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Markku Piri

Il finlandese Markku Piri ha progettato per il Museo del Vetro opere realizzate dai maestri vetrai di Murano, con i quali lavora da anni, dove il dialogo fra colori e forme rielabora suggestioni arcaiche che lo hanno suggestionato durante i suoi viaggi e le sue ricerche storico-artistiche.

Nel suo lavoro Piri tende a raggiungere una perfetta armonia estetica progettando e realizzando i suoi vetri con la massima attenzione ai minimi particolari, nell’intento di esaltare le potenzialità estetiche del materiale d’adozione. La mostra prevede un’installazione particolare con “perle giganti” che formeranno un filo di cinque metri; inoltre alcune opere contestualizzeranno la tecnica della doppia filigrana, quale peculiarità virtuosistica muranese, all’interno della nuova concezione formale dell’artista.

 

 

Dal 07 Ottobre 2017 al 07 Gennaio 2018

Venezia

Luogo: Museo del Vetro

Enti promotori:

  • MUVE
  • Città di Venezia
  • Con il patrocinio di Ambasciata di Finlandia a Roma

Paolo Amico e Daniele Basso. Luce & Pensieri

Luce e ombra, pensiero e narrazione sono i temi che accomunano le opere presentate dal 4 ottobre al 26 novembre nella bipersonale Paolo Amico e Daniele Basso. Luce & Pensieri.

A Venezia, nella suggestiva cornice di Palazzo Contarini Polignac, a pochi passi dalla Collezione Peggy Guggenheim e dalla Fondazione Pinault di Punta della Dogana, oltre venti lavori in parte inediti – tra sculture di grandi e medie dimensioni e opere su carta – si snodano in un percorso che lega, per similitudini e differenze, la ricerca dei due artisti.

La luce rappresenta un riferimento imprescindibile sia per le sculture di Basso che per le carte a biro di Amico. L’acciaio e il bronzo bianco lucidati a specchio, a mano, di Daniele Basso sono innanzitutto un modo per dare forma alla luce: il fenomeno della riflessione sulle superfici specchiate diventa infatti, in questo genere di sculture, fattore importante quanto la materia stessa.

Emblematica, in questo senso, l’opera Gabriel, in bronzo bianco, realizzata appositamente per questa esposizione, in cui la lavorazione sinuosa del metallo traccia le linee di un aitante corpo maschile.

Quasi per contrapposizione, le opere di Paolo Amico – penna a sfera su carta – ritraggono invece paesaggi notturni. La sua ricerca si dedica in particolare alla città, alla notte e al colore della notte. Attratto da questi elementi, l’artista siciliano dà vita a vedute fatte di luci fluorescenti che proiettano su strade e palazzi colori artificiali, dotandoli di una cromia innaturale.

Il processo di realizzazione e stesura del colore è molto simile a quello dei pastelli: la penna biro consente infatti di modulare l’intensità del segno col variare della pressione esercitata. Si procede per strati, dai toni più chiari sino al nero, trame su trame, fino a coprire il foglio, la carta bianca è la luce.

In omaggio alla città che lo ospita, Paolo Amico ha realizzato per la mostra alcuni scorci di Venezia, tra cui Confusione veneziana in cui si percepisce la vitalità della città, con tutte le sue bellezze e le sue contraddizioni.

L’altro nucleo concettuale da cui prende spunto la mostra è quello del pensiero, del racconto che scaturisce dalle opere dei due artisti. Entrambi, infatti, hanno una spiccata vocazione narrativa.

Nell’utilizzare la penna, Paolo Amico fa proprio lo strumento principe deputato alla narrazione: da sempre usato per la scrittura, l’artista lo adopera per raccontare, ma “per immagini” e non più per parole. Anche il modo con cui sceglie i suoi soggetti ha a che fare con una modalità di racconto, quella del reportage.

