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THE ART STATE

Immaginiamo l’arte come una regione, un’isola o uno stato senza confini certi, questi confini cambiano velocemente e silenziosamente. Se non si presta attenzione ci si sveglia e si realizza che questo stato include un’ area tutta nuova che non si era mai considerata in precedenza.

Dall’inizio del secolo scorso la definizione di arte è cambiata velocemente per includere nuove forme di espressione. All’inizio della nostra cultura l’arte era tecnica, poi dopo secoli è diventata bellezza, poi più recentemente pura espressione, esperienza estetica, creatività, sorpresa, shock, affermazione, partecipazione collettiva…
Arte visuale erano scultura, pittura e architettura, poi collage, ready made, installazione, performance, happening, concetto…
Alcuni filosofi del 20° secolo sono arrivati ad affermare che l’arte è un concetto che non può essere definito.
E’ in effetti un’ardua sfida ma non possiamo arrenderci all’idea di non essere capaci di riuscire a definire cos’è l’arte ai giorni nostri.
Dunque Artecracy è il nome di questo immaginario Stato dorato, totalmente governato dall’arte che ne stabilisce i confini e le regole che hanno corso per un tempo di durata incerta. Il sottotitolo del logo Lo Stato Dell’Arte si riferisce a quest’idea e, essendo una rivista di attualità, significa anche lo stato dell’arte ai giorni nostri, le sue condizioni.