Jean François Migno. La forza del colore

La forza del colore di Jean François Migno, la mostra a cura di Graziano Campanini e Riccardo Betti è ospitata al Museo Civico Medievale.

Le grandi tele di Jean François Migno ci permettono di sfogliare e leggere le pagine private del diario della sua vita. Si tratta di un linguaggio intimo, fatto di colori e di materia, caratterizzato dall’impulso e dall’emotività che è connesso, il più delle volte, alla sfera più profonda dell’Io.

Non ci sono cavalletti all’interno del suo atelier a Parigi, da cui si scorge perfettamente il Centre Geaorges Pompidou. La sua è una vera e propria “corrida” attorno al dipinto: talvolta a muro, talvolta a terra.

«Avanzo… giro… ripeto. Esito… rifletto». Come fossero i passi di una danza Jean François si muove attorno allo strato sensibile della tela, sua unica spettatrice e testimone di ciò che sta accadendo.

Lo spazio bianco, puro, entra in contatto con concentrazioni e convergenze di macchie di colore che lasciano respiro, alla superfice, solo nella parte più alta e più bassa della tela (serie Passages). Un congestionamento dello spazio, della materia e del colore che avvicina questa serie pittorica ai grandi car crash dello scultore americano John Chmberlain.

Migno opera su grandi formati, egli stesso confessa: «Il rapporto fisico con formati piuttosto grandi, induce un considerevole impegno carnale tanto quanto emotivo ed intellettuale».

Alcuni importanti lavori, come ad esempio Grand rouge, sprigionano una sensuale fisicità del colore dando vita a una sorta di “spiritualità” dell’opera. Si parla di spiritualità non a caso, proprio perché alcune delle opere di Jean François hanno forti richiami alle esperienze del gruppo Gutai. Lo scopo di questo movimento d’avanguardia, nato in Giappone agli inizi degli anni Cinquanta, era quello di «[…] concretizzare la spiritualità della materia». È quello che avviene sulla tela di Migno: una superficie materica ricca di grumi, acrilici e ritagli di carta, origina un’intensa danza del colore.

 

 

Dal 17 Maggio 2019 al 08 Settembre 2019

Bologna

Luogo: Museo Civico Medievale

Indirizzo: via Manzoni 4

Orari: da martedì a domenica e festivi 10-18.30

Curatori: Graziano Campanini, Riccardo Betti

Enti promotori:

  • Comune di Bologna

Costo del biglietto: intero € 6, ridotto € 3, 18-25 anni € 2. Gratuito Card Musei Metropolitani Bologna

Telefono per informazioni: +39 051 2193930

E-Mail info: museiarteantica@comune.bologna.it

Sito ufficiale: http://www.museibologna.it

Carlo Fornara. Alle radici del Divisionismo (1880-1910)

La potenza e la bellezza delle montagne ossolane sono splendidamente protagoniste de Carlo Fornara. Alle radici del Divisionismo (1880 – 1910), mostra proposta dalla Collezione Poscio nella sua sede espositiva in Casa De Rodis, nel cuore di Domodossola.

Dal 25 maggio al 20 ottobre, la mostra, curata da Annie-Paule Quinsac, offre l’opportunità di scoprire, o riscoprire Casa De Rodis, edificio nobiliare di origine medievale, esempio tra i più affascinanti dell’architettura storica ossolana. Casa De Rodis, acquisita dalla Collezione Pescio e da questa completamente restaurata, è sede di mostre di grande qualità, che promuovono artisti e collezioni di territorio ma di valore universale.

La retrospettiva di Fornara si focalizza in modo diretto sui due decenni che intercorrono tra il 1880 ed il 1910, gli anni di maggiore creatività e capacità innovativa del maestro di cui ricorre il cinquantenario della scomparsa. In mostra, una importantissima selezione di tele (alcune delle quali oggetti di interventi di restauro realizzati proprio in funzione della loro esposizione in questa mostra), affiancate da una sezione riservata ai disegni del maestro.

Gli anni Novanta dell’Ottocento furono per lui stagione formativa sotto la guida del maestro Carlo Cavalli, erede spirituale del marsigliese Adolphe Monticelli. “Anni anche di personale affermazione, quando, fatti propri gli impasti monticelliani, Fornara elabora un linguaggio luminista di pittura materica a spatola e pennellate a effetto smalto”, annota la curatrice Annie-Paule Quinsac.

“Questa “prima maniera” sarà destinata a mutare per lo sconvolgente incontro/confronto con il simbolismo di Giovanni Segantini, cui va a fare da assistente nell’agosto 1898 a Maloja in Engadina e la cui imprevedibile scomparsa all’apice della gloria ‒ l’anno dopo, nel settembre 1899 sullo Schafberg ‒ lo scuote nel profondo, segnando l’animo e il procedere di giovane adepto”. Nel primo decennio del nuovo secolo, il Novecento, Fornara mostra una pittura dagli esiti europei e internazionali. Con opere, molte delle quali proposte in mostra (Chiara pace, L’aquilone, Fontanalba, Ombre e luci, per citare solo le più note), caratterizzate dalla sperimentazione divisionista. Che, superando via via l’influenza dei temi e della visione segantiniana, giunge ad un modo assolutamente originale per trasporre nelle tele l’amena bellezza della Valle Vigezzo, dove l’artista era nato nel 1871, “restituita nella duplice natura di poesia e forza insieme”, sottolinea la curatrice.