Nella ricerca di Daniele Basso è viva la volontà di stimolare le coscienze per raggiungere una maggior consapevolezza della propria identità personale e collettiva. Le sue sculture contengono sempre una storia su temi d’interesse universale – l’infanzia, la maternità, il cambiamento, il bene – che ciascuno può riportare alle proprie esperienze personali. Boogeyman, per esempio, bronzo bianco lucidato a specchio, è la metafora della paura, quella irrazionale e incontrollata che viviamo da bambini: un manto argenteo privo di volto, vuoto e inconsistente, pronto a sgonfiarsi a un piccolo cenno di coraggio.

 

 

Inaugurazione martedì 3 ottobre ore 18.30

Dal 03 Ottobre 2017 al 26 Novembre 2017

Venezia

Luogo: Palazzo Contarini Polignac – Magazzino Gallery

Curatori: Ermanno Tedeschi

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 011.8178627

E-Mail info: info@galleriazabert.com

Werner Bischof. Fotografie 1934-1954

Dal 22 settembre 2017 al 7 gennaio 2018, Casa dei Tre Oci di Venezia ospita una grande antologica dedicata a Werner Bischof (1916-1954), uno dei più importanti fotografi del Novecento, tra i fondatori dell’agenzia Magnum.

La mostra, curata dal figlio Marco Bischof, organizzata da Fondazione di Venezia e Civita Tre Venezie, in collaborazione con Magnum Photos e con la Werner Bischof Estatate presenterà 250 fotografie, in larga parte vintage, tratte dai più importanti reportage di Werner Bischof, che consentiranno di ripercorrere i lunghi viaggi che portarono l’artista svizzero negli angoli più remoti del mondo, dall’India al Giappone, dalla Corea all’Indocina fino ad arrivare a Panama, in Cile ed in Perù.

Per la prima volta, sarà esposta una selezione di 20 fotografie in bianco e nero inedite che hanno nell’Italia il suo soggetto privilegiato. In essa si coglie l’originalità dello scatto che rivela l’occhio ‘neorealista’ di Werner Bischof.

Il percorso espositivo trasporterà il visitatore nell’età dell’oro del fotogiornalismo, conducendolo sulle tracce di Werner Bischof. Sarà un itinerario che, partendo dall’Europa, appena uscita devastata dalla Seconda Guerra Mondiale, giungerà in India dove ci si troverà di fronte a un paese attanagliato dalla povertà e dalla miseria, ma in cui si iniziano a intravvedere gli sviluppi industriali che la porteranno a essere una delle nazioni leader del nuovo millennio.

Quindi, il confronto spietato tra gli elementi della cultura tradizionale giapponese e il dramma della guerra di Corea introdurrà all’analisi del continente americano.

Il viaggio di Bischof, infatti, proseguirà nelle città statunitensi, di cui coglierà lo sviluppo metropolitano, anche con una serie di fotografie a colori, e si chiuderà idealmente tra i villaggi del Perù e sulle cime andine dove trovò la morte.

Bischof, considerato uno dei migliori fotogiornalisti, non si limitò a documentare la realtà con il suo obiettivo, quanto si fermò a riflettere di fronte ai soggetti, cercando di raccontare quelle dicotomie tra sviluppo industriale e povertà, tra business e spiritualità, tra modernità e tradizione.

Non mancherà una sezione dedicata alle fotografie di paesaggio e di natura morta, realizzate in Svizzera, tra la metà degli anni trenta e quaranta del Novecento.

Accompagna la mostra un catalogo aperture (in inglese).

 

 

Fino al 07 Gennaio 2018

Venezia

Luogo: Casa dei Tre Oci

Enti promotori:

  • Fondazione di Venezia
  • Civita Tre Venezie
  • In collaborazione con:
  • Magnum Photos
  • Werner Bischof Estate

Costo del biglietto: Intero 12 € | Ridotto 10 € (studenti under 26 anni, over 65, titolari di apposite convenzioni) | Ridotto speciale 8 € (gruppi superiori alle 15 persone | Ridotto famiglia 24 € (2 adulti + 2 under 14) | Ridotto scuole 5 € | Gratuito: bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, disabili e accompagnatore, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti con tessera, guide turistiche

