World Press Photo 2017: l’attualità in un’immagine

Ankara, 19 dicembre 2016. L’ambasciatore russo, Andrei Karlov, viene assassinato mentre tiene un discorso durante l’inaugurazione di un’esposizione d’arte ad Ankara, Turchia.  Mevlüt Mert Altıntaş è il suo assassino, un agente di polizia fuori servizio, che in diretta mondiale al grido di “Allah Akbar” spara all’uomo davanti a sé. Poco più avanti Burhan Ozbilici, giornalista per The Associated Press, immortala la scena truce, spaventosa e surreale dell’assassinio. Poco dopo, quell’immagine fa il giro del mondo, fino ad ottenere l’ambitissimo premio World Press Photo of the Year 2017.

Quell’immagine è da subito diventata il simbolo dell’odio e della violenza che negli ultimi anni sta diventando il centro di ogni indagine umanitaria. Quel senso di fragilità e di onnipotenza insieme, disperazione per cause mondiali di conflitti, oppressioni e repressioni, sono gli esemplari visionari che migliaia di fotografi hanno deciso di immortale, nel tentativo di dare un volto e non solo una voce alle ingiustizie umane, scegliendo di condividerle in un contest mondiale che racconta la storia attraverso delle immagini dal 1955.

Il World Press Photo, ambitissimo contest mondiale per reporter, giornalisti, fotoreporter di tutto il mondo, da anni indaga attraverso lo scatto casuale di una macchina fotografica i diritti di ogni uomo in una riflessione che è molto di più di una mera fruizione estetica, strettamente legata alla libertà di stampa, quella che negli ultimi tempi è sempre più compromessa.

Per quest’anno la 62° Mostra Internazionale World Press Photo 2017 ha scelto uno spazio d’eccezione per accogliere quasi più di un centinaio di scatti, Palazzo Bonocore a Palermo, nella bellissima cornice di Piazza Pretoria. L’edificio del 1509, accompagna le immagini forti, a tratti nauseanti, da tutto il mondo in un susseguirsi di sale affrescate e accoglie i visitatori in un percorso per immagini che impone uno sguardo selettivo, maturo e spinge a una presa di coscienza prima di tutto sociale e culturale. Le storie raccontate attraverso il bianco e nero, attraverso la cruda realtà di corpi in fin di vita o ritratti di donne, uomini e bambini, narrano di schizofrenie considerate come stregonerie, di inquinamento, di omicidi, suicidi e di repressioni nella loro tenuta più attuale.

Il World Press Photo non è solo un contest con il solo fine di aggiudicarsi un premio, è un’indagine, una riflessione costante su chi siamo e cosa stiamo facendo. È una finestra sull’attualità più cruda che impone di essere ascoltata, nella speranza di un cambiamento. Il percorso non ha solo uno scopo educativo e conoscitivo, ma determina un’azione mentre provoca un pensiero.

 

 

World Press Photo 2017

01 settembre – 24 settembre

Palazzo Bonocore, Palermo

Piazza Pretoria, 2

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