Wanda Nazzari racconta vent’anni di arte contemporanea in Sardegna. Quel Centro al Centro

Giovedì 28 settembre, un coinvolgente incontro ha animato l’aula rossa della Cittadella dei Musei. Il Centro culturale Man Ray, in collaborazione con la cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’università di Cagliari, ha presentato l’ultimo libro di Wanda Nazzari Quel Centro al Centro – un posto in trincea.

Pittrice, scultrice, performer e regista, Wanda Nazzari è una delle personalità più importanti del panorama locale contemporaneo, dal 1995 direttrice artistica del Centro culturale Man Ray.

Quattrocentocinquanta pagine e più di mille fotografie, un racconto dominato dal filo della memoria, che attraverso le dinamiche del Centro Man Ray storicizza oltre vent’anni di storia dell’Arte contemporanea in Sardegna.

Una coinvolgente introduzione di Pamela Ladogana apre la presentazione, dando il giusto peso alla testimonianza della Nazzari, importantissima per conoscere la nascita e lo sviluppo dell’arte contemporanea nel capoluogo sardo, e non solo, ma in particolar modo all’interno del Centro Culturale Man Ray, un centro che ha accolto e cresciuto tanti artisti. «Ricordo quell’esperimento del 2014, Metti un nido in Cittadella, un tentativo di instaurare un dialogo tra il contemporaneo e l’antico, come il museo Archeologico e la Pinacoteca. Una sensibilità originale di far dialogare la storia e il contemporaneo, e lei è riuscita nel suo intento».

«Un centro polivalente che ha visto tutte le sfaccettature del contemporaneo, che ha creato interazioni tra giovani artisti del nord sud e centro dell’isola. Un percorso storico artistico che in più di vent’anni ha accolto molte personalità, dando loro la possibilità di avere uno spazio, prima assente a Cagliari. Molti sono stati gli artisti cresciuti nel centro o passati per il centro Man Ray» così lo descrive Maria Luisa Frongia, già ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea, e continua celebrando l’artista «si è da subito interessata all’arte contemporanea e soprattutto al non figurativo: tutto ciò che era innovativo e che andava messo in luce lei lo faceva, con grande passione, glielo dobbiamo riconoscere. Lei ha una capacità di scrittura coinvolgente, si porge in prima persona, racconta i suoi ricordi. Un grazie immenso a Wanda Nazzari».

«Con Wanda è nata la magia della creatività all’interno delle nostre sedi», interviene Marcella Serreli, direttrice della Pinacoteca Nazionale di Cagliari, «tra gli esempi Stanze (2009) e Metti un nido in cittadella (2014). Ci siamo incontrate tante volte per vedere insieme quali fossero li aspetti educativi. Ha sempre dato tanta importanza ai ragazzi. Questo è un manuale, un libro-strumento di lavoro, un punto fermo, da qui si studia!».

Prosegue Maria Paola Masala, giornalista, penna importante dell’Unione Sarda: «Gli anni del Man Ray di Via La Marmora hanno visto anche dei conflitti, ma c’era una grande passione che teneva tutto su, questa passione era Wanda. Gli artisti confluivano da ogni zona della Sardegna, parlavano e si confrontavano. Il man ray in una parola? Due: qualità e passione».

Un grande elogio anche da parte di Mariolina Cosseddu, consulente scientifico del Centro: «E’ un libro vivo, ha consegnato la storia della nostra città, un lavoro davvero curato in ogni suo dettaglio, che nasce non solo dall’amore per l’arte ma anche dalla stima degli artisti che ha seguito e curato, nessun avvenimento raccontato domina sugli altri, al contrario domina la sua preziosissima esperienza, totalizzante per lei. Wanda ha sempre cercato l’eterogeneità, mettendo insieme il passato e il presente. Un raccontare che ha assunto valore storico».

 

 

 

 

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