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ROMA CITTA’ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto

Una carrellata di immagini e di stili lunga un secolo, per ricordare attraverso le sue molteplici sfumature il XX secolo, con un occhio di riguardo alla città di Roma, fucina artistica e scena privilegiata dai protagonisti di questa lunga compagine culturale. 

La mostra, allestita presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma fino al prossimo 28 ottobre, presenta un corpus di 180 opere (dipinte, sculture, fotografie) provenienti da collezioni di arte contemporanea capitoline, alcune mai esposte prima.

Il 900 fu un secolo che vide un susseguirsi di correnti artistiche eterogenee, tra le quali spiccano sia la nascita di alcune avanguardie, come quella Futurista, sia un recupero dell’antico, come accadde negli anni Venti e Trenta.

In tal senso il tracciato espositivo è veramente ricco e completo: si parte dal Simbolismo decandennte di fine 800, (con opere di Duilio Cambellotti  e Adolf Wildt solo per citarne alcune), per arrivare poi alle innovazioni del secondo Futursrmo e degli esponenti dell’aereopittura (tra cui ricordiamo Benedetta Cappa Marinetti ed Enrico Prampolini).

Un periodo così intenso e complesso a livello storico e sociale non può che essere visto in una molteplicità di varianti dagli artisti che lo hanno vissuto.

Le atmosfere surreali  e smaltate del Realismo Magico si affiancano alle piazze solitarie e agli interni onirici della Metafisica di Giorgio De Chirico, la ripresa dei moduli classici di Mario Sironi si interfaccia con gli sviluppi della Scuola Romana di Mario Mafai, Scipione e Afro; la figuratività, che in questa fase ha una presenza preponderante, verrà poi soppiantata negli anni ’40 e ’50 da una nuova attenzione verso il segno, come si evince dalle opere di Gastone Novelli e Giulio Turcato, per poi approdare agli esperimenti della Pop art degli anni ’60, che vedono Roma confrontarsi con le istanze artistiche d’oltreoceano (con Mario Schifano e Franco Angeli), senza dimenticare le sperimentazioni di Pino Pascali e i décollage di Mimmo Rotella.

La mostra, coaudiuvata da un apparato multimediale e didattico molto ampio, sarà affiancata da una seri di iniziative culturali volte all’approfondimento del periodo, particolarmente florido, vissuto dalla città capitolina in questo lungo secolo  di storia.

 

 

ROMA CITTA’ MODERNA. Da Nathan al Sessantotto

Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma

Via Francesco Crispi 131, Roma

dal 29 marzo al 28 ottobre 2018

dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.30

www.galleriaartemodernaroma.it

 

 

Nascita di una Nazione. Arte italiana dal Dopoguerra al Sessantotto

Fino al 22 luglio 2018  Palazzo Strozzi ospita la mostra Nascita di una Nazione. Arte italiana dal Dopoguerra al Sessantotto, un viaggio tra arte, politica e società nell’Italia tra gli anni Cinquanta e il periodo della contestazione attraverso oltre settanta opere di artisti italiani, quali Renato Guttuso, Lucio Fontana, Alberto Burri, Emilio Vedova, Enrico Castellani, Piero Manzoni, Mario Schifano, Mario Merz e Michelangelo Pistoletto.

L’esposizione, a cura di Luca Massimo Barbero, presenta, per la prima volta riunite assieme, le opere più emblematiche del fermento culturale italiano tra gli anni Cinquanta e la fine degli Sessanta. Si tratta di un itinerario artistico che parte dal trionfo dell’Arte informale, fino ad arrivare alle sperimentazioni su immagini, gesti e figure della Pop Art in giustapposizione con le esperienze della pittura monocroma, fino ai nuovi linguaggi dell’Arte povera e dell’Arte concettuale.

La mostra racconta la nascita del senso di Nazione attraverso gli occhi e le pratiche di artisti che da un lato fanno arte di militanza e impegno politico, dall’altra reinventano i concetti di identità, appartenenza e collettività, collegandosi alle contraddizioni della storia d’Italia negli anni successivi al cupo e tragico periodo del fascismo e della guerra. Sono gli anni del cosiddetto “miracolo economico”, momento di profondi cambiamenti per la società italiana fino alla fatidica data del 1968, di cui nel 2018 ricorre il cinquantesimo anniversario. È in questo ventennio che prende forma una nuova idea di arte, orientata verso la contemporaneità attraverso una straordinaria vitalità di linguaggi, materie e forme che si alimentano di segni e figure della cronaca.