Nato a Prestinone nel 1871 in una umile famiglia contadina della Val Vigezzo, Fornara, grazie al suo precoce talento, ebbe accesso ai corsi di pittura, disegno e ornato presso la locale scuola d’arte Rossetti Valentini di Santa Maria Maggiore. Qui strinse rapporti di amicizia con altri futuri pittori come Giovanni Battista Ciolina, Gian Maria Rastellini e Lorenzo Peretti Junior, tutti allievi di Enrico Cavalli, grande conoscitore dell’arte francese di quell’epoca.

Nella primavera del 1891 espose alla Prima Triennale di Brera, occasione per entrare in contatto con le nuove istanze divisioniste. Tra il 1894 ed il 1895, a Lione Fornara si avvicina alla corrente pittorica del neoimpressionismo, che si manifesta nell’opera En plen air, rifiutata nel 1897 dalla terza Biennale di Brera, ma apprezzata da Giuseppe Pellizza da Volpedo e Giovanni Segantini, due dei maggiori esponenti della corrente divisionista. E’ del 1899 la sua partecipazione alla terza Esposizione internazionale d’arte di Venezia.

Entrato in contatto con Alberto Grubicy de Dragon, titolare della Galleria Grubicy e fratello del promotore del divisionismo a livello europeo, il mercante d’arte e pittore lui stesso Vittore Grubicy de Dragon, fu molto apprezzato da entrambi e messo in contatto con Segantini, che volle il giovane artista come suo assistente, per l’Esposizione di Parigi del 1900. Grazie al patrocinio dei Grubicy, Fornara fu presente alle maggiori esposizioni pittoriche nazionali ed internazionali di quegli anni: Gradualmente, l’adesione alla scuola divisionista iniziò ad indebolirsi intorno agli anni venti, quando l’artista iniziò una sua ricerca pittorica con uno stile del tutto personale.

A partire dal 1922, scelse la sua amata Val Vigezzo, dove continuò a dipingere sino alla morte avvenuta nel 1968.

 

 

Dal 25 Maggio 2019 al 20 Ottobre 2019

Domodossola | Verbano-Cusio-Ossola

Luogo: Casa De Rodis

Indirizzo: via Attilio Binda 8

Curatori: Annie-Paule Quinsac

Sito ufficiale: http://www.collezioneposcio.it

You Are Leo

In occasione delle celebrazioni per i 500 anni della morte di Leonardo da Vinci (1452-1519) verrà presentato a Milano in esclusiva mondiale “You Are Leo”, il primo virtual reality guide street tour dedicato a Leonardo da Vinci “Maestro Lombardo, fiorentino in Milano” nel suo lungo soggiorno milanese.

You are Leo è dunque una passeggiata nel centro di Milano e al contempo un viaggio nel tempo, possibile grazie ad avanzate tecnologie immersive che permetteranno al visitatore di ripercorrere i passi di Leonardo. Partendo dalla Fabbrica del Duomo passando poi per Palazzo Reale – Corte Vecchia dove Leonardo aveva la sua bottega – fino alla Pinacoteca Ambrosiana, proseguendo verso Porta Vercellina per arrivare infine al complesso di Santa Maria delle Grazie.   Il progetto nasce dalla collaborazione tra Way – We Augment You, start up innovativa milanese che opera in ambito culturale e turistico utilizzando la tecnologia della realtà aumentata e virtuale per offrire esperienze immersive in ambienti a 360° e Ad Artem, attiva e conosciuta da venticinque anni nella didattica e nella divulgazione dell’arte.

Un viaggio turistico reale attraverso la città e virtuale attraverso il tempo: “Leonardo da Vinci ci ha donato i suoi occhi per mostrarci la sua Milano, mettendo le persone al centro di un’esperienza totalmente immersiva nella Milano di allora”. Verrà compiuto concretamente un percorso a piedi di circa un miglio lombardo (1,8 km) della durata di 1 ora e 40 minuti, durante la quale il visitatore vedrà ricostruirsi e animarsi l’area intorno a sé, così come le opere d’arte connesse alla narrazione, che verranno visualizzate e raccontate in ambienti limbo a 360°. Ciascun partecipante verrà munito di un avanzatissimo visore VR, all’interno del quale si attiveranno le esperienze virtuali. Ad accompagnare il viaggio sarà un esperto storico dell’arte, che accoglierà e guiderà il visitatore nel percorso e gestirà l’attivazione delle esperienze VR. A quel punto la guida reale lascerà il posto a quella virtuale che offrirà gli occhi di Leonardo per immergersi nei suoi luoghi e vedere ciò che lui stesso vedeva. Lo spettatore diverrà Leonardo: “You are Leo”.

