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Medardo Rosso

La mostra vuole essere l’occasione di una riflessione ampia sulla scultura, che potrà avvalersi dell’accostamento delle opere di Medardo con alcuni dei massimi capolavori della classicità custoditi nel Museo di Palazzo Altemps, in un percorso di lettura del repertorio e della modernità dell’artista reso perciò ancor più stimolante e inedito.

L’esposizione, nelle sale del primo piano, non prevede un percorso cronologico ma tematico, attraverso alcuni dei soggetti trattati dell’artista di cui verranno presentate differenti versioni, in una scelta determinata da ragioni non solo iconografiche, ma soprattutto compositive e tecniche: la straordinaria originalità di Rosso nello sperimentare utilizzi assolutamente inediti dei materiali e la conseguente varietà della resa materica saranno restituite attraverso la selezione di opere in cera, gesso e bronzo, i materiali a lui congeniali nella resa di quello che egli stesso definì “spazio fuggitivo della frazione di un secondo”.

Saranno esposte anche le fotografie di Rosso. Infatti a partire soprattutto dalla fine dell’Ottocento, la fotografia assume per Rosso il senso di una ricerca autonoma e compiuta, parte integrante e insostituibile di un incessante lavoro di ripresa di poche, essenziali immagini, che ha, non a caso, un equivalente in quella continua rielaborazione delle sculture da lui ideate entro i primi anni del Novecento che caratterizza gli ultimi decenni della sua carriera. La fotografia era per Rosso occasione di uno studio sulla materia e sulla luce, ormai svincolato dal confronto col vero.

Il percorso della mostra intende offrire anche un’occasione di dialogo con l’antichità, inserendo all’interno di questi straordinari ambienti alcune testimonianze del rapporto di Rosso con l’antico, non ancora propriamente indagate in sede espositiva.

 

 

Dal 09 Ottobre 2019 al 02 Febbraio 2020

Roma

Luogo: Museo Nazionale Romano Palazzo Altemps

Indirizzo: piazza di Sant’Apollinare 46

Orari: da martedì a domenica 9.00-19.45. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura del Museo

Curatori: Francesco Stocchi, Paola Zatti

Enti promotori:

  • Electa

Costo del biglietto: intero € 10; supplemento al biglietto intero € 3 (obbligatorio nel caso di mostra allestita negli spazi della sede del Museo); intero cumulativo € 12 (valido tre giorni permette l’accesso a tutte le sedi del Museo); supplemento al biglietto intero cumulativo € 3,00 (obbligatorio nel caso di mostra allestita negli spazi della sede del Museo)

Sito ufficiale: http://www.museonazionaleromano.beniculturali.it

Solo. Medardo Rosso

Torna a Firenze per la prima volta dopo un secolo Medardo Rosso (Torino 1858 – Milano 1928), il più grande scultore italiano della Modernità. È l’artista torinese trapiantato a Parigi il nuovo protagonista del progetto Solo che vede il Museo Novecento dedicare periodicamente una mostra monografica a un artista del secolo breve. Dopo Emilio Vedova e Piero Manzoni, il terzo appuntamento, Solo. Medardo Rosso, curato da Marco Fagioli e Sergio Risaliti, aperto al pubblico il 20 dicembre (fino al 28 marzo) per celebrare le opere di uno scultore straordinario, sperimentatore e anticipatore indiscusso della contemporaneità. Lo stesso che nel 1910 in occasione della “Prima mostra italiana dell’Impressionismo e di Medardo Rosso” e per iniziativa di Ardengo Soffici (autore del celebre volume Il caso Medardo Rosso del 1909), di Giuseppe Prezzolini e della rivista La Voce, venne riconosciuto come “Maestro della Scultura europea proteso nella Modernità”.

La mostra di Firenze propone un percorso di rilettura dell’opera dello scultore fuori della consueta visione codificata di un Rosso prima naturalista e poi simbolista, per segnalare invece la sua assoluta originalità e specificità nell’ambito dell’arte moderna. La ricerca rivoluzionaria sul soggetto si traduce in sculture di piccole dimensioni, antimonumentali, caratterizzate da superfici scabre, in molti casi espressione di processi artigianali che vengono gestiti in autonomia dallo stesso Rosso nel suo atelier, vera e propria fucina alchemica moderna. Alla sua peculiare indagine sull’arte plastica si affianca, influenzandola e restandone influenzata, la sperimentazione in ambito grafico e fotografico, in cui si accentua la passione per il frammento e il taglio compositivo e per la componente vibratile e fantasmatica dell’immagine.

Osteggiato dalla critica italiana (Ugo Ojetti e Margherita Sarfatti), che lo aveva chiuso nell’ambito della Scapigliatura lombarda, e dalla cultura artistica accademica, lo scultore, che pure era stato protagonista riconosciuto dall’arte plastica nella Parigi degli ultimi decenni del secolo precedente, Rosso è divenuto via via nel Novecento, per la sua anticipazione della Modernità, l’importante punto di riferimento delle generazioni successive, da Boccioni a Manzù da Marini a Fontana.

