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Lloyd: paesaggi toscani del Novecento

Venerdì 14 Luglio a Villa Bardini (Costa S. Giorgio, 2) si è inaugurata Lloyd: paesaggi toscani del Novecento, la mostra curata da Lucia Mannini e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Il paesaggio è un tema sempre presente nell’opera pittorica di Lloyd, un artista apprezzato, sia per le sue rappresentazioni dell’Isola d’Elba, sia per le vedute fiorentine.

L’esposizione raccoglie 62 opere dell’artista, provenienti, da 27 diverse collezioni private di tutta Italia (specie da Firenze e Livorno, ma anche da Roma, Milano, Viareggio e Reggio Emilia) e da collezioni pubbliche come la Galleria di Arte Moderna (Roma), la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Roma), la Pinacoteca civica del Comune di Forlì a Palazzo del Merenda, la Pinacoteca Civica “Foresiana” (Portoferraio, Isola d’Elba), la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, le Gallerie degli Uffizi Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti e la Fondazione Livorno.

Dopo la formazione a Livorno, seguendo l’ideale artistico e morale di Giovanni Fattori, Lloyd, di origini gallesi, ma livornese di nascita, giunge a Firenze alle soglie del Novecento, diventando un vero e proprio fiorentino d’adozione. Nella mostra, il cui catalogo è edito da Polistampa, si ripercorre il cammino artistico del pittore dagli inizi del Novecento, cui corrisponde la stagione divisionista, divisionismo alla piena maturità, negli anni Venti, con una piccola sezione dedicata alle vedute fiorentine degli anni Trenta.

 

 

Fino al 07 Gennaio 2018

Firenze

Luogo: Villa Bardini

Curatori: Lucia Mannini

Enti promotori:

  • Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze

Sito ufficiale: http://www.bardinipeyron.it/

Jana’S, l’arte tessile in chiave contemporanea

Ingegno, dote artistica, passione. Stiamo parlando di Daniela Frongia, artista giovanissima nata nel 1981 a San Gavino in Sardegna. Fin dalla sua adolescenza ha mantenuto la passione per l’arte e la creatività, così dopo aver frequentato l’Istituto d’arte Contini di Oristano vola in Toscana per perfezionare i suoi studi all’Accademia delle Belle Arti di Firenze.

Al termine degli studi ha iniziato subito a lavorare, promuovendo la propria arte nel territorio toscano. Ha partecipato ad un progetto volto a promuovere l’arte contemporanea giovanile, attraverso workshop con personalità internazionali quali John Duncan, Melissa Pasut, Stefanos Tsivopoulos.

Daniela, in arte Jana’S, è riuscita a crearsi un bagaglio ricchissimo. Si è occupata di attività molto varie quali pittura e disegno, fotografia e video, installazioni e performance, ma ha sempre portato con se il fascino del vero artigianato sardo e in particolare della manifattura tessile. Così, una volta tornata in Sardegna ha sentito l’esigenza di toccare con mano questa eccellenza dell’arte tessile, per coinvolgere il suo pubblico verso il magico mondo dei tessuti. Lana, lino, cotone, canapa, tutte materie prime che Jana’S prende in mano per creare vere e proprie opere d’arte.

Un giorno, pochi anni fa, durante una passeggiata tra i nuraghi della sua terra, le cade l’occhio su della lana di agnello. Una scoperta, un istinto: la raccoglie. Grazie alla sua fervida creatività costruisce poi un fuso e un telaio. Così inizia a lavorare la lana, dando vita in questo modo alla sua prima creazione: un libro cucito interamente a mano.

Jana’S continua su questo panorama, e con grande manualità e devozione mantiene viva una delle più grandi antiche tradizioni della sua terra, riproponendo in chiave contemporanea la nobile arte della tessitura.

In prima persona si occupa dell’intero processo di lavorazione: dalla raccolta al filato, dalla macerazione alla essicazione, dalla gramolatura alla filatura. Le opere, raccontano il lungo percorso compiuto dalla fibra: prima seme, poi fiore e infine filo. Trama e ordito si danno da fare nella tela, si mettono in gioco con forte impatto visivo, creando un segno, una forma. L’azione del telaio che lavora il tessuto, l’ago che fora la pezza, uno sviluppo regolare che definisce le cuciture creando un suono del tutto armonico e ritmico.

L’originale rapporto di Jana’S con la natura caratterizza questa sua fase produttiva, spingendola verso altri orizzonti: come ad esempio le venature delle pietre e le ragnatele. Procede in questo modo una frenetica traiettoria di ricerca, che porta l’artista alla costruzione di telai sperimentali e installazioni che rielaborano antiche tradizioni, ma sempre in chiave moderna.

Ora, fino al 27 Febbraio 2017, in occasione della III° Expo del Turismo Culturale in Sardegna, presso il Centro di Comunicazione e Promozione del Patrimonio Culturale “Giovanni Lilliu”, è possibile visitare la mostra personale di Daniela Frongia dal titolo Perfiloepersegno, curata da Anna Rita Punzo.

