Sierra Leone, nel 1965, rappresentante della propria nazione alla Biennale di Venezia nel 2003.

Quando si osservano le sculture realizzate da Patricia Piccinini non bisogna pensare a una rigida collocazione nell’ambito dell’Iperrealismo, le creature ibride realizzate dall’artista sono dei veri e propri punti di partenza per un’intensa riflessione, infatti osservare le opere della Piccinini significa permettere alla mente di essere trascinata nelle riflessioni nate dai dibattiti trattanti temi inerenti le biotecnologie, la bioetica e l’ambiente.

E’ così che l’uomo diventerà? Questo è il quesito che si pone il pubblico di fronte alle sculture mostruose, degli esseri in parte uomo e in parte animale, si pensi per esempio a The Carrier, un interrogativo lecito, il quale dimostra come l’artista abbia raggiunto il suo scopo, ovvero far riflettere l’uomo circa tematiche importanti e attuali e non su frivolezze della vita quotidiana.

L’operato della Piccinini è sicuramente orientato al futuro, offre la visione di una società creata in modo artificiale, pone in luce la cruda realtà di come il progresso stia prendendo il sopravvento nella vita dell’essere vivente. Le sculture spaventano e disgustano il pubblico a causa del loro realismo, il fatto che l’artista abbia utilizzato fibre di vetro, lattice e capelli umani li fa sembrare dei veri e propri esseri viventi deformi.

L’uomo ha una grande responsabilità nei confronti della vita creata per mezzo di riproduzioni scientifiche, osservando le opere di Patricia Piccinini è dunque necessario chiedersi se sia opportuno mettere un freno agli esperimenti che porterebbero a un’alterazione del percorso evolutivo dell’uomo.