IL PERCORSO
Duomo
Leonardo e Milano alla fine del Quattrocento. Ricostruzione della fabbrica del Duomo e della situazione urbanistica.
Palazzo Reale Leonardo e il monumento equestre a Francesco Sforza – il “cavallo”. Ricostruzione della Corte Vecchia ovvero Palazzo Ducale – ora Palazzo Reale.
Pinacoteca Ambrosiana La mappa di Milano “a volo d’uccello”. Il Musico di Leonardo. Il Codice Atlantico.
Porta Vercellina Gli studi di Leonardo sull’acqua. Ricostruzione della Porta Vercellina medioevale, con vista del Naviglio di San Gerolamo e della campagna. Ricostruzione del cantiere bramantesco del tiburio delle Grazie.
Santa Maria delle Grazie Leonardo dipinge l’Ultima Cena nel refettorio del monastero di Santa Maria delle Grazie – il Cenacolo.

LA RICERCA SCIENTIFICA Molteplici sono le fonti utilizzate per la ricerca scientifica: da quelle iconografiche alla letteratura sul Rinascimento milanese legata al Ducato di Ludovico il Moro, fino agli ultimi aggiornamenti presentati nella mostra dedicata a Leonardo da Vinci allestita a Palazzo Reale nel 2015. Si è guardato all’architettura del Quattrocento ancora visibile a Milano: l’Ospedale Maggiore, il Castello di Porta Giovia, i resti dell’antico Palazzo Ducale, come pure alle miniature di Cristoforo de Predis. Molte anche le fonti scritte, sia contemporanee che successive agli anni del primo soggiorno milanese di Leonardo, nonché le parole stesse di Leonardo sulla sua visione del mondo, della natura, dell’uomo.

 

 

Dal 23 Maggio 2019 al 23 Maggio 2020

Milano

Luogo: Fonderia Napoleonica Eugenia

Indirizzo: via Thaon di Revel 21

Orari: Il tour è disponibile tutti i giorni in fasce orarie differenti in base alla lingua prescelta. Tour lingua italiana ore 11.00 | ore16.30 | ore 18.30 Tour lingua inglese ore 10.00 | ore 15.30. Durata: 1 ora e 30 minuti Il tour prevede una passeggiata nel centro storico di Milano, si percorreranno a piedi circa 1,8 km

Costo del biglietto: Biglietti in vendita online: Intero € 25, Ridotto € 20 over 65 e under 18, Famiglia adulto € 15, Famiglia bambino € 15. Gratuito fino a 6 anni Turisti stranieri € 30 (visita in inglese)

Sito ufficiale: http://www.youareleo.com

Carlos Quintana. El mundo de la verdad

Si inaugura sabato 25 maggio alle ore 17 presso il Palazzo della Cancelleria di Roma la mostra dell’artista cubano Carlos Quintana dal titolo “El mundo de la verdad” ( “Il mondo della verità” ) a cura di Eriberto Bettini, con il patrocinio del Pontificium Consilium de Cultura e dell’Ambasciata della Repubblica di Cuba presso la Santa Sede.

Attraverso una ventina di opere anche di grandi dimensioni, realizzate negli ultimi due anni, si entra nel clima di un autore che ha scelto la via di una pittura “interrogativa”, dove ciò che appare è un’immagine di ricercata e talora criptica descrizione. Egli ci invita a indagare quel mondo interiore mascherato da alcune insistite espressioni facciali prive di emozioni che emergono da tele implicitamente, volutamente incompiute talora anche dal punto di vista formale. Il suo gesto, che esibisce interessanti agganci alle culture e alle filosofie orientali, non dimentica certi rimandi all’espressionismo tedesco e a quel surrealismo di matrice tribale che appartiene alla memoria della sua terra. La “verità” va quindi ricercata e conquistata all’interno degli effigiati e specularmente all’interno di noi stessi.

La rassegna, che si concluderà il 16 giugno, è accompagnata da una pubblicazione introdotta da un testo critico di Luciano Caprile.

Carlos Quintana, El mundo de la verdad

A cura di Eriberto Bettini
Testo critico di Luciano Caprile

 

Palazzo della Cancelleria, Piazza della Cancelleria 1, Roma

Inaugurazione: sabato 25 maggio ore 17.00 su invito, Sala del Vasari

Presenta il critico Prof. Luciano Caprile

 

26 maggio – 16 giugno 2019

Orario: dal lunedì alla domenica dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00
Ingresso libero

L’esposizione gode del patrocinio del Pontificium Consilium de Cultura e dell’Ambasciata della Repubblica di Cuba presso la Santa Sede

Gli sponsor dell’evento sono: Bettini & Co. Gallery, Banca Mediolanum, Rader

 

Per informazioni

BETTINI & CO. GALLERY

tel. 0444 561563, 347 4623195, info@bettinigallery.it

www.bettinigallery.it

 

 

 

Apparire. Mostra personale di Luca Grechi

Dopo due anni di assenza Luca Grechi torna a ridisegnare gli spazi della galleria Richter Fine Art con Apparire la sua nuova personale, in mostra fino al 31 maggio. In questo periodo, l’artista ha realizzato una nuova serie di opere alternando disegno, pittura e scultura. Per realizzare questa mostra l’artista ha lavorato due anni, come lui stesso afferma: «su un segno puro, per lasciare vivo e libero ciò che “appare”, che è quello che mi ha scosso e stimolato nell’ arco di questi due anni». Una serie di disegni di grande e piccolo formato, insieme a sculture in ceramica abiteranno la galleria fino al 31 maggio.