 

perfiloepersegno.

#perfiloepersegnoPersonale di Daniela Frongia Jana S a cura di Anna Rita PunzoBARUMINI : Su Nuraxi - Casa Zapata - Centro Giovanni LilliuProrogata fino al 27 Febbraio 2017Music: River Flows in You - Yiruma (2001)

Geplaatst door Perfiloepersegno op donderdag 5 januari 2017

 

 

Innocenti. Un’artista dalla sensibilità contemporanea

Roberto Innocenti non si limita all’aspetto tecnico ma deve necessariamente coinvolgere la personalità dell’artista in tutta la sua complessità. Narra la storia per immagini delle campagne toscane, dei suoi monumenti vista, dal fulcro socio familiare fino a una spersonalizzazione della sua arte.

L’osservatore si trova così di fronte a una linea interpretativa ben precisa che invita a contemplare l’opera da diversi punti di vista.

La capacità dell’opera d’arte è creare un rapporto simbolico, un’attitudine a creare un legame intellettuale, sociale, con coloro che la scoprono.

Innocenti adotta l’ottica del bambino protagonista e tramite i suoi occhi mostra al lettore i suoi sentimenti, attraverso una presa di coscienza che va progressivamente a inserirsi nell’osservatore. La sua funzione narrativa diventa luogo mitico del distacco e del disincantato ingresso nel mondo reale fatto di finzione. Innocenti unisce abilmente realtà e finzione, facendo interagire piani e schemi narrativi diversi da creare la narrazione che servirà da impalcatura a una storia fantastica.

Innocenti, con la sensibilità del grande artista, sente e avverte l’importanza del frangete storico e grazie alla sua arte costantemente fondata su un’attenta documentazione tende a ideare un racconto che trasmette all’occhio la forza immediata dell’arte.

Ciascuna immagine crea un vero e proprio album fotografico, tanto che le immagini costituiscono metafore iconografiche della vita. Il protagonista è il colore. Esso è in grado di conciliare modernità, tradizione e nuovi approcci alla visione in delicato connubio di un grande artista dei nostri giorni.

Emerge subito dalla personalità dell’artista come la definizione del contemporaneo non si debba limitare all’aspetto tecnico ma debba coinvolgere l’artista.

Innocenti con la sensibilità del grande artista sente e avverte l’importanza autodidattica dell’opera da raccontare, fondata su un’accurata documentazione storica, ideando così un racconto per immagini insieme potente e delicato. L’opera d’arte così crea il suo esistere in rapporto alla sua epoca e alla storia, creando testimonianze tangibili della sua esistenza.

 

Senza titolo (la pittura come modello)

Senza titolo (la pittura come modello) si propone come una riflessione sull’astrazione e i suoi margini in pittura, scultura, fotografia e cinema d’artista.

La mostra che pone il suo baricentro nelle sperimentazioni degli anni settanta prevede alcuni strategici arretramenti che conducono sino alla riproposizione di alcune opere seminali delle avanguardie storiche (Hans Richter, Vicking Eggelink, Walter Ruttmann, Luigi Veronesi) e alcuni sconfinamenti che conducono sino alla ricerca contemporanea con riprese tematiche che vedono coinvolti alcuni artisti delle ultime generazioni operanti in Toscana. Un’indagine dunque che unirà lavori storici alle ricerche attuali in un racconto sincronico messo in atto attraverso le opere conservate nella collezione di Museo Casa Masaccio Centro per l’arte contemporanea e ai prestiti concessi della Galleria Nazionale d’ Arte Moderna e Contemporanea di Roma, della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana – Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci e del Museo Fattori – Fondo ex museo progressivo di Arte Contemporanea di Livorno e dal Goethe-Institut Roma.

Rassegna realizzata nell’ambito del progetto di iniziativa regionale Toscanaincontemporanea2016.

casamasaccio.us

12 novembre – 31 dicembre 2016
Casa Masaccio | Corso Italia, 105 | San Giovanni Valdarno
Palazzo Panciatichi – MK Search Art | Corso Italia, 14 | San Giovanni Valdarno

Mario Merz. Prologo. La fine del mondo

Quarto appuntamento del prologo alla mostra inaugurale La fine del mondo, iniziato ad un mese di distanza dal Grand Opening. Un’importante cornice di collaborazioni che presenta alcune opere emblematiche della collezione in prestigiose sedi istituzionali della regione.
Una selezione di opere esemplari della collezione d’arte contemporanea del Centro Pecci di Prato fa da introduzione e “cornice” al progetto espositivo “La fine del mondo”, curato dal direttore Fabio Cavallucci per la riapertura al pubblico della rinnovata istituzione culturale pratese.
Raccolte nel corso di tre decenni di attività artistica e presentate a cura del conservatore del Centro Stefano Pezzato, le opere sono esposte per l’occasione all’interno di alcune fra le più prestigiose sedi istituzionali della regione.
Le sei grandi opere provenienti dalla collezione del Centro Pecci – lavori di affermati artisti italiani e stranieri della seconda metà del XX secolo – formano una campionatura variegata ma eloquente di proposte artistiche contemporanee associate al tema centrale della “condizione di incertezza in cui versa il nostro mondo”, inserite e perciò messe in relazione a diversi contesti della conoscenza umana quali lo studio bibliografico e la ricerca scientifica, in particolare la preistoria, la zoologia, l’astronomia, la fisica, la geometria e la tecnologia.