Telefono per informazioni: +39 041 2412332

E-Mail info: info@treoci.org

Sito ufficiale: http://www.treoci.org/

Sergio Ragalzi. Respiro Nero

Dopo la mostra CAOS organizzata nello Spazioborgogno di Milano la primavera scorsa, una ricca retrospettiva di Sergio Ragalzi dagli esordi fino agli anni 2000, che ha testimoniato con oltre 400 opere la straordinaria energia di questo artista, a Venezia, in collaborazione con Grossetti Arte di Milano e la  Galleria Totem Il Canale, da sempre collocata negli splendidi spazi di Palazzo Brandolin Rota sul Canal Grande, presentiamo una nuovissima serie di lavori su carta di grandi dimensioni ed una efficacissima selezione di opere recenti, scultoree, pittoriche ed installative.

Respiro Nero è il titolo di questa nuova mostra, al cui centro ancora il corpo dell’uomo, fulcro  della ricerca  di questo importantissimo artista italiano, qui ritratto nella forza della sua spinta vitale: l’energia propria dell’essere umano che si manifesta sempre, con entusiasmi voraci, pur nella drammatica difficoltà della sua esistenza. Un respiro cercato nelle gabbie catramose del nostro pianeta umiliato, nel nero del tunnel in cui l’uomo sensibile faticosamente arranca nella sua avventura. Il destino collettivo ed individuale affrontato  alla ricerca dell’oro spirituale che a questo si contrappone e verso cui tutti vogliamo tendere, e che mai ci deve abbandonare. Ancorchè il nostro respiro si faccia ogni giorno più faticoso, l’oro della sua luce è li ad infonderci vita, sostenere ogni nostro istante, illuminare e orientare, pur nel buio più fitto, la sacra forza della nostra anima.

Sergio Ragalzi nasce a Torino nel 1951, dove vive e lavora. Esordisce sulla scena dell’arte italiana agli inizi degli anni ottanta, nel 1984 prende parte a Extemporanea, la mostra che consacra la riapertura degli spazi espositivi della galleria L’Attico, a Roma. Ha lavorato con alcune delle principali gallerie italiane, Paludetto, Sargentini, Weber, Cannaviello, Annunciata, Grossetti, Repetto poi ancora Carlina, Allegretti, Delloro, Rolando Anselmi. Il suo lavoro è stato seguito e trattato da i più importanti critici: R. Fuchs, E. Crispolti, A. Bonito Oliva, E. Villa, M. Vescovo, M. Frisa, E. Pontiggia, L. Beatrice, R. Lambarelli, G. Curto, E. Forin, A. Rubini, S. Pezzato, M. Bazzini, M. Tonelli, A. Dambruoso, ed altri ancora.

 

 

Dal 02 Settembre 2017 al 30 Settembre 2017

Venezia

Luogo: Palazzo Brandolin Rota

Telefono per informazioni: +39 344 2046825

E-Mail info: galleria@grossettiart.it

Davide Lantermoz. Grasslands

Si è inaugurata il 2 settembre presso gli spazi del Magazen dell’ Arte a Venezia la nuova personale di Davide Lantermoz.

Una serie di composizioni surreali che sovrapponendo, manipolando, confondendo diversi media (collage, fotografia, pittura, disegno) restituiscono il valore di una continua e instancabile ricerca tesa ad allontanarsi sempre di più dai rigidi confini del progetto per immergersi in uno spazio dotato della massima apertura di senso.

La mostra sarà fruibile gratuitamente fino al 17 settembre, tutti i giorni dalle 11.00 alle 18.00.

 

 

Dal 02 Settembre 2017 al 17 Settembre 2017

Venezia

Luogo: El Magazen dell’Arte

E-Mail info: fontanamgmt@gmail.com

Sito ufficiale: http://https://lantermoz.com/

La Venezia riflessa sul mare. Roger de Montebello

Roger de Montebello (Parigi, 1965) è un artista franco-americano, dopo aver studiato disegno e pittura a Siviglia, consegue la laurea in America nel 1988, presso l’università di Harvard. Nel 1992 sceglie la città d’arte per eccellenza, Venezia, musa ispiratrice per lavorare e dove stabilire il suo atelier.