Altra novità della mostra è il testo critico: un’intervista che alcuni degli artisti e amici che ruotano attorno alla Richter hanno realizzato per mail a Luca Grechi. Invitati dal gallerista Tommaso Richter, Diego Miguel Mirabella, Giulio Catelli, Lillo Spuma hanno fatto domande e riflessioni, analizzando il processo artistico di Grechi, insomma quello che normalmente gli artisti fanno tra loro, ma questa volta nero su bianco. La galleria, ancora una volta si pone come un laboratorio, ai cui esperimenti il pubblico è invitato a partecipare. Non si limita a documentare, ma vuole assumere un ruolo attivo nel sollecitare un dibattito critico nei campi di sua competenza, partecipandovi o addirittura orientandolo, nell’intera gamma della cultura contemporanea.

«Mi rendo conto – afferma l’artista riflettendo sui suoi ultimi lavori – che l’ idea di un tempo invisibile nei miei quadri, più mentali, di quotidiana attesa, sono correlati a tutta quell’ esperienza del disegno, più immediata apparentemente, l’ idea iniziale non conta più, c’è un seme che comanda il suo tempo. Un fiore, un cavallo, un uccello, una linea sono un pretesto per emozionarci ogni volta».

Luca Grechi, nato nel 1985 a Grosseto, vive e lavora a Roma. Dal 2004 al 2008 ha viaggiato tra l’America centrale, il sud America e la Francia. Si stabilisce poi a Roma dove nel 2010 consegue il diploma di laurea in pittura presso l’Accademia di Belle Arti con l’artista Enzo Orti. Durante i suoi viaggi ha approfondito il suo interesse per il disegno dal vivo e il paesaggio, sviluppando una peculiare attitudine per la raccolta di oggetti e carte abbandonati e lasciati in balia degli eventi, quali elementi altamente suggestivi per la sua ricerca attuale ispirata dall’osservazione della natura, dai processi di trasformazione e di evoluzione delle cose in relazione al trascorrere del tempo.

Tra le mostre personali più recenti: C’è una volta ( Galleria Richter Fine Art, 2017, Roma), Infinito, (Galleria La Linea, 2016, Montalcino) Un sasso sul mare #2, (Sala Santa Rita, 2016, Roma) Sinkhole (Galleria Artothèque de Rome, Roma, 2013).Tra le mostre collettive più recenti: In the making ( Galleria Richter Fine Art, 2018, Roma), Sottobosco ( Muzeul National de Arta, 2018, Cluj-Napoca), It Was not me, ( Wonder-Liebert, 2018, Parigi), Forever Never Comes, ( Museo Archeologico della Maremma, 2017, Grosseto), Non amo che le rose che non colei, ( Galleria Richter Fine Art, 2016, Roma), Asyndeton, (Castello di Rivara, 2016, Rivara, To) L’Uomo, Il Suono, La Natura, ( Terravecchia, 2016, Campania ) I Materiali della pittura, (Il Frantoio, 2016, Capalbio ) Iconologia Onirica, (Galleria La Linea, 2015, Montalcino), The Grass Grows,( Basel, 2014). Nel 2016 espone al Mac di Lissone in occasione del Premio Lissone.

 

 

Titolo: APPARIRE

Artista: Luca Grechi

galleria Richter Fine Art, vicolo del Curato, 3 – Roma

Durata mostra: dal 17 aprile al 31 maggio

Orari: da giovedì 18 aprile dalle 13.00 alle 19.00 dal lunedì al venerdì e il sabato su appuntamento.

Sito internet: http://www.galleriarichter.com/ – Email: info@galleriarichter.com – Fb account: Galleria Richter Fine Art

Divine Bovine. Mostra fotografica di Toni Meneguzzo

Ha inaugurato lo scorso 14 maggio presso l’Howtan Space di Roma la mostra fotografica di Toni Meneguzzo dal titolo Divine Bovine, a cura di Antonella Scaramuzzino e Fulvio Ravagnani, che vede protagoniste dei grandi ritratti esposti una serie di coloratissime mucche indiane.

Le 65 fotografie (che misurano 2 metri per 2) sono il frutto di un’interessante e personale ricerca dell’artista, che ha viaggiato dal 2008 al 2013 per le regioni dell’India immortalando questi animali, considerati come esseri sacri, alla stregua di divinità, protagonisti di una tradizione antichissima mantenuta nel tempo dalle popolazioni locali, che oggi sta però rischiando di scomparire. In occasione del raccolto infatti le mucche vengono donate al tempio dagli abitanti in segno di ringraziamento, adornate con paramenti e fiori e dipinte con colori brillanti e vivaci, per celebrare la fertilità e porgere un dono al cielo.

