Tremendamente originale: Jon Inoue

La bellezza della grafìa giapponese e l’influenza che tale scrittura ha suscitato nell’arte sono assai note. Basti pensare a tutti quegli artisti, come ad esempio Mark Tobey, che hanno fatto dell’immediatezza del gesto la prerogativa delle loro creazioni e che hanno preso spunto direttamente o indirettamente dalla cultura dell’estremo oriente.

Jun Inoue è un artista giapponese che ha avuto l’intuizione di reinventare lo Shodo (la calligrafia orientale) fondendo l’eleganza di quelle linee con la vivacità della street art. Nasce uno stile fluido che trasmette la sensazione di pura energia rilasciata senza filtri, un flusso ininterrotto dalla mente alla superficie dipinta. Il risultato è straordinariamente decorativo, si formano scie di colore sinuose capaci di dare grande ritmo alla composizione, il tutto con un effetto liquido come se quelle immagini fossero state disegnate con un calamo gigante.

Jun Inoue è un esempio di come si possano ottenere opere originalissime combinando più elementi presi in prestito da ambiti già abbondantemente indagati come possono essere la tradizione orientale, l’arte non figurativa e la street art.

La grande difficoltà del contemporaneo sta proprio nel riuscire a reinventare continuamente i linguaggi già esistenti per adattarli a uno stile personale, unico e irripetibile. La nostra è un’epoca dove sembra non essere rimasto più nulla da scoprire a livello artistico, tutto è stato ormai indagato e sviscerato con una velocità che dal Novecento in poi è cresciuta a dismisura rispetto al passato, tanto da spingerci spesso a definire arte anche quello che arte non dovrebbe essere. Abbiamo saputo tutti del recentissimo Nobel per la letteratura a Bob Dylan, pensiamo allora al fatto che lui si è sempre servito di ventisei lettere per scrivere i suoi testi e che per comporre la musica è sempre partito da sette note. L’arte contemporanea oggi funziona allo stesso modo: si combinano elementi già dati per comporre opere originali, quindi alla fine c’è chi riesce a creare capolavori, chi qualcosa di interessante, chi qualcosa di brutto e poi c’è sempre chi si ostina a cercare maldestramente di inventare nuove lettere o nuove note. Inoue non si inventa niente, eppure è tremendamente originale.

 

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