Fino al 10 Settembre 2017 a Venezia, presso il Museo Correr, sarà possibile visitare la bellissima esposizione dell’artista che comprende 389 opere tra ritratti, vedute veneziane e corrida spagnola.

Le opere più suggestive sono senza dubbio le riprese di Venezia: porta delle Terese, Punta della Dogana, San Michele, la città che emerge dalla laguna riflessa sull’acqua. Panorami semplici, pochi dettagli, in ogni opera lo sfondo è bianco candido e i colori sono pochi: bianco, blu, e poche sfumature dorate. Per chi osserva tutta l’attenzione cade su un unico elemento la nebbia che nasconde l’edificio della Dogana da Mar, dove si vede l’imponente fortuna in cima alla sfera di bronzo, «Mi parlano del passaggio da uno stato all’altro, e dell’unità del mondo, in cui la materia si dissolve nella luce» così si esprime l’artista, follemente innamorato della città, «I quadri di Venezia in grande formato presenti in questa rassegna rappresentano per me il mondo della luce, della trasparenza, e del mistero apollineo». Particolarmente suggestive sono le diverse tele che raffigurano la maestosa porta delle Terese, come la descrive Jean Clair, curatore della mostra: «il suo riflesso la fa entrare nel regno della natura a cui si consegna liberamente in balia delle onde e dei venti. Se la porta è melodia, il suo riflesso è armonia. Il tutto è completo e insieme aperto, e rinnovato senza posa».

«E’ questa Venezia che Roger ha scelto di fissare: ciò che resta dei suoi miraggi, una sottile fascia di pietra, indurita, solida tra due zone d’incertezza, dalla geometria rigorosa, ordinata, dalla simmetria sorprendente come una architettura del palladio» Jean Clair.

 

 

Venezia, Museo Correr, Salone da Ballo

San Marco 52, 30124 Venezia

+39 041 2405211

info@fmcvenezia.it

Fino al 10 Settembre 2017

Tzedakah. Suzanne Perlman for Venezia

Andrea Tardini Gallery è lieta di presentare la prima personale in Italia della pittrice espressionista Suzanne Perlman, ospite nel nuovo spazio della galleria in Salizada San Samuele dal 2 luglio al 15 agosto 2017.

La scelta del titolo serve a spiegare la vocazione e le finalità della mostra: Tzedakah o Zedaqah, è una parola ebraica che letteralmente significa giustizia o rettitudine. Nell’ebraismo indica l’obbligo di fare ciò che è bene e giusto, elementi fondamentali della vita spirituale. Tzedakah rappresenta quindi un dono. Il dono di Venezia all’artista, che ne ha potuto cogliere l’intima bellezza; un regalo che Suzanne Perlman contraccambia in questa occasione, riconsegnando le sue opere alla città che l’ha accolta e rendendole protagoniste di un progetto di fund raising, pensato come un autentico atto di restituzione nei confronti di un luogo simbolo della città: il Ghetto di Venezia.

La mostra rientra infatti in un progetto di internazionale, promosso dagli American Friends of the Jewish Community of Venice, per il restauro di una parte del Ghetto, il cuore di Venezia; tre sinagoghe rinascimentali, da riportare all’antico splendore artistico, e quattro appartamenti da convertire a living museum, delle condizioni di vita nel ghetto nelle diverse epoche, con arredamenti ed indumenti caratteristici per ogni periodo.