Le foto diventano potenti icone, dal sapore rurale e al contempo quasi magico, grazie anche al lavoro di ritaglio dello sfondo eseguito da Meneguzzo, che ha tolto i paesaggi agresti per lasciare un campo bianco, che toglie qualsiasi riferimento spazio-temporale rendendole idoli naturali, dall’aspetto saggio e protettivo.

La ricerca di Toni Meneguzzo, classe 1949, fotografo da quattro decadi, ha spaziato in vari campi, dalla moda, fino ad arrivare al design e all’architettura; Divine Bovine è invece un vero proprio reportage etno-antropologico, oltre che religioso, che offre allo spettatore uno spaccato legato a un mondo lontano ed affascinante.

Completa la mostra un video di backstage che illustra gli anni di viaggio e ricerca vissuti dall’artista che hanno reso possibile questo progetto di mostra.

HOWTAN SPACE

dal 14 maggio al 27 giugno 2019

Via dell’Arco de’ Ginnasi, 5 – Roma

Lunedi’ – Venerdì ore 12:00 – 19:00 Sabato e Domenica Chiuso

Visioni Urbane

Torna DISTRETTO A WEEKEND, l’appuntamento itinerante giunto alla XII edizione che getta un ponte tra arte e cibo, spazi pubblici e case private, solo per un week end, a Faenza.
All’interno del fitto programma di eventi artistici, Distetto A, associazione che organizza l’evento, ha sempre cercato di dare particolare attenzione alla street art.
Per questo ha invitato MAGMA gallery, galleria di Bologna, che si sta distinguendo per un intenso e mirato lavoro sull’arte urbana internazionale, a portare nell’evento un suo personale contributo su questi ambiti artistici.
È nata così la mostra Visioni Urbane, concepita e organizzata da MAGMA gallery per Distretto A Weekend, vera e propria istantanea sul panorama urban con una selezione di artisti internazionali, fra giovani talenti e nomi già affermati come Tellas, autore dell’ultimo murales vincitore del bando faentino, Martina Merlini, Alberonero, Ciredz, Jan Kaláb, Julie Oppermann.
MAGMA gallery promuove artisti italiani e internazionali emergenti, anticipando e mettendo in luce le tendenze più innovative nel mercato dell’arte contemporanea e urbana. Rappresenta artisti come Tellas, Jan Kaláb, Okuda, Andrew Schoultz, Julie Oppermann, Alberonero, Hell’O Collective, SatOne, Ciredz, Martina Merlini, Nelio, tutti nomi di spicco della scena internazionale di Street Art e Urban Art. Con un approccio nuovo e aperto alla ricerca e all’innovazione, MAGMA gallery amplia il suo campo d’azione, accogliendo mostre e installazioni site-specific, avvicinandosi a una sperimentazione multidisciplinare e multi-materiale.
Visioni Urbane è, nello stile dell’evento che la ospita, una mostra pop-up di tre giorni, ambientata negli affascinanti spazi del grande appartamento a piano nobile di Palazzo Giangrandi che prende nome dalla famiglia originaria di Parma che vi abitò. Da ricordare, Francesco, che nel 1503 recitò l’orazione di benvenuto a Pietro Marcello, primo Provveditore della Repubblica Veneta ed un Pietro, “precettore di grammatica” nel ‘600. Poi Giovanni, sacerdote e lettore di filosofia nel Seminario, morto in odore di santità nel 1741 ed un Giovanni che nel 1796 faceva parte della legazione inviata a Bologna ad ossequiare il Buonaparte ed infine un Paolo ed un Carlo, carbonari.
Le Visioni Urbane continuano anche fuori dalla mostra, con i murales del quartiere, realizzati grazie ai bandi internazionali organizzati da Distretto A, da Etnik, Eime, Tellas e Coquelicot Mafille.
Visioni Urbane si inserisce nel fitto programma di eventi di Distretto A Weekend: musei aperti, visite guidate, performance di danza conteporanea, installazioni di fotografia, ceramica, pittura, scultura, dj set, laboratori, presentazioni di libri, fra appartamenti, cortili e balconi. Il tutto unito ad una proposta food&drink vastissima e innovativa, e di qualità, per un evento che sta raccogliendo sempre maggiori consensi, con circa 15.000 presenze nell’edizione 2018.