Fino al 28 Marzo 2019

Firenze

Luogo: Museo Novecento

Indirizzo: piazza Santa Maria Novella 10

Orari: Lun – Mar – Mer – Ven – Sab – Dom 11-19; Giovedì 11-14. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. 25 dicembre: giorno di chiusura

Curatori: Marco Fagioli, Sergio Risaliti

Enti promotori:

Comune di Firenze

Musei Civici Fiorentini

Museo Novecento

Costo del biglietto: intero € 8.50, ridotto € 4 (18-25 anni e studenti universitari), gratuito under 18, gruppi di studenti e rispettivi insegnanti, guide turistiche e interpreti, disabili e rispettivi accompagnatori, membri ICOM, ICOMOS e ICCROM

Telefono per informazioni: +39 055 286132

E-Mail info: info@muse.comune.fi.it

Sito ufficiale: http://www.museonovecento.it

De scultura

Coerentemente con il programma delle precedenti esposizioni dedicate al disegno (Ripensare il medium: il fantasma del disegno), alla pittura (Senza titolo. La pittura come modello), ed alla fotografia (Fort/Da risonanze e intermittenze del fotografico) Museo Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea dedica quest’anno un display alla pratica scultorea e più precisamente alla scultura modellata partendo come di consueto da alcuni esempi storici: Medardo Rosso, Arturo Martini, Antonietta Raphaël Mafai. L’ipotesi apparentemente inattuale e controcorrente rispetto alle teorizzazioni contemporanee sulla scultura, in bilico tra ready-made, installazione e oggetto di design, si rivolge ad una pratica che, pur minoritaria, non ha mancato di manifestarsi in diverse esperienze moderne e contemporanee che hanno cercato di oltrepassare e decostruire la dimensione della statua e del monumento pur mantenendo un complesso rapporto di relazione con il sorgere della figura. È quanto è accaduto all’alba del moderno con la scultura di Medardo Rosso e, nel secondo dopoguerra, con Alberto Giacometti, per limitarsi a citare solo due nomi-faro. Una linea di ricerca a cui – con esisti differenti, e attraverso una diversificazione anche nell’utilizzo dei materiali – paiono ricollegarsi, in maniera eterodossa, opere come le resine e le fusioni di Davide Rivalta, le plastiline e le ceramiche di Sandra Tomboloni, i gessi, le terre e le carte (piegate e manipolate) di Paolo Fabiani o, infine, le terrecotte inedite di Emanuele Becheri e alcune opere in resina o in fusione di Michel Frère, artista belga, prematuramente scomparso, che ha lavorato per lungo tempo in Toscana.

L’esposizione è un progetto di Cristiana Collu, direttrice della Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma e Saretto Cincinelli, curatore indipendente.

 

 

24 novembre 2018 – 13 gennaio 2019
Casa Masaccio | Corso Italia, 83 | San Giovanni Valdarno

DE SCULTURA
Emanuele Becheri, Paolo Fabiani, Michel Frère, Arturo Martini, Antonietta Raphaël Mafai, Davide Rivalta, Medardo Rosso, Sandra Tomboloni

a cura di Saretto Cincinelli e Cristiana Collu

Inaugurazione sabato 24 novembre ore 18

Scoperte e Massacri. Ardengo Soffici e l’Impressionismo a Firenze

L’esposizione, la prima monografica dedicata a Soffici (1879 – 1964), sarà occasione per ripercorrerne l’esperienza artistica di pittore, scrittore, critico d’arte e polemista che visse attivamente il suo tempo, venendo in contatto e talvolta in profondo, coraggioso contrasto con i coevi movimenti del panorama artistico italiano ed europeo. Il titolo della mostra, Scoperte e massacri allude a quello della raccolta dei testi di Soffici, pubblicati tra il primo e il secondo decennio del Novecento, riconosciuti oggi, assieme alle iniziative culturali da lui sostenute e organizzate (come la Prima mostra italiana dell’Impressionismo allestita a Firenze nel 1910), passi decisivi per il rinnovamento in chiave novecentesca dell’arte in Italia. Le opere in mostra (da Segantini a Cezanne, da Renoir a Picasso, da Degas a Medardo Rosso, da De Chirico a Carrà ecc., oltre lo stesso Soffici), scelte sulla base delle predilezioni e delle avversioni esplicitate, saranno commentate da brani critici tratti dagli stessi scritti d’arte, per accompagnare idealmente il visitatore a riscoprire una delle più feconde e produttive interpretazioni delle origini dell’arte contemporanea, con le sue decisive “scoperte” e i suoi drastici “massacri”.

Informazioni evento:
Data Fine: 08 gennaio 2017
Costo del biglietto: 8,00 euro
Luogo: Firenze, Galleria degli Uffizi
Orario: Da martedì a domenica, ore 8,15-18,50
Chiusura: tutti i lunedì,
Telefono: 055 238 8651
E-mail: ga-uff@beniculturali.it