 

Mario Merz, Prologo. La fine del mondo, Fonte arte.it

Dal 07 Ottobre 2016 al 11 Dicembre 2016

Vinci | Firenze

Luogo: Museo Leonardiano

Curatori: Stefano Pezzato

Enti promotori:

  • Comune di Vinci
  • Museo Leonardiano Vinci
  • Centro Pecci Prato
  • Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana
  • Comune di Prato
  • Città di Prato
  • Regione Toscana
  • Terna Group
  • ChiantiBanca

Telefono per informazioni: +39 0571 568012

E-Mail info: info@museoleonardiano.it

Sito ufficiale: http://www.museoleonardiano.it

Novembre-Febbraio: tutti i giorni 9.30-18.00
(chiusura biglietteria ore 17.15 – Terrazza panoramica chiusa)
Marzo-Ottobre: tutti i giorni 9.30-19.00
(chiusura biglietteria ore 18.15)

Serve the People, China

Conoscere la Cina di ieri, per capire la Cina di oggi, attraverso l’iconografia, l’arte e la propaganda maoista, in un percorso d’immagini originali d’epoca.
Per la prima volta in Europa, dopo il grande successo al Centro Cultural Borges di Buenos Aires e nella sede espositiva del Municipio di Las Condes a Santiago del Cile, dal 19 marzo al 17 aprile 2016, arriva in Italia, a Forte dei Marmi, nella meravigliosa cornice di Villa Bertelli, la mostra Chinese Propaganda Posters, Serve the People, China: Revolution – Evolution from 1949-1983, a cura di Massimo Scaringella.
Una selezione di Poster della propaganda cinese dell’epoca maoista appartenenti alla Hafnia Foundation di Xiamen (Cina) – una delle più grandi collezioni nel mondo su questa tematica – che ricrea in maniera attenta e ragionata un inedito viaggio nel passato prossimo del colosso orientale, per intenderne il presente e proiettarne il futuro.
La mostra si compone di manifesti e dipinti originali utilizzati come modello per fogli stampati tra il 1949 e il 1983 corrispondente al periodo di Presidenza di Mao Tse Tung e alla sua storica “Rivoluzione Culturale”, ed è suddivisa in categorie (Società, Industria, Socialismo e Pittura) e sottocategorie per aiutare il visitatore a comprendere maggiormente la loro storia e creazione.
I manifesti di propaganda cinese. Durante il forum di letteratura e arte di Yan’an realizzato nel maggio del 1942, il Partito Comunista Cinese guidato da Mao Tse Tung, tracciò le linee guida della “cultura rivoluzionaria” del partito. I discorsi di Mao, durante questo evento, delinearono il modello dell’arte che si sarebbe prodotta fino a dopo la Rivoluzione Culturale, negli anni ’80.
I suoi principali interessi erano che l’arte riflettesse la vita della classe operaia e la considerasse come la principale protagonista, e che fosse a servizio della politica e dello sviluppo del socialismo. Così, tutta la creazione artistica si trasformò in vera e propria propaganda, che principalmente, descriveva la vita dei contadini ed era a loro diretta.
Una produzione artistica di grande bellezza che rappresenta ancora oggi, nel 2016, le speranze più alte dell’utopia Maoista, dove si distinguono immagini di purezza ideologica e di felicità familiare.
In contrasto con la teoria tradizionale Marxista e a quella Marxista Leninista, il Maoismo, non è un’interpretazione materialistica dello sviluppo storico, ma piuttosto, una teoria idealista basata sulla convinzione di Mao che la coscienza e la volontà umana sono i principali fattori che guidano la storia. Da questo quadro ideologico, i propagandisti cinesi furono in grado di produrre opere che vennero valorizzate e apprezzate per la loro bellezza e il loro uso decorativo sia in ambienti pubblici che privati.
Nei Manifesti della Propaganda Cinese si alternavano diversi stili artistici, incluso il realismo sociale e il tradizionale acquerello cinese. Alcune opere, come i dipinti rupestri sono bellissimi esempi di arte näif; lineari e pieni di colori, con un leggero e bizzarro senso della prospettiva. Senza dubbio, l’ndiscusso talento naturale dei pittori è inconfondibile.
Fino al 17 Aprile 2016
Forte dei Marmi
Villa Bertelli
Via Giuseppe Mazzini, 200
mar, mer, gio, ven, dom ore 11.00 – 19.00, sab 11.00 – 22.00, lunedì chiuso
biglietto: 5,00 euro