Nata a Budapest nel 1923 da una famiglia di antiquari e collezionisti, Suzanne ha trascorso l’infanzia circondata da arte e gli artisti. Dopo il matrimonio, si trasferisce con il marito olandese nei Paesi Bassi, ma il loro soggiorno è bruscamente interrotto dall’avvento della Seconda Guerra Mondiale. Ne segue una rocambolesca fuga dall’Europa via Rotterdam, Parigi verso l’isola caraibica di Curacao, al largo della costa del Venezuela, per sfuggire all’Olocausto; qui fecero la loro casa, in un’isola di calore e di luce, per oltre venti anni. Il colore dei Caraibi lascia un segno indelebile nella visione di Perlman; la sua tavolozza si carica di tonalità cangianti e vibranti, che trasporta nelle rappresentazione dei grigi cieli di Londra e nella laguna di Venezia. Il periodo più influente della sua formazione è stato senza dubbio nel  1950, quando è stata selezionata per lavorare con Oskar Kokoschka a Salisburgo. Il suo vigore espressionista, il tocco veloce e il rapporto gioioso con il colore si combinano con una sensibilità rara, insieme ad una significativa padronanza del mezzo espressivo.

Con questa esposizione la pittura torna ad essere protagonista assoluta nella galleria, che ha da poco trovato una nuova casa in Salizada San Samuele, a due passi da Palazzo Grassi; un’“isola dell’arte” nel cuore di  Venezia, che già offre al pubblico di un ampio numero di gallerie d’arte, design e artigianato di alta qualità. Una scelta che rispecchia perfettamente l’identità della galleria, che ha fatto del valore tecnico, dell’indagine sulla processualità e dell’“artigianalità” nell’opera d’arte la propria materia di approfondimento.

La Andrea Tardini Gallery prosegue così nel suo intento di riscoperta e rivalutazione di questo linguaggio artistico, aprendo nuovamente le porte ad un’artista internazionale la cui vita e lunga carriera si è legata alla città di Venezia.

 

 

Fino al 15 Agosto 2017

Venezia

Luogo: Andrea Tardini Gallery

Telefono per informazioni: +39 327.6713144

E-Mail info: info@andreatardinigallery.com

Sito ufficiale: http://www.andreatardinigallery.com

Franco Gentilini. Ritratti di Luciana

L’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini annuncia una nuova importante acquisizione: il corpus grafico Ritratti di Luciana di Franco Gentilini (1909-1981) che raccoglie venti ritratti della moglie Luciana Giuntoli Gentilini realizzati dall’artista tra il 1970 e il 1981. In concomitanza con l’atto di donazione, sarà presentata fino al 14 luglio una selezione di questo corpus nella Saletta Espositiva della Biblioteca della Manica Lunga.

I venti disegni di Franco Gentilini (1909-1981) sono la testimonianza dell’ultima e intensa stagione dell’artista, dal matrimonio del 1970 fino alla morte nel 1981. Ambito rilevante della sua ricerca artistica, sviluppato con il lungo tirocinio di illustratore per riviste come Quadrivio, L’Italia Letteraria, La Fiera Letteraria, il disegno costituisce per Gentilini un momento fondamentale dell’elaborazione creativa, che in questi fogli ha raggiunto il suo tipico stile gentile e arcaizzante che ne fa l’ultimo rappresentante della pittura metafisica del secondo dopoguerra, come aveva intuito con lungimiranza Carlo Cardazzo, che fu suo mercante per un lungo periodo.

Il corpus grafico di Franco Gentilini della Fondazione Cini, quasi integralmente esposto in questa piccola mostra che vuole essere un omaggio al maestro e alla generosità della vedova Luciana, è costituito da disegni di varie tecniche (matita rossa, penna acquerellata, carboncino, tempera) e cronologia: venti suggestivi ritratti di Luciana Gentilini che compongono una galleria ‘privata’ ricca di sottili modulazioni espressive e connotata da affascinanti recuperi iconografici dalla tradizione ritrattistica del Seicento e dell’Ottocento.

La mostra sarà visitabile nei giorni e negli orari di apertura della Biblioteca Nuova Manica Lunga (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 18:00, ultimo ingresso alle ore 17:45).

