Articoli

CHRONICLES / Log No.1: un laboratorio per la speranza

Does this floor have a memory? Can it convey to us, what those passing here before me were thinking? Will this floor convey to others what us here now are doing?”

Con queste parole Jaša (Mrevlje-Pollak) presenta il proprio progetto Utter. The violent necessity for the embodied presence of hope, in mostra all UGM Maribor Art Gallery e precedentemente proposto per tutta la durata della 56a Biennale di Venezia.

Durante la manifestazione veneziana il padiglione sloveno aveva assunto il formato di un laboratorio in continuo movimento, in cui l’arte era soggetta a continua trasformazione, con l’obiettivo di produrre una moltitudine di relazioni tra le creazioni, gli artisti e il pubblico. Il risultato, riproposto alla Maribor Art Gallery con la collaborazione della Fondazione Marignoli di Montecorona e di WE.ARE, è stato quello di riunire in un perfetto connubio diverse performance artistiche come la letteratura, la musica, la scultura, le installazioni luminose, la pittura e la fotografia, creando, quindi, un’orchestrazione dinamica di tutti gli elementi.

Attraverso una serie di opere di diversa natura, la mostra indaga il senso della centralità delle idee e il processo di formulazione del lavoro di Jaša: il risultato è un quadro generale del progetto.

Partendo dal titolo si potrebbe comprendere che la violenza è necessaria per incarnare la speranza, ma è lo stesso autore, in una intervista ad Artribune di un anno fa, a spiegare che: «Utter richiama qualcosa di assoluto, mentre il verbo to utter significa proclamare, pronunciare, promulgare, dichiarare. Il sottotitolo, invece, si connette direttamente alle linee guida del progetto: viviamo infatti in un tempo di grande ansietà, nel quale un atto d’urgenza pare sempre necessario».

La mostra della Maribor Art Gallery, CHRONICLES / Log No.1, presenta una serie di disegni preparatori e note create dall’artista nel corso del progetto, come un diario di “conoscenza accumulata”, mostrato per la prima volta a Maribor per gentile concessione della Collezione Marignoli di Montecorona, Fondazione contemporanea, che aveva sostenuto il progetto durante la Biennale. Tali testimonianze, insieme ad una scultura e ad un dipinto di grandi dimensioni, vorrebbero dimostrare che tutto è stato offerto in nome di un bene superiore e che una ipotetica divinità superiore abbia guidato la produzione artistica per tutta la durata della Biennale di Venezia.

Il pubblico è accompagnato da composizioni melodiche lungo tutto lo spazio della galleria, sulla falsariga del progetto veneziano, ed il fine non è quello di interazione con la mostra ma quello di percepire dei singoli, originali, mai eguali, modi di intendere e cogliere il tutto.

Ma l’essenza della mostra si coglie proprio nel sottotitolo del progetto artistico, dove campeggia il termine SPERANZA, ed è lo stesso Jaša a dirci che: «bisogna ristabilire un sistema valoriale che a sua volta ri-stabilizzi la presenza della speranza».

http://www.ugm.si/en/exhibition/exhibition/n/chronicles-log-no1-2967/

http://www.jasha.org/

Creatures in Recent Slovenian Sculpture

La mostra Creatures in Recent Slovenian Sculpture è una collaborazione tra la Maribor Art Gallery, la Lojze Spacal Gallery Štanjel, il Gorenjska Museum, i vincitori del premio Prešeren Gallery Kranj, e il Ljubljana Fine Artists Society.

Inizialmente la mostra sarebbe dovuta essere incentrata sulla raffigurazioni di animali, non sulle creature, difatti il menù espositivo prevede scimmie, insetti, cani, pesci, pipistrelli, un ghepardo, un corvo, un polipo, un maiale, e altri animali partoriti dall’ambiente naturale in generale. Il loro mondo si fonde con il mondo delle creature irriconoscibili che non hanno alcun collegamento con la fauna esistente – come di fatto sembrano, a prima vista, non avere alcun senso molti degli oggetti esposti. In questa mostra la natura è un mondo a parte: le opere sono principalmente portatori di vari stati d’animo, di idee, di interpretazioni moralistiche, di archetipi e di fantasia.

A causa di questo intreccio, il curatore della mostra Lev Menaše ha osservato che l’esposizione si trasforma in una competizione unica tra darwinismo e creazionismo. Il darwinismo insegna “che tutte le specie originariamente derivano da forme parentali, con variazioni, a seconda della selezione naturale degli individui più adatti a riprodurre le loro specie”, mentre il creazionismo ci dice “che la materia e tutte le cose come attualmente esistono provengono dal Creatore onnipotente e non sono state formate e sviluppate gradualmente dalla natura”.

Così, il dott. Menaše dichiara che: «non è difficile indovinare quale insegnamento abbia prevalso nella mostra, la conclusione è ovvia: in relazione all’arte, Darwin aveva torto poiché l’arte è sempre stata dominata dal Creatore Onnipotente che continua a dominarla nel presente».

Io preferirei non prendere in causa alcuna divinità, perché credo negli uomini, e quindi cito un uomo: «bisogna avere un grande caos dentro di sé per generare una stella danzante».

Info: http://www.ugm.si/en/

Curator: dr. Lev Menaše

Artists: Mirsad Begić, Janez Boljka, Mirko Bratuša, Jakov Brdar, Dragica Čadež, Peter Černe, Natalija R. Črnčec, Polona Demšar, Stane Jagodič, Viljem Jakopin, Matic Jelčič Kürner, Barbara Jurkovšek, Marko A. Kovačič, Nina Koželj, Damijan Kracina, France Kralj, Erik Lovko, Vladimir Makuc, Iztok Maroh, Marija Prelog, Boštjan Putrich, Saba Skaberne, Mojca Smerdu, Zoran Srdić Janežič, Jože Šubic, Drago Tršar, Klavdij Tutta, Lujo Vodopivec, Jožef Vrščaj

Professional Advisor: Simona Šuc

Participating Institutions: Maribor Art Gallery, Lojze Spacal Gallery Štanjel, Gorenjska Museum, Galerija Prešeren Award Winners Gallery Kranj, Ljubljana Fine Artists Society.