Tellas (Cagliari, 1985) nel 2014 viene inserito dall’Huffington Post USA tra i 25 street artists più interessanti del mondo; nel 2015 per The Urban Contemporary Art Guide, a cura del noto Graffiti Art Magazine, Tellas entra a far parte della classifica dei 100 migliori artisti emergenti dell’anno a livello mondiale. Le sue partecipazioni a festival internazionali sono innumerevoli, tra le altre si ricordano Artmossphere, prima Biennale di Street Art tenutasi a Mosca nel 2014 e La Tour Paris Project, 2013, considerato uno dei progetti più innovativi di arte contemporanea di tutto il mondo. Nel 2015 completa un’enorme opera pubblica a Cagliari, città capitale della cultura italiana per quell’anno, mentre nel 2016 compie importanti interventi pubblici a Madrid, Spagna, e ad Albany e Perth, Australia. Di rilievo sono anche le collaborazioni con alcuni brand storici di moda italiana, tra cui Ferragamo e Marni. Con quest’ultimo, Tellas realizza in due periodi differenti dei video e dei progetti, presentati anche in occasione della 56° Biennale di Venezia. Nel 2017, Tellas ritorna in Australia, selezionato dalla municipalità di Townsville per realizzare un maestoso intervento pubblico nella città. Nel 2018 le sue opere sono state esposte al Museo Gagliardi di Noto in occasione della mostra “ABSTRACTA – da Balla alla Street Art”, che ripercorre un secolo di pittura astratta italiana dai precursori Futuristi fino ai più significativi artisti contemporanei provenienti dalla street art.

Martina Merlini (Bologna, 1986) vive e lavora a Milano. Dall’illustrazione all’astrazione geometrica; un percorso che porta l’artista a sperimentare e conoscere sé stessa attraverso diversi contesti espressivi come, tra gli altri, street art ed installazioni. Numerose le esposizioni dedicatele, sia in Europa che in America e Australia. Tra i vari eventi e festival internazionali cui prende parte si ricordano Living Walls, primo festival di street art femminile tenutosi ad Atlanta (USA) nel 2012, ed il prestigioso Le Mur a Parigi, nel 2015. Nel 2017 ha esposto presso il Museo Archeologico di Grosseto in una collettiva con importanti nomi tra cui Alighiero Boetti, Michael Johansson, Pennacchio Argentato, Luca Pozzi e molti altri. Nel 2018 ha preso parte a mostre in Messico, Hong Kong, San Francisco, Madrid.

Alberonero nel 2013 partecipa ad Art Basel Miami presso lo showroom di Meridiani USA reinterpretando l’immagine dell’azienda con arazzi e wallpainting. Nel dicembre 2014 a Campidarte in Sardegna lavora per “Norme di paesaggio”, una personale tra natura ed architettura, temi centrali portati avanti nello studio del paesaggio abbandonato sviluppato in Salento nell’estate 2015. Nell’inverno 2015 progetta una nuova area di gioco urbano presso l’Ex Dogana di Roma con la creazione di un campo da basket site specific per gli abitanti del quartiere. Negli stessi spazi, nel 2016 Alberonero partecipa a “Roma Arte Aperta” mostra collettiva al fianco di grandi maestri come Alighiero Boetti, Sol LeWitt, Jannis Kounellis ed altri. Nell’ estate 2016 la ricerca si focalizza sulla relazione uomo-paesaggio con il progetto “Tre Colli” a Catanzaro per Altrove Festival. Nello stesso anno, Alberonero crea un’installazione in marmo di fronte all’Arena di Verona, simbolo della città. La ricerca architettonica continua con il progetto di grandi dimensioni per Farm Cultural park, centro culturale a Favara in Sicilia, realizzato nel 2017.
Roberto Cireddu, in arte Ciredz, (1981, Cagliari), è uno degli artisti più innovativi della arte astratta urbana italiana. Le figure che rappresenta si ispirano alla terra, allo studio della sua conformazione; le mappe topografiche diventano tracce, segni infiniti che dalla realtà conducono all’astrazione. Il rapporto percettivo tra uomo e natura, la sua essenza mutevole, instabile e a volte ingannevole, è l’elemento centrale del suo stile. Le sue opere su carta, su muro, le sue sculture e le sue enigmatiche e splendide installazioni sono state apprezzate in numerose esposizioni ed eventi nazionali ed internazionali, come il Katowice Street Art Festival in Polonia, il Muu Festival in Croazia, l’Asalto Festival e l’US Barcelona in Spagna, ed il celebre Village Underground Wall a Londra. Ha partecipato al progetto “Becoming Marni”, sviluppato nel nord est del Brasile nella regione Sergipe, e presentato alla 56° Biennale di Venezia.
Recentemente ha preso parte a diversi festival e progetti espositivi come il Fuorisalone di Milano, Campidarte di Cagliari, il Land on Art Festival di Padova, l’Upeart Festival in Finlandia e il Walk&Talk nelle Isole Azzorre.
Vive e lavora in Sardegna.

Jan Kaláb (Praga, 1978) è uno dei più importanti autori dell’astrattismo geometrico e urbano internazionale. Nel 2018 l’Albin Polasek Museum & Sculpture Gardens in Florida gli dedica una retrospettiva dal titolo “Soul of Graffiti”, con un focus sulla scultura. Nel 2017 a Cracovia, Polonia, le sue opere sono esposte tramite il progetto pubblico Abstract Forum, insieme a quelle di altri grandi nomi come Nelio, Moneyless e Remi Rough tra gli altri, proponendo al pubblico uno sguardo ampio sull’evoluzione attuale dell’arte urbana astratta. Nello stesso anno Magma gallery presenta la sua prima personale in Italia, intitolata “Zooom”. Nel 2015 espone al MAXXI di Roma, Italia, partecipando alla collettiva “Et Cetera”, mostra dedicata all’arte cecoslovacca contemporanea post-regime comunista. Nel 2011, dopo aver preso parte alla prima “Biennal de Graffiti Fine Art” al MUBE Museum di San Paolo, Brasile, espone presso il museo MASP della stessa città.

