The eyes of the city. La New York vista da Richard Sandler

Il leggendario fotografo americano Richard Sandler ha camminato per le strade di New York e Boston per oltre trent’anni riuscendo a catturare alcune delle immagini più iconiche in bianco e nero del nostro tempo. Le fotografie di Sandler sono presenti nelle collezioni permanenti della New York Public Library, del Brooklin Museum, del New York Historical Society e del Museo di Belle Arti di Houston.

A dicembre 2016 la casa editrice PowerHouse Boooks ha presentato una nuova pubblicazione che documenta gli oltre trent’anni di lavoro di Sandler.

The eyes of the city, questo il titolo del libro, raccoglie una serie di fotografie che l’artista ha realizzato dal 1997 al 2001, poco prima dell’attentato alle Twin Towers, portando alla luce la quotidianità della città di New York e Boston. Il fil rouge di questo “racconto” per immagini è certamente la strada insieme alla grande forza evocativa trasmessa dai volti dei soggetti da lui fotografati.

Nei suoi scatti Sandler non solo mostra la città attraverso i suoi occhi, ma anche attraverso quelli delle persone che ci vivono e che hanno guardato dritto in camera. Immagini che si sviluppano prevalentemente nel periodo tra gli anni ottanta e gli anni novanta portando alla luce le mutazioni che la Grande Mela stava subendo. Pellicole che mostrano in maniera incisiva gli effetti socialmente devastanti di una diffusione eccessiva di droghe soprattutto nelle zone di Times Square e nell’Est Village, ma allo stesso tempo mettono in risalto anche scenari di lusso sfrenato che investivano il cuore commerciale di Manhattan.

Se ci pensiamo nel mondo artistico sono stati numerosi i tentativi di catturare la vera anima della Grande Mela attraverso una varietà di mezzi e strumenti. Jay McInerney, Tom Wolfe e Francis Scott Fitzgerald sono gli scrittori che hanno utilizzato la loro penna per raccontare e descrivere gli anni dell’elite americana, degli yuppies e dello sviluppo delle droghe. Il nome di Woody Allen è spesso correlato con l’atmosfera jazz americana che molti di noi romanticamente attribuiscono a Manhattan. Il rovescio della medaglia lo compie il regista Martin Scorzese che nella pellicola del 1976 – Taxi Driver – è stato in grado di catturare la sporcizia e il nichilismo delle strade newyorkesi.

Le foto di Sandler mostrano scenari contrastanti di bellezza e malinconia, c’è qualcosa di molto profondo nella sua fotografia tanto da essere in grado di trasformare la città di New York in un vero e proprio parco giochi di sperimentazione e di critica sociale, riuscendo a dare all’intero progetto una testimonianza di vita tra composizione ed ironia.

 

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