Il viaggio premiato alla XVI Quadriennale di Roma

Rossella Biscotti, giovane discepola dell’arte visiva italiana, famosa per le sue performance e installazioni, ha vinto con l’opera Il Viaggio il Premio Quadriennale 16 di Roma, la più importante esposizione nazionale dedicata all’arte contemporanea in Italia.

Altri tempi, altri miti è stato il titolo della sedicesima edizione dedicata alle tendenze più affascinanti dell’arte italiana dopo il Duemila. L’evento ha voluto offrire al visitatore un insieme di risorse per studiare chiavi di lettura del nostro presente. L’opera di Rossella centra appieno l’attualità italiana, occupando la sezione curata da Matteo Lucchetti intitolata De rerum rurale.

Il profilo creativo della Biscotti è uno studio su eventi sociali e politici che diventano il punto di partenza per una ricerca di identità e di memoria, individuale o collettiva che sia. L’opera vincente, dal titolo Il viaggio, non è altro che un documento discendente da questo studio.

Si tratta di un pannello a parete costituito da un testo e una stampa fotografica: è la descrizione due viaggi. Il primo non è altro che un viaggio concettuale di un corpo solido, descritto da un elenco di leggi, il secondo è una mappa del tragitto dalla Libia alla Sicilia, ben conosciuto oramai. I due viaggi sembrano non avere alcun legame, ma in realtà si richiamano l’un l’altro incrociandosi in modo immaginario. Nel 2010 l’artista aveva vinto alla Biennale di Carrara il “Premio Michelangelo”, un prestigioso blocco di marmo di grandi dimensioni. Decide così di utilizzarlo in modo artistico immaginando un affondamento nel Mediterraneo come simbolico omaggio alle vittime del traffico di migranti: il suo desiderio era infatti quello di creare un’azione di naufragio. Tale suo progetto però trova riscontro con diverse difficoltà, e soprattutto con le disposizioni legislative vigenti, per l’esigenza di individuare il corretto smaltimento.

La mappa invece si riferisce al vero e proprio viaggio drammaticamente reale di esseri umani che per disperazione rischiano la propria vita, è la riproduzione di un reperto che l’artista ha trovato nelle sue ricerche negli archivi della marina militare: una carta nautica sui resti di una imbarcazione di legno distrutta dalle acque, disegnata a mano dagli scafisti per segnalare ostacoli e pericoli che avrebbero dovuto evitare per non essere intercettati. Tematiche attualissime: migranti e inquinamento, argomenti che meglio rappresentano l’Italia contemporanea.

Trentasei anni, di origine pugliese e ora residente tra Amsterdam e Bruxelles, la Biscotti ha colpito nel profondo la giuria internazionale composta da celebri direttori: Ferran Barenblit, Volker W. Feierabend, e Susanne Pfeffer, «…un’opera che, attraverso diversi livelli di significato, dà visibilità al dramma umano che si consuma ogni giorno nel Mar Mediterraneo. A partire da un precedente premio vinto alla Biennale di Carrara, la Biscotti genera un processo vicino alla realtà e attento a come l’arte opera. Il lavoro rovescia e ripoliticizza le pratiche artistiche che discendono dal minimalismo e dall’arte concettuale degli anni Sessanta, rivelandone tutto il potenziale e la complessità».

 

 

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