Julie Oppermann (San Francisco, 1982) vive e lavora a Berlino. Nel 2018 era tra i protagonisti della Mediation Biennale 6di Poznan in Polonia. Nel 2017 espone i suoi lavori al Marjorie Barrick Museum di Las Vegas insieme ad altri dieci artisti americani che stanno ridisegnando la tradizione della Process Art in una profonda espressione della pratica di studio del XXI secolo. Varie sono state le mostre personali, come alla Mark Moore Gallery di Los Angeles, al Joshua Liner Gallery di New York, e alla Galerie Röpke sia a Colonia che a Madrid. Le sue opere sono incluse in numerose collezioni pubbliche e private, tra cui il Museum of Fine Arts di Houston, e il Museum of Contemporary Art, San Diego, in California.

Dal 17 Maggio 2019 al 19 Maggio 2019

Faenza | Ravenna

Luogo: Palazzo Giangrandi

Indirizzo: via Giangrandi 2

Orari: Venerdi e Sabato dalle 18 alle 23; Domenica dalle 10 alle 13

Curatori: MAGMA Gallery

Costo del biglietto: Ingresso gratuito

E-Mail info: distretto.a@gmail.com

Museo Virtuale della Milano di Leonardo

Nella Sala delle Armi del Castello Sforzesco, dal 16 maggio 2019 al 12 gennaio 2020, un percorso multimediale progettato da Cultura nuova con la collaborazione scientifica di Edoardo Rossetti e Ilaria De Palma, dal titolo Il museo virtuale della Milano di Leonardo, condurrà il visitatore alla scoperta della città di Milano così come doveva apparire agli occhi del maestro durante i suoi soggiorni milanesi (in diversi momenti tra il 1482 e il 1512). Nel percorso sarà inserita una mappatura visiva georeferenziata di quanto ancora si conserva di quei luoghi, sia in città che all’interno di musei, chiese ed edifici del territorio: spazi urbani, residenze aristocratiche ed edifici sacri, quali la Chiesa di San Francesco Grande, il Borgo delle Grazie, il Castello Sforzesco, l’antica Porta Vercellina, corso Nirone e l’asse dell’attuale Corso Magenta-contrada dei Meravigli-Cordusio.
Il tour nella città virtuale farà riemergere, a distanza di cinque secoli, la peculiare composizione sociale di questi quartieri, ma anche il loro aspetto, caratterizzato da sontuosi palazzi le cui facciate erano affrescate con episodi di storia romana narrata attraverso arditi scorci prospettici. Si passerà poi a visitare i vasti giardini interni agli isolati, utilizzati per ospitate magnifiche feste e tornei cavallereschi.
Al percorso virtuale in città, si aggiungono 8 itinerari nel territorio lombardo – promossi dalla Regione Lombardia in collaborazione con Explora, in occasione del cinquecentenario – che permettono di ritrovare ancora oggi nell’arte, nel paesaggio e nella stessa cultura enogastronomica gli elementi naturali tipici della terra lombarda più volte rappresentati da Leonardo nelle sue opere.
Gli itinerari accompagneranno il pubblico a riscoprire non solo i legami storici della Lombardia con Leonardo e la corte degli Sforza, ma soprattutto a ritrovare con gli occhi del genio di Vinci le stesse suggestioni naturalistiche che caratterizzano la sua grande opera artistica e scientifica.
Uscendo dal Castello Sforzesco dopo la visita delle mostre, il visitatore potrà passeggiare per Milano e viaggiare in Lombardia alla ricerca dei luoghi in cui Leonardo è vissuto, dove ha lasciato un segno del suo genio.