 

 

Fino al 14 Luglio 2017

VENEZIA

LUOGO: Fondazione Giorgio Cini onlus

COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 041 2710306

E-MAIL INFO: arte@cini.it

SITO UFFICIALE: http://www.cini.it

David Hockney. 82 portraits and one still-life

Inglese di nascita ma californiano d’adozione, David Hockney è tra i più noti e affermati artisti contemporanei. Si forma al Royal College of Art di Londra tra il 1957 e il 1962 e dalla sua partecipazione nel 1960 alla mostra londinese Young Contemporaries alla Whitechapel Art Gallery viene catapultato sotto i riflettori sia in Inghilterra che, nel giro di pochi anni, in America. Dal 1964 si trasferisce a Los Angeles, dove traduce l’atmosfera della vita americana in opere famosissime dalle campiture sature dell’abbagliante luce californiana. L’elemento fgurativo riveste sempre nella sua produzione un ruolo cardine, declinato nei generi del ritratto e del paesaggio, associato a una costante interazione tra tecniche artistiche tradizionali e nuovi media.

Eseguiti tra il 2013 e il 2016 e considerati dall’artista come un unico corpus di lavori, gli 82 ritratti esposti nella mostra di Ca’Pesaro offrono una particolare visione della vita di Hockney a Los Angeles, delle sue relazioni con il mondo artistico internazionale, con galleristi, critici, curatori, artisti, amici, volti celebri come quelli di John Baldessari, Lord Jacob Rothschild, Larry Gagosian, Stephanie Barron, ma anche di familiari e persone divenute parte della sua vita quotidiana. Hockney esegue ogni ritratto nelle medesime condizioni: il tempo di realizzazione è di tre giorni, durante i quali il soggetto si accomoda su una sedia, sempre la stessa, con alle spalle il medesimo sfondo neutro.

Le 82 tele, tutte dello stesso formato, raccolgono una tassonomia di tipi e caratteri, un saggio visivo sulla forma e condizione umana che trascende le classificazioni di genere, identità e nazionalità. All’interno dell’apparentemente limitato formato della figura, assisa su uno sfondo bitonale, si frammenta e si esprime un’infinita gamma di temperamenti umani che testimoniano, ancora una volta, la grandezza di questo maestro della nostra contemporaneità.

 

 

Fino al 22 Ottobre 2017

VENEZIA

LUOGO: Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna

CURATORI: Edith Devaney

ENTI PROMOTORI:

  • Royal Academy of Arts – Londra in collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 041 721127

E-MAIL INFO: capesaro@fmcvenezia.it

SITO UFFICIALE: http://capesaro.visitmuve.it

Jack Jano. Law of Superposition

One Contemporary Art, in collaborazione con l’Ambasciata d’Israele in Italia, il Museo Ebraico di Venezia e la Engel Gallery, galleria di arte contemporanea con sede a Gerusalemme e attiva dal 1955, organizza Law of Superposition.

Una mostra personale dell’artista Jack Jano. L’esposizione è curata da Pier Paolo Scelsi e Gavriel Engel. Sarà visitabile dall’11 maggio all’11 agosto nelle nuove sale dello spazio nell’isola della Giudecca, 211/B.

Law of Superposition analizza attraverso il medium artistico, della scultura e dell’installazione, i temi dell’identità e dello spazio. L’identità assume il suo essere e si coniuga e si coagula con la città.

Jano nasce a Fez, in Marocco. Giovanissimo si trasferisce in Israele dove si laurea all’Accademia Bezalel. Nelle sue opere, riflette la società ebraica. La racconta attraverso modelli di tombe e sinagoghe in ferro arrugginito e disintegrato, libri usurati, cera fuso, candele yahrzeit e altri materiali. Fra i temi esplorati quello del viaggio.  Raccontato attraverso carriole in cui sono impilati libri o articoli rituali, nonché le sue sedie a rotelle. Un viaggio che non è nostalgia verso la Diaspora e delle orme della “generazione del deserto”. Piuttosto un viaggio interno di auto-esplorazione. Sullo sfondo delle dicotomie fra religiosi e secolari. Il lavoro di Jano cattura l’ibridazione complessa tra la religione e la laicità. La strada non è semplicemente sostituirne uno con l’altro.

Fino al 11 Agosto 2017

VENEZIA

LUOGO: One Contemporary Art

CURATORI: Pier Paolo Scelsi, Gabriel Engel

ENTI PROMOTORI:

  • One Contemporary Art