artreport.com

Poetiche postmoderne: il Manierismo degli anni Ottanta

Gli anni Ottanta: un cammino, un regresso. Il decennio precedente ha visto come gli sviluppi del Dadaismo, del Surrealismo ma soprattutto dell’Espressionismo, avessero raggiunto il limite della sperimentazione.

Ora dunque i giovani artisti devono tentare di andare oltre, come? Rivisitare qualche avanguardia? No, ora il problema era scoprire se avesse ancora un senso pensare che da una corrente se ne generasse un’altra in maniera consequenziale. Se il concetto di conquista è stato alla base delle avanguardie del XX secolo, dando voce al moderno, adesso doveva essere l’elemento guida del postmoderno.

Il Boom economico degli anni Ottanta ha stimolato una produzione artistica più commerciabile, un po’ come è successo con il Ritorno all’ordine degli anni venti. Ed è così che ad esempio si inizia a parlare di Transavanguardia, termine coniato da Achille Bonito Oliva per indicare un gruppo di artisti italiani che si impone a livello internazionale: “ La transavanguardia considera il linguaggio come uno strumento di transizione, di passaggio da un’opera ad un’altra, da uno stile all’altro”.

Secondo il critico d’arte, ora i punti principali su cui cadeva l’attenzione erano: la riscoperta delle radici locali dell’artista, il desiderio di liberarsi da qualsiasi convinzione ideologica, la volontà da parte degli artisti di guardare oltre e aprire gli occhi anche ai fenomeni inattesi, un po’ come è successo per gli intellettuali del manierismo Cinquecentesco. Ora la pittura rifiorisce, come un albero appena potato, si propone un modello creativo che considera l’arte del passato come un modello di immagini interscambiabili, in una corrente senza una direzione precostituita.

Gli artisti italiani, diversi per poetica e stile, riaffermano il valore della manualità, usando ugualmente forse astratte e modelli figurativi e conciliando diverse elaborazioni culturali. Alcuni esempi italiano sono stati Sandro Chia, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, Carlo Maria Mariani e Francesco Clemente.

Ma ora, il linguaggio della pittura si diffonde a livello internazionale, in America ad esempio, questo modello di creatività pittorica trova un terreno molto fertile: si pensi al Grafittismo, alla Bad painting, fino all’arrivo di una Neo-Pop. Per citare alcuni nomi: Keith Haring, Julian Schnabel,  David Salle ed Eric Fischl, entrambi allievi di John Baldessari.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*