DAL 16/05/2019 AL 12/01/2020

Milano

LUOGO: Milano – Piazza Castello | Museo Castello Sforzesco

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 02 8846 3700

SITO UFFICIALE: www.milanocastello.it

Eve Arnold. Tutto sulle donne – All about women

Che si tratti delle donne afroamericane del ghetto di Harlem, dell’iconica Marylin Monroe, di Marlene Dietrich o delle donne nell’Afghanistan del 1969, poco cambia. L’intensità e la potenza espressiva degli scatti di Eve Arnold raggiungono sempre livelli di straordinarietà. La fotografa americana ha sempre messo la sua sensibilità femminile al servizio di un mestiere troppo a lungo precluso alle donne e al quale ha saputo dare un valore aggiunto del tutto personale.
A questa intensa interprete dell’arte della fotografia, la Casa-Museo Villa Bassi, nel cuore di Abano Terme, dedica un’a ampia retrospettiva, interamente centrata sui suoi celebri ed originali ritratti femminili. Quella proposta in Villa Bassi dal Comune di Abano Terme e da Suasez, con la curatela di Marco Minuz, è la prima retrospettiva italiana su questo tema dedicata alla grande fotografa statunitense.
Eve Arnold, nata Cohen, figlia di un rabbino emigrato dalla Russia in America, contende ad Inge Morath il primato di prima fotografa donna ad essere entrata a far parte della Magnum. Furono infatti loro due le prime fotografe ad essere ammesse a pieno titolo nell’agenzia parigina fondata da Robert Capa nel 1947. Un’agenzia prima di loro, riservata a solo grandi fotografi uomini come Henri Cartier Bresson o Werner Bischof.
Ed è un caso fortunato che le due prime donne di Magnum siano protagoniste di altrettante retrospettive parallele in Italia entrambe promosse per iniziativa di Suazes: la Morath a Treviso, in Casa dei Carraresi, e ora la Arnold ad Abano Terme in questa mostra.
A chiamare Eve Arnold In Magnum fu, nel 1951, Henri Cartier -Bresson, colpito dagli scatti newyorkesi della fotografa. Erano le immagini di sfilate nel quartiere afroamericano di Harlem, a New York. Quelle stesse immagini rifiutate in America per essere troppo “scandalose”, vennero pubblicate dalla rivista inglese Picture Post.
Nel 1952 insieme alla famiglia Eve Arnold si trasferisce a Long Island, dove realizza uno dei reportage più toccanti della sua carriera: “A baby’s first five minutes”, raccontando i primi cinque minuti di vita dei piccoli nati al Mother Hospital di Port Jefferson. Nel 1956 si reca con un amica psicologa ad Haiti per documentare i segreti delle pratiche Woodoo.
Chiamata a sostituire il fotografo Ernst Haas per un reportage su Marlene Dietrich, inizia la frequentazione con le celebreties di Hollywood e con lo star system americano. Nel 1950 l’incontro con Marylin Monroe, inizio di un profondo sodalizio che fu interrotto solo dalla morte dell’attrice. Per il suo obiettivo Joan Crawford svela i segreti della sua magica bellezza. Nel 1960 documenta le riprese del celebre film ”The Misfits”, “Gli spostati”, con Marylin Monroe e Clark Gable, alla regia John Houston e alla sceneggiatura il marito dell’epoca di Marylin Arthur Miller.
Trasferitasi a Londra nel 1962, Eve Arnold continua a lavorare con e per le stelle del cinema, ma si dedica anche ai reportage di viaggio: in molti Paesi del Medio ed Estremo Oriente tra cui Afghanistan, Cina e Mongolia.
Fra il 1969 e il 1971 realizza il progetto “Dietro al velo”, che diventa anche un documentario, testimonianza della condizione della donna in Medio Oriente.
«Paradossalmente penso che il fotografo debba essere un dilettante nel cuore, qualcuno che ama il mestiere. Deve avere una costituzione sana, uno stomaco forte, una volontà distinta, riflessi pronti e un senso di avventura. Ed essere pronto a correre dei rischi.» Così Eve Arnold definisce la figura del fotografo. Benché il suo lavoro sia testimonianza di una lotta per uscire dalla definizione limitante di “fotografa donna”, la sua fortuna fu proprio quella capacità di farsi interprete della femminilità, come “donna fra le donne”.

Dal 17 Maggio 2019 al 08 Dicembre 2019

Abano Terme | Padova

Luogo: Casa-Museo Villa Bassi

Indirizzo: via Appia Monterosso 52

Curatori: Marco Minuz

Enti promotori:

Comune di Abano Terme

Suasez

Blocco I 9

Si inaugura il 14 maggio alle ore 17.30, presso la Chiesa di San Crispino e Crispiniano a Palermo, il group show BLOCCO | 9, composto da nove artisti emergenti tra i quali: Alessandro Armetta, Giuliana Barbano, Roberto Caccamo, Gisella Chaudry, Chiara Gullo, Raffaele Milazzo, Germain Ortolani, Veronica Vassallo, Sebastiano Zafonte.
Nato da un eterogeneo gruppo artisti, BLOCCO ha come obiettivo quello di affrancarsi da dinamiche cittadine di detenzione della cultura e del fare arte. Per questa prima operazione i nove giovani artisti hanno pensato a installazioni diversificate in cui sono ben visibili le ricerche di spazialità, del tempo, della natura, dell’uomo e di ciò che ne resta.
Grandi e piccole installazioni che circondano ed esplorano gli spazi dell’antica Chiesa di San Crispino e Crispiniano attigua alla Biblioteca di Casa Professa, trasformandola per questa occasione in uno spazio ricettivo per l’arte contemporanea.

Dal 14 Maggio 2019 al 30 Maggio 2019

Palermo

Luogo: Chiesa di San Crispino e Crispiniano

Indirizzo: vicolo S. Michele Arcangelo

Orari: Lunedi, martedì, giovedì e venerdì dalle ore 8:30 alle ore 13:30; Mercoledì dalle ore 8:30 alle ore alle 17.30

Curatori: Danilo Lo Piccolo

Enti promotori:

Città di Palermo