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More Sweetly Play the Dance. William Kentridge e la ritualità della danza al Museum of Art and Design

Quasi quaranta metri di proiezioni video hanno invaso un’area circoscritta dell’appena riaperto Museum of Art and Design con sede nella bellissima struttura del Freedom Tower di Miami. Quaranta metri di racconto per immagini e suoni, che descrivono e narrano gradualmente di temi come la morte, la malattia e temi socio-politici della nostra contemporaneità. William Kentridge, il maestro per eccellenza della ritualità della danza e della morte, ha presentato la sua installazione video in otto canali, More Sweetly Play the Dance, originariamente commissionata nel 2015 dal EYE Filmmuseum di Amsterdam. La narrazione che si snoda come un’irrefrenabile danza, presenta un rituale in parte filmato live e in parte rielaborato dallo stesso Kentridge, utilizzando il suo inconfondibile segno stilistico, ovvero disegni su carboncino animati riadattati e inseriti in contesti reali e quotidiani.

Il lavoro ci racconta e ci introduce in molteplici storie come un funerale jazz di New Orleans, viaggi mitici o un esodo di sfollati. Il racconto a cui siamo invitati, non solo ci avvolge per la monumentale installazione ma ci rende partecipi di una danza che si muove lenta da destra verso sinistra, seguita da una musica che risuona in testa e che postuma ci fa riflette.

La capacità di William Kentridge di raccontare delle storie che non sono poi altro che parti di realtà proposte in forme nuove, è la sua diligente passione verso l’utilizzo di mezzi semplici come la fotografia e l’immagine in movimento. Metodi che non vengono nascosti bensì lasciati lì, senza troppe pretese, chiari e presenti allo spettatore ma perfettamente inseriti in contesti che non gli appartengono. Inoltre, le mani esperte dell’artista di fama internazionale, danno vita, ancora una volta, in maniera abile e attenta al trionfo della morte come celebrazione della resilienza e della vita.

More Sweetly Play the Dance fa parte del Living Together, un programma interdisciplinare proposto dal MOAD che attraverso incontri di arte, musica, teatro, politica e poesia sfidano la cultura americana ad affrontare tematiche che invadono il quotidiano. Living Together propone in modo trasversale un nuovo modo di pensare e agire, attraverso l’invito a investigare azioni e ri-immaginare nuove forme di vita e utopiche città.

 

 

William Kentridge. More Sweetly Play the Dance

Fino al 20 gennaio 2019

Museum of Art and Design at Miami Dade College

Freedom Tower, 600 Biscayne Blvd.

 

Orari: dal mercoledì al sabato, dalle ore 13.00 alle ore 18.00. La domenica dalle ore 13.00 alle 20.00
Biglietti: $12 general, $5 studenti, bambini under 12 gratis

 

Triumphs and Laments: una galleria a cielo aperto

Cercando il senso della storia a partire dai suoi frammenti, troviamo un trionfo in una sconfitta e una sconfitta in un trionfo.” Così si esprime William Kentridge, l’artista americano di origine sudafricana che, dopo mesi di impegno, finalmente ha inaugurato a Roma il suo capolavoro dal titolo “Triumphs and Laments”. Settanta figure alte quasi dieci metri animano le sponde del Tevere celebrando come un corteo la storia di Roma dalle sue origini sino ai giorni nostri. Attratto dal fascino della capitale, Kentridge non ha esitato a creare, in pieno centro a Roma, tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini, una vera e propria galleria d’arte, ottenuta con l’uso degli stencil, dopo un’accurata operazione di rimozione della patina biologica dal travertino dei muraglioni.

La peculiarità della grande opera d’arte sta proprio nella suggestiva scelta dei temi: l’artista non si è limitato alle gesta dell’impero romano, bensì ha voluto raccontare le vittorie e le sconfitte che hanno segnato tutta la storia di Roma capitale. Un’opera che riporta in modo eccellente il passaggio dalle glorie della Roma antica a quella più moderna in tutte le sue sfaccettature, mescolando epoche e personaggi, senza alcun rispetto per la sequenza cronologica: da Marco Aurelio a Giordano Bruno, dalla morte di Remo a quella di Pasolini, dai trionfi di Cesare alle esecuzioni dei partigiani, un cofano aperto di una Renault che ricorda l’assassinio di Aldo Moro o ancora una barca colma di persone che rimanda ai migranti di Lampedusa. Ma non solo: l’artista inserisce anche il noto bagno nella fontana di Trevi di Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, protagonisti de La dolce vita di Fellini, la morte di Anna Magnani di Roma città aperta, o ancora, la coreografica scultura del Bernini Apollo e Dafne che sembra trasportare su due ruote il volto di Cicerone.

Tutti pezzi più o meno importanti di storia che Kentridge rielabora in chiave moderna, con l’intenzione di suscitare un’emozione a tutti coloro che, passeggiando lungo il Tevere, riconoscano nelle illustrazioni una parte di vita della città. Lo scopo dell’artista è proprio quello di catturare l’attenzione del passante tramite il mezzo più coinvolgente: la memoria storica.

L’inaugurazione, non a caso avvenuta il 21 Aprile giorno della fondazione di Roma, è stata particolarmente affascinante data l’incantevole performance di musicisti e vocalisti che hanno accompagnato i due cortei partiti dalle due estremità opposte del lungotevere, uno a rappresentare i Trionfi l’altro i Lamenti. Un suggestivo gioco di luci e di ombre, di urla e di suoni, dalla kora africana fino alla zampogna italiana, su musiche originali del compositore Philip Miller. Ideato dallo stesso Kentridge, e promosso dall’associazione Teveterno, lo spettacolo ha radunato centinaia di persone tra Trastevere e Campo dei Fiori a partire dalle 20:30.