The floating piers: la passerella di Christo sulle acque dorate

Folle, polemiche, code ma anche entusiasmo, arte ed emozioni nell’installazione ambientale The Floating Piers di Christo che sta regalando al lago d’Iseo fama ed attenzione. Una passerella percorribile lunga tre chilometri, realizzata con 220 mila cubi di politiene coperti da 70 mila metri quadri di tessuto che permette di raggiungere l’isola di San Paolo per provare l’emozione unica di camminare sulle acque. Un’isola che è raggiungibile, normalmente, solo con barche, battelli o elicotteri. Christo interviene con un progetto di amplissime dimensioni lasciando che la parte onirica di interazione con entità paesaggistiche complesse sia il primo movente dello spettatore e dell’artista.

Ognuno ha pensato e sognato di poter camminare sulle acque e, nel caso del lago d’Iseo, di farsi a piedi un giro sull’isoletta e sull’isola maggiore, senza dover ricorrere ai natanti. E anche quello che parrebbe un sogno invasivo, lo è solo temporalmente. Il sogno ha un’inizio e una fine. Non crea legami e impatti durevoli.

Christo con The Floating Piers ha realizzato la più estesa delle sue trasformazioni di ambienti naturali o cittadini, da lui ricoperti finora con enormi fogli di plastica. Lo ha fatto in tutti i continenti, impacchettando così intere scogliere, colline, edifici e monumenti. Il ponte galleggiante sul lago lombardo rappresenta una novità, in quanto il pubblico non si limita più a guardare l’opera, ma la usa direttamente, divenendone parte viva. Ma questa sua opera di Land Art non è stata immune da critiche che la hanno definita come “alternativa alle sagre di paese” o semplice “furbata effimera”.

Invece sono dell’idea che l’Arte è bella in tutte le sue forme, pochi hanno la possibilità di riceverla in dono ma tutti hanno la possibilità di poterla apprezzare. L’arte ha il potere di nobilitare l’animo, di rallegrare gli uomini e rimane la miglior cura per una vita triste e solitaria. Contemplare l’arte è un compito che tutti dovremmo svolgere, è il nutrimento per eccellenza dei nostri occhi abituati alla monotonia.

Christo attraverso le sue opere rivela – nascondendo. Quando alla nostra vita è sottratta un’ importante architettura o una porzione di paesaggio, noi prendiamo coscienza più profondamente del valore che quella eredità naturale o naturalistica ha per noi. E quando dopo qualche tempo torna nuovamente fruibile ai nostri sensi, proviamo un senso di gratitudine perché c’è anziché non esserci. Qui siamo davanti non ad una semplice opera ma ad un vero e proprio rito collettivo vissuto dai partecipanti con molto più entusiasmo e civiltà rispetto ai frequenti e tristi spettacoli da turismo di massa che vedono protagoniste, nei musei e nei luoghi culturali, comitive annoiate e distratte che spesso e volentieri fotografano a caso opere di qua e di là.

Questa è un installazione che riflette totalmente il suo tempo, e in quanto tale accende le menti di ognuno di noi. La gente non è indignata e aderisce con buona pace di numerosi critici che non hanno perso occasione di salire sul piedistallo mediatico creato attorno a quest’opera, per mettersi in mostra e fare i bastian contrari.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*