L’esposizione narra il periodo più fertile dell’arte italiana della seconda metà del Novecento, ripercorrendo alcuni temi identitari di un Paese in cui l’arte viene concepita sia come forza innovatrice sia come strumento di approfondimento di un più ampio contesto culturale.

 

 

Dal 16 Marzo 2018 al 22 Luglio 2018

Firenze

Luogo: Palazzo Strozzi

Curatori: Luca Massimo Barbero

Enti promotori:

  • Fondazione Palazzo Strozzi con la collaborazione di Barcor17
  • Con il sostegno di Comune di Firenze
  • Camera di Commercio di Firenze
  • Associazione Partners Palazzo Strozzi
  • Regione Toscana

Costo del biglietto: intero € 12, ridotto € 9,50, scuole € 4

Telefono per informazioni: +39 055 2645155

E-Mail info: info@palazzostrozzi.org

Sito ufficiale: http://www.palazzostrozzi.org

Arte ribelle. 1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto

A quasi cinquant’anni dalla data-simbolo del Sessantotto, una grande mostra si propone di indagare tutte quelle espressioni artistiche che in Italia si sono chiaramente ispirate alla protesta politica, alla speranza rivoluzionaria, alle spinte libertarie, e che si sono sviluppate a partire dal 1965, con le prime proteste per la guerra del Vietnam, per proseguire poi almeno sino alla metà degli anni settanta.

Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, direttori artistici delle Gallerie del Credito Valtellinese hanno accolto il progetto di Marco Meneguzzo che, dietro il titolo emblematico di Arte ribelle. 1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto, ha inteso analizzare il tentativo di costruire un linguaggio artistico politico e popolare insieme. La mostra proposta presenta così un gruppo abbastanza ristretto di artisti, essenzialmente operanti tra Milano e Roma, mettendo a confronto linguaggi cosiddetti “alti” (pittura da un lato e arte “concettuale” e comportamentale dall’altro) e “bassi” (l’illustrazione di riviste e di fanzine, come Re Nudo e altre), che in quegli anni hanno cercato di costruire un vero e proprio linguaggio espressivo al contempo innovativo e accettato dalle grandi masse , dove il confronto tra arte e illustrazione, tra arte e ciò che un tempo si definiva propaganda, pur essendo entrambi schierati ideologicamente dalla stessa parte, costituisce uno dei motivi più interessanti.

Il catalogo che accompagna l’esposizione si pone come strumento fondamentale per la comprensione dell’arte e dell’immaginario figurativo del periodo: un approfondito saggio del curatore, una serie di interviste inedite ai protagonisti, saggi dedicati a singoli aspetti del periodo, – stilati da Alberto Saibene, Enrico Morteo, Francesca Caputo, Matteo Guarnaccia , un forte apparato iconografico farà di questo volume un punto di vista aggiornato sull’argomento.

Tra i protagonisti della mostra troviamo Vincenzo Agnetti, Franco Angeli, Fernando De Filippi, Nanni Balestrini, Age, Paolo Baratella, Gianfranco Baruchello, Fabio Mauri, Mario Ceroli, Emilio Isgrò, Mario Schifano, Ugo La Pietra, Umberto Mariani, Franco Vaccari, Gianni Pettena, Gianni Emilio Simonetti, Giangiacomo Spadari, Franco Mazzucchelli. A questi artisti si affiancano coloro – Matteo Guarnaccia tra i molti – che in quel periodo, magari anonimamente, hanno operato nel campo dell’illustrazione, del muralismo e nelle diverse altre forme di comunicazione visiva, a comporre un affresco ragionato di uno dei momenti più magmaticamente creativi della cultura italiana del Novecento.

 

 

Fino al 09 Dicembre 2017

Milano

Luogo: Galleria Credito Valtellinese

Curatori: Marco Meneguzzo