Visioni mitiche di un mondo nuovo

Il futurismo è il primo movimento d’avanguardia nato in Italia, destinato a rompere l’isolamento provinciale della nostra cultura e a riaprire un dialogo tra Italia e Europa. Il Futurismo nasce ufficialmente nel 1909 con la pubblicazione del Manifesto del movimento sul giornale parigino “Figaro.

Il Futurismo è il movimento italiano che in termini interazionali più profetico del XX secolo.

L’apologia della macchina della velocità. Diceva Marinetti è più bella la macchina da corsa della Niki di Samotracie.

Una modernità spinta della tecnologia, specialmente aiutava a passare l’Italia dalla civiltà contadina alla modernità.

I futuristi iniziano il secolo scardinando il rapporto con gli artisti al committente religioso o laico e esprimono anche i germogli di quel narcisismo che porterà alla fine del loro secolo l’arte a momenti di imbarazzo totale.

Un anno che segna un punto di svolta decisivo nello sviluppo culturale d’Italia. Le tradizioni ereditate dall’antichità e custodite nei secoli da una comunità mondiale sensibile all’arte, così come l’idea di un’Arcadia eterna, alimentata dai viaggiatori fino a Ottocento inoltrato, sono logore ormai da tempo.

Nel XIX secolo questa cultura che vive delle glorie del passato non manifesta segnali di rinnovamento. Il faticoso cammino politico, sociale ed economico intrapreso dall’Italia nella seconda metà dell’Ottocento, l’epoca del Risorgimento, verso la costruzione di una nazione unita e moderna, contribuisce a reprimere le forze emancipatrici. Anche i macchiaioli , che con la loro pittura vitale e informale formulano un equivalente artistico dello stato nazionale italiano in erba, producendo soltanto una versione molto meno incisiva dell’impressionismo francese immediatamente precedente.

Il Novecento porta una ventata di rinnovamento e l’Italia viene coinvolta nel turbine di correnti progressive moderne come l’espressionismo e il nascente cubismo.

Il Futurismo, perciò, non è un’avanguardia che persegue esclusivamente un rinnovamento estetico formale, ma piuttosto si sforza di diventare un costume di vita. Una visione cui aderiscono artisti dalle personalità disparate, che con la loro individualità arricchiscono il movimento, ma al tempo stesso lo rendono soggetto a controversie e scissioni.

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