Vassily Kandinskij. Un’opera senza confini

Non sono tanti gli artisti, e se è per questo nemmeno gli individui, che sono diventati cittadini di tre paesi diversi. Vassily Kandinskij occupa un posto particolare tra i numerosi artisti dell’Avanguardia che abbandonarono i propri paesi. Nato in Russia, si trasferisce in Germania dove viene celebrato al Bauhaus ed infine morì come cittadino francese. La sua arte è un mix di diversi paesi, quelli in cui visse, che hanno esercitato un’influenza sulla sua produzione.

La questione rimane aperta, quale Stato ha maggiormente influenzato l’artista? Anche se sono evidenti le profonde radici russe, i legami con la sua madrepatria rimangono intatti nel cuore per tutta la sua vita. Egli stesso si definisce un cittadino del mondo, in quanto viene allevato e cresciuto da una nonna baltica, con i libri infantili tedeschi, parlando come seconda lingua il francese. Kandinskij trovò molti stimoli in ciascuno dei tre paesi in cui visse, queste esperienze furono importanti per plasmare la sua arte nelle diverse fasi della sua vita.

Il suo periodo di formazione è il riferimento al mondo contadino russo, alle tradizioni troppe profonde da dimenticare. Ogni momento ha avuto un effetto psicologico sulla sua produzione che non obbedisce a nessuna logica matematica, ma rimane legato a un “io” interiore, dove le scelte per i colori e per le forme sono necessari alla formazione e alla trasmissione di determinati stati d’animo.

La sua particolarità consisteva nel rifarsi a stili artistici precedenti e ai temi folkloristici, il che si riflette nelle sue opere. L’amore per le fiabe popolari russe lo avvicinano ai suoi connazionali, alla sua terra natia. Per tutta la sua vita egli mantiene uno scambio coerente con gli scenari artistici che hanno avuto un influsso costante sulle sue esperienze, passando da una profonda retrospettiva a una maggiore liberta di espressione, dove le forme amorfe si liberano sulle tempere, dove ogni cosa è collegata all’altra. In questo senso anche l’arte di Kandinskij va interpretata come un sistema unico al di là delle frontiere, come un’opera senza confini.

Suoni, linee, colori si fusero dunque in lui in un’unica potente esperienza multisensoriale.

Kandinskij in questo caso è un figlio del suo tempo.

 

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