FOOD. Dal cucchiaio al mondo

Inizio con il dire che sono partita prevenuta, molto prevenuta. Da quando è iniziato l’EXPO a Milano tv, media, eventi, mostre, projects non fanno altro che parlare di cibo, di eco sostenibilità e di nutrizione saturandoci di immagini e nozioni che spesso e volentieri non seguono un ben delineato filo conduttore. Ed ecco che tutti pubblicano libri, opuscoli, eventi e mostre sul cibo, sul mangiar bene e in modo sano forti che il solo argomento porti a se interesse, introiti e visitatori.

Questo è tutto ciò che è riuscito a non fare il MAXXI con: “Food. Dal Cucchiao al Mondo” una mostra che racconta come il cibo influenza la nostra vita e tutto ciò che ci circonda; divisa in sei sezioni parte dal corpo e – passando per la casa, la strada, la città, il paesaggio – arriva al mondo spiegando attraverso installazioni, immagini e proiezioni video gli assetti mondiali della produzione e distribuzione del cibo. E’ articolata su due livelli, comprende oltre 50 opere prediligendo fotografia e installazioni di tipo concettuale. Il visitatore diventa parte integrante dell’esposizione, fruitore ma allo stesso tempo partecipe della scena; gli spazi sono organizzati in maniera ineccepibile accompagnati da didascalie e schede tecniche di rapida ed efficace lettura.

Nella sezione Corpo ecco che ci troviamo davanti ad una serie di fotografie di Henry Hargreaves dal titolo “No Seconds”, nelle quali l’artista neozelandese immortala l’ultimo pasto libero dei condannati a morte americani in cui il vassoio rappresenta la chiusura della cella, lo spazio minimale in cui il cibo viene consumato.

Henry Hargreaves – No second – www.henryhargreaves.com/#no-seconds

Henry Hargreaves – No second – www.henryhargreaves.com/#no-seconds

Interessante anche l’analisi nella sezione Casa nella quale vengono esposti alcuni esempi di progetti esemplari di spazi legati al cibo e alla vita sociale con il supporto di video, foto e modelli in 3 D; dalla realizzazione di una cucina innovativa del French Laundry Kitchen a Yountville in USA alle fotografie di Ilya Utekhin che mettono in luce le kommunalke russe, case popolari in cui le cucine, i corridoio ed i servizi igienici sono in comune con gli altri residenti. La cucina domestica diventa uno spazio fisico e sociale, che mette in mostra uno spaccato di vita dai contorni particolari.

Attraverso il cibo una rappresentazione del mondo in cui risaltano squilibri, crisi dei paesi più in difficoltà ma anche opportunità e sviluppi di crescita innovativi in una società sempre più all’avanguardia tecnologica.

[Sara Costa]

Photo Musacchio&Ianniello. Courtesy Fondazione MAXIIPhoto Musacchio&Ianniello. Courtesy Fondazione MAXII

Museo MAXXI Roma
Via Guido Reni